Il Ragazzo Sbagliato 𝄖 Giada Borgatti e Cristiano Cavina
Autore: Giada Borgatti e Cristiano Cavina
Genere: romanzo di formazione
Editore: Bompiani
Valutazione ⭐: 5/5
“Il Ragazzo Sbagliato” è un romanzo di formazione che, sebbene come lettura sia stata fuori target per la mia età, ha saputo parlare alla me sedicenne, consolarla e farla sentire capita come allora avrebbe avuto bisogno.
Desi, la protagonista, è una comunissima adolescente, non ha niente di speciale, non ha niente che una qualsiasi ragazza delle scuole superiori non abbia. Va bene a scuola, ha una famiglia unita, la sua migliore amica è tutto ciò che le serve per stare bene e pensa che niente possa turbare quell'equilibrio. Ma poi, come spesso accade a quell'età, la bolla si rompe e Desi si ritrova catapultata nella realtà, nel mondo dei grandi, su quella strada grigia e tortuosa che porta verso l'età adulta. E fa male, fa tremendamente male.
Poco dopo l'inizio della lettura c'è un avvenimento che segnerà la narrazione fino alla fine, un evento traumatico che si ripercuoterà sulla vita di tutti i personaggi, segnandoli in maniera diversa. Gli autori ci mostrano quanto il dolore sia soggettivo e di come ognuno di noi lo affronti in maniera diversa; spesso ferendo a nostra volta le persone che ci circondano.
All'interno del romanzo si affrontano tematiche estremamente delicate quali la depressione, il su1c1d1*, le disabilità e molto altro. A differenza di altri libri che ho letto però, in questo caso, non si fanno tanti giri di parole attorno a tali argomenti, ci vengono buttati in pagina di prepotenza, nudi e crudi così come sono, perchè spesso, troppo spesso, piombano nelle vite di tutti noi senza preavviso, ce li ritroviamo davanti i problemi, le ansie, le paranoie, senza che nessuno ci avesse avvisati prima. Un giorno va tutto bene e quello dopo vorremmo solo sprofondare. Ed è ciò che accade a Desi e tutti gli altri personaggi quando dopo pochi capitoli il loro mondo crolla; iniziano a sprofondare.
Assistiamo lentamente e impotenti al declino di Desi, che si fa sempre più piccola ed invisibile fra le pagine e nella vita di chi la circonda, la ascoltiamo gridare per farsi sentire, la guardiamo fuggire nella speranza che qualcuno si accorga della sua assenza e poi la vediamo arrendersi, soccombere all'involucro vuoto che sta diventando, senza che nessuno se ne accorga, senza che nessuno la veda o la senta. Invisibile. Inconsistente. Dimenticata. Mai esistita.
I rapporti con gli altri personaggi non sono approfonditi, nessuno dei personaggi in effetti, ad eccezione di Desi, ci viene presentato nel dettaglio. Questo in altri contesti potrebbe essere un difetto; ma non in questo caso. Come detto sopra questo è un romanzo schietto, diretto, che non si perde in cerimonie, che se ha da dirti qualcosa te lo dice senza pensarci due volte.
Il conflitto acceso fra Desi e sua madre ci serve per capire quanto troppo spesso le parole di un genitore possano ferire come lame, non ha importanza in quanto tempo o come ci si arrivi, ciò che conta sono i danni che questo provoca in entrambe, in Desi special modo. La silenziosa intesa fra lei e suo padre, la resa a cui entrambi hanno deciso di arrendersi, mette in evidenza come l'indifferenza di un genitore possa far male tanto quanto la sua eccessiva presenza.
Ho percepito durante tutta la lettura l'annientamento di Desi, l'ho sentita scivolare via nell'indifferenza di tutti gli altri personaggi, ferita da cose più o meno gravi come capita a qualunque adolescente sottoposto a grande stress, che si accende per un non nulla.
La
svolta arriva quando nella vita di Desi fa il suo ingresso “il
ragazzo sbagliato” che sbagliato lo è, ma forse non per quello che
pensate. E' un bad boy? Il tipico ragazzo nocivo con cui la
protagonista femminile inizia una relazione tossica? ...o
semplicemente il ragazzo sbagliato per la Desi che dolore dopo dolore
si sta trasformando in qualcosa di nuovo? Non capita anche a noi di
incontrare qualcuno e pensare che, se lo avessimo incontrato anni
addietro sarebbe stato perfetto?
Si percepisce chiaramente di come la protagonista si aggrappi a questo ragazzo per tirarsi in salvo, perchè non c'è nessuno ad aiutarla e se vuole sperare di sopravvivere deve pensarci da sola. In lei rivediamo e riviviamo tutte le aspettative di quella prima relazione che immaginiamo perfetta, duratura, in grado di portarci via da quella realtà che è diventata troppo stretta.
Invece le pareti attorno a Desi continuano a farsi strette e opprimenti, neppure “l'amore” sembra essere in grado di salvarla, la sua insolenza, il suo diventare prepotente e ribelle, niente di tutto ciò serve a farla riemergere. Certe volte abbiamo bisogno di arrivare a toccare il fondo del nostro abisso interiore per iniziare a risalire in superficie, verso la luce.
E' ciò che accade negli ultimi capitoli, quando al primo evento traumatico a cui abbiamo assistito ad inizio lettura, fa seguito il secondo. Se il primo era stato l'inizio dell'affondo, il secondo è segna l'inizio della risalita.
I personaggi attorno alla protagonista, dalla famiglia agli amici di scuola, sembrano svegliarsi da un lungo torpore. Desi viene vista di nuovo, riesce a farsi sentire di nuovo. Desi esiste. Desi resiste. E' il momento in cui ci rendiamo conto che il dolore non è passato, ma ha fatto il suo corso e adesso ha trovato il suo spazio in un angolo del nostro cuore. Il momento in cui ci rendiamo conto che il mondo non si è fermato davanti a quel dolore, la vita ha continuato a scorrere, siamo noi ad essere rimasti indietro. E' una rinascita. Una primavera.
Lo so, mi sono dilungata tanto in questa recensione (in questa più di altre) ma questo è che ciò che accade quando un libro ti parla al cuore.
Detto ciò, parliamo della struttura. I capitoli sono estremamente brevi e concisi, ¾ pagine al massimo, alle volte anche meno. Non ci sono descrizioni, non ci sono sproloqui inutili, è un flusso di coscienza in prima persona, dove la protagonista ci racconta in maniera spietata e grezza ciò che sta accadendo. Non sono importanti le descrizioni degli ambienti e dei personaggi, non è importante sapere come sono o non sono fatte le cose. Ciò che conta sono gli stati d'animo, le emozioni, tutte quelle cose intangibili e invisibili che sono dolore.
Una lettura che consiglio vivamente a chiunque voglia riconnettersi con il suo io adolescente o fare un viaggio nei luoghi più reconditi della propria anima.


.png)
Commenti
Posta un commento