(collaborazione) Fenix e la chiave di Thuta ━ Mariella Martorelli Loi

Fenix e la chiave di Thuta
Titolo: Fenix e la chiave di Thuta - La gemma di Osiris 
Autore: Mariella Martorelli Loi (M. E. Loi)
Genere: Fantasy
Valutazione ⭐: 4/5
TramaFenix abita a New York e non è una ragazza come le altre: ha la pelle candida e i capelli color argento. Nonostante si sia trasferita più volte insieme a sua madre e abbia vissuto in altre città, in nessun luogo si è mai sentita a “casa”. La sua vita trascorre tra la strana fissazione di sua mamma per le porte aperte e quel senso di disagio che di notte la tiene sveglia a fantasticare di mondi incantati in cui vorrebbe fuggire. Sogni che diventano realtà nel giorno del suo diciassettesimo compleanno, quando un uomo misterioso le regala una piccola chiave dorata. Essa è il lasciapassare per Ethernity, la capitale di Miriël, il regno degli elfi: un mondo luminoso i cui affascinanti abitanti hanno capelli coloratissimi. Un mondo di luce che nasconde però dei misteri oscuri, come la Gemma di Osiris, il cui risveglio, coinciso con l'arrivo di Fenix, annuncia il ritorno di una terribile e antica minaccia.


Bentrovati lettori e bentornati sul blog!

Oggi vi porto la prima recensione per una collaborazione. Si tratta di un'autrice italiana, Mariella Martorelli Loi, che ringrazio infinitamente, ancora, per questa splendida opportunità, e del primo capitolo della sua saga fantasy.

Fenix e la chiave di Thuta è uscito per la prima volta a maggio dello scorso anno e quest'anno è uscito anche il seguito, Fenix e la chiave di Moses. Si tratta di una serie fantasy per ragazzi, che mescola elementi magici e fantastici ad altri più moderni e reali.

La prima cosa che si nota non appena si ha tra le mani il libro è senza dubbio la presenza di una mappa e precisamente quella della città di Etherity. Un mio personalissimo pensiero riguardo alle mappe nei fantasy è che queste siano estremamente indispensabili. Non sempre si riesce ad entrare subito in sintonia con la mente dello scrittore e il mondo da lui creato, per cui le mappe risultano un validissimo strumento. Mi sarebbe piaciuta anche una mappa della scuola o qualche schizzo dei dormitori, ma questo perchè personalmente amo molto le illustrazioni e tendo a comprare molto volentieri i libri illustrati legati alle saghe (come quello di Shadowhunters, quelli di Harry Potter e via dicendo). La scuola elfica ci viene comunque presentata come maestosa ed immensa, quindi capisco anche che riportarla su carta sarebbe un lavoraccio, ma fortunatamente l'autrice è davvero abile nel descrivere il mondo in cui ci catapulta ed ecco perchè non è affatto difficile immaginarsi di trovarsi davanti alla grande porta di Ethernity o nella locanda di Khalita o ancora, nei dormitori della stirpe di Hidril.

L'Accademia elfica ricorda un po' Hogwarts ma decisamente, nettamente, superiore e mi dispiace un po' dirlo, ma a Miriël siamo su un livello completamente diverso. E' magica, in ogni sua forma, in ogni suo aspetto, ciò che traspare leggendo dei suoi giardini immensi, delle aule, persino dei dormitori, è semplice e pura magia. Un concentrato di stupore che lascia il lettore a bocca aperta, con gli occhi che brillano e la triste consapevolezza nel cuore di non aver nessun genitore magico che ci consente il passaggio ad Ethernity e alla scuola. Che amarezza.

Di estrema importanza, a questo proposito, è anche il prologo iniziale, che ci da un quadro generale di quello che era il mondo prima degli eventi narrati del libro, della creazione del tutto, della vita prima del caos. Ricorrenti sono anche le spiegazioni sulle divinità, sulle entità che popolano Ethernity e sul funzionamento del mondo magico che, in questo preciso caso, sebbene vengano ripetute più volte, risultano un aiuto e non danno fastidio. La quantità di nomi e di informazioni che l'autrice ci fornisce è tale che il ripetersi di determinati dettagli risulta essere di fondamentale importanza.

Un consiglio, se così lo vogliamo definire, che mi sentirei di dare, proprio perchè i nomi dei personaggi, dei Re, dei fondatori delle grandi casate, delle guerre e via dicendo, sono tanti e molto particolari, sarebbe quello di inserire una sorta di legenda, un glossario, un qualcosa che il lettore, trovandosi davanti ad un nome che non riesce ad associare, possa andare a consultare per rinfrescarsi la memoria. Mi sono ritrovata più volte, all'inizio, a fare avanti e indietro dal capitolo in lettura al prologo iniziale per ricordare chi era chi e quale fosse il suo compito.

La storia raccontata da Mariella è estremamente coinvolgente e appassionante, sebbene in questo primo capitolo non vi sia molta azione, risultando quindi introduttivo per i seguiti a venire, l'attenzione resta alta fino alla fine e devo fare i miei complimenti all'autrice per questo.

Man mano che ci si addentra nelle pagine è facile per il lettore immaginarsi in compagnia dei personaggi, percepire i loro stati d'animo e soffrire per le loro disavventure. I loro dubbi sono i nostri dubbi e le loro conquiste sono anche le nostre. L'odio radicato del popolo di Miriël verso

l'elfo oscuro che li ha traditi si infonde pian piano nel cuore del lettore e così si arriva, come ogni qual volta un libro è scritto bene, a provare il desiderio di prendere a schiaffi qualcuno o combattere al fianco dei protagonisti. Questa capacita di fondersi così tanto nel racconto è tutta da attribuire allo stile della scrittrice che ⸺ come già detto ⸺ oltre a descrivere alla perfezione il mondo nella sua mente, riesce anche a trasmettere l'essenza di ogni personaggio a chi legge. Nessuno è meno importante, ognuno ha il proprio ruolo e nonostante la miriade di personaggi che si incontrano durante la lettura, ad ognuno viene dedicato il giusto tempo ed il giusto spazio per evolvere, lentamente. Mariella porta il lettore ad affezionarsi a ciò che legge con estrema calma e tranquillità, questo perchè, come da lei detto, ci vuole tempo per formare dei solidi legami ed io non potrei essere più d'accordo di così. Nessuna amicizia in “Fenix e la chiave di Thuta” è immediata, nessun legame nasce dall'oggi al domani, il numeroso gruppo di amici che alla fine del libro sarà ricco di colori e personalità impiega mesi prima di crearsi e ciò che gli unisce alla fine è soltanto al principio. Lo scorrere del tempo, che spesso nei libri viene in qualche modo “accantonato” e dove amicizia, odio, amore e senso di fratellanza sbocciano a distanza di poche righe, in questa saga è invece l'elemento chiave a cui tutto ruota attorno...e ciò che alla fine ci farà soffrire di più, perchè tanto forte e vero è il legame che instaureremo con ogni singolo personaggio e tanto più forte sarà il dolore se dovesse accadere loro qualcosa. Il segreto comunque è ripetersi che peggio di Game Of Thrones non potrà mai andare, il mio cuore è già stato distrutto da Martin.

Mi piace moltissimo l'importanza che viene data più all'amicizia piuttosto che all'amore. Sebbene quest'ultimo sentimento sia molto importante per il popolo magico (ci si innamora una sola volta nella vita) è l'amicizia la cosa più importante a cui Fenix dovrà aggrapparsi, è l'amicizia che la renderà forte, sono gli amici che faranno di lei la persona che è destinata ad essere.

La scrittura di Mariella contribuisce senza dubbio a rendere la lettura fluida e lineare, i capitoli sono brevi, per niente pesanti e in ognuno di essi c'è sempre quella scintilla che tiene alta l'attenzione del lettore e lo spinge a dirsi “ancora un altro capitolo” tant'è che si arriva alla fine veramente in fretta. Una lettura quindi che risulta leggera, poco impegnativa ma comunque avvincente e che di certo non vi annoierà.

Passando a parlare più nello specifico dei personaggi e delle loro vicende, parto con il dire che

l'inizio di questo primo libro è sicuramente eccitante e ad effetto, nemmeno cinquanta pagine che subito l'attenzione del lettore viene portata al massimo, la curiosità regna sovrana, così come il desiderio di proseguire e divorare ogni pagina fino alla fine.

Leggendo capiamo subito che nel mondo mortale, a New York, non tutti sono quello che sembrano, la nostra protagonista ci racconta fin da subito aneddoti apparentemente divertenti ed insignificanti di persone un po' troppo curiose o che lei reputa un po' fuori di testa; ma è davvero così? Sono davvero solo un po' pazze o è la nostra Fenix a non vedere ciò che si cela nascosto oltre la superficie?

Persino la madre, con la sua ossessione di tenere tutte le porte aperte, sembra semplicemente solo un po' esagerata, maniaca, ossessionata da qualcosa di innocente ed innocuo che, in fin dei conti, non fa male a nessuno. Beh vi dirò, non so come Fenix abbia fatto a resistere così tanto, perchè io ad esempio ho la mania delle porte chiuse e non potrei mai vivere in quel modo, sicuramente Cons ed io non siamo compatibili.

La donna però, è lampante agli occhi di chi legge meno che ovviamente alla protagonista, sa molto più di quello che dice e le sue manie, le sue piccole ossessioni sono un campanello molto forte che lasciano il lettore in attesa del momento in cui potrà dire “Ah! Lo sapevo!” affermazione che mi sono ritrovata a fare più volte nel corso del libro ed è stato anche piuttosto soddisfacente. Constantine ci si presenta, non subito, come un personaggio tormentato, che soffre e che combatte da anni una battaglia interiore che la divide tra il fare la cosa giusta e l'essere, in qualche modo, egoista ⸺ tra il tenere con se la figlia a costo di mentirle per tutta la vita o rivelarle il segreto della sua esistenza e rischiare così di perderla. E' toccante vedere come alla fine del libro, questa donna forte, questa donna autoritaria ed estremamente protettiva, richiuda dietro di se ogni porta, ogni fessura, ogni spiraglio in attesa che la figlia ritorni da lei; Constantine, che per tutta la vita aveva sempre tenuto le porte aperte per non permettere a nessuno di varcare la soglia della sua vita, adesso rimane ferma, in attesa che quella porta si apra.


Come infatti ci viene detto verso metà del libro, nel mondo magico tenere le porte aperte ha un significato diverso ⸺ significa chiudere fuori le persone, impedire loro di usare la chiave che le condurrà da noi e onestamente ho molto apprezzato questo contrasto, perchè in effetti, riflettendoci, per entrare da qualche parte, che sia un luogo o il cuore di una persona, occorre una chiave, un qualcosa che inneschi nell'altra persona un meccanismo di apertura nei nostri confronti e per far si che ciò accada, dall'altra parte la soglia deve essere chiusa.

Passiamo adesso a parlare di personaggi più di rilievo e il primo di cui vi voglio raccontare è il mio preferito ⸺ nonché personaggio che ho sentito essere odiato da molti ed io non mi capacito di come sia possibile ⸺ Andrew.

Andrew ci viene presentato inizialmente come un semplice compagno di classe di Fenix, il ragazzo più bello e popolare della scuola. Tutti sanno chi è, tutti vogliono essere suoi amici e non c'è ragazza che non vorrebbe essere LA sua ragazza. Ma non Fenix. Lei lo ignora, gli è indifferente, a tratti la irrita persino ed il suo atteggiamento nei suoi confronti la stranisce. Capiamo infatti subito che questo ragazzo nasconde qualcosa, alcune sue parole, alcuni suoi modi di fare nei confronti di Fenix sono sospettosi, come se lui sapesse qualcosa che persino noi ancora ignoriamo...e in effetti è così. Lo ritroviamo per tutto il resto della narrazione e sinceramente quello che mi sono ritrovata davanti è un ragazzo dolce e premuroso, molto leale nei confronti dei propri amici e con un forte senso della giustizia. Timido ma al tempo stesso deciso, uno a cui piacciono le sfide e con un passato alle spalle estremamente triste e doloroso. Ironico e divertente, cerca sempre di essere un sostegno per chi lo circonda ed in particolare per Fenix. Chissà perchè? (detto fra noi, se lei lo friendzona mi faccio volentieri avanti io, il colore del suo Lapis posso tollerarlo).

Man mano che si procede nella lettura Andrew e Fenix diventano sempre più uniti e questo è chiaro non soltanto agli occhi di noi lettori ma anche di tutti gli altri personaggi. Condividono pressochè lo stesso passato, hanno le stesse domande irrisolte e si battono per scoprire chi sono, da dove vengono, qual'è il loro posto nel mondo. Se da un lato Fenix e Light paiono il giorno e la notte, luce e oscurità, Fenix ed Andrew sono invece fatti del medesimo elemento, pura luce destinata a scaldarsi a vicenda.

Il rapporto che il mezz'elfo ha con Light mi incuriosisce molto, l'idea che mi sono fatta è che con il tempo i due o si distruggeranno a vicenda o troveranno il modo di far combaciare i loro caratteri così diversi.

Nel corso della lettura viene spontaneo domandarsi anche chi sia il padre del ragazzo e, in seguito a determinate affermazioni, mi è sorto il dubbio che possa essere un insegnante o il Rettore della scuola elfica. Solo il tempo potrà rivelarcelo ed io nel frattempo mi appello al buon cuore di Mariella e la prego in ginocchio di risparmiare questo personaggio, grazie.

Parliamo adesso proprio di Light. La prima cosa da dire su che questo personaggio è che, chiaramente, è un uomo col ciclo. Scherzi a parte, il carattere dell'elfo è, per un motivo o per l'altro, molto lunatico, al punto tale che cambia atteggiamento, soprattutto nei confronti di Fenix, nel giro di trenta secondi. La ragazza sembra riuscire a tenere abbastanza bene il passo con questi suoi sbalzi d'umore ⸺ cosa che io personalmente non sarei capace di fare ⸺ e nonostante tutto riuscire a trovare il modo di entrare in sintonia con lui. Gran parte del suo essere scopriamo essere legato ad una maledizione che incombe sulla Famiglia Reale da secoli e questo in parte spiega molti dei suoi atteggiamenti; anche se non tutti. Il profondo ed ostinato attaccamento di Light nei confronti di Fenix, alla luce della maledizione appunto, non mi è ancora del tutto chiaro, ma spero di riuscire a comprenderlo meglio nei capitoli successivi. A tratti morboso, questo personaggio sa molto più di ciò che dice e la calma fredda con cui affronta situazioni come cospirazioni, il risorgere di una società segreta e il risveglio di un antica pietra magica dai poteri inestimabili, è un chiaro segnale di ciò.

Gli unici legami che sembrano svincolarsi dalla maledizione sono quelli che ha con il fratello (personaggio da prima ambiguo ma poi molto più amichevole e socievole dello stesso Light), Scarleth e Rhen, i suoi due migliori amici nonché compagni di avventure e sventure ⸺ e Lilith, quasi una sorella per lui. Il rapporto fra i due è intenso e viscerale, al pari di quello fra Andrew e Fenix. I due sono, per così dire, parte dello stesso elemento e riescono a leggersi dentro come nessun'altro riesce a fare.


Lilith in particolare è un personaggio che fin da subito, forse per il nome, mi ha intrigato parecchio. Come ci viene suggerito, si tratta di un demone, ma completamente diverso da ciò che ci si aspetterebbe. E' caparbia si, tenace, forte, orgogliosa e molto sicura di se ⸺ ma anche leale, sincera e fragile. Scopriamo che dietro alla fiera corazza da Principessa si nasconde l'animo di qualcuno che desidera solo poter essere libero da vincoli reali e soprattutto che cerca amore, un onesto, sincero e vero amore. Scopriamo che per lei è importante, sarebbe fonte di orgoglio vedere il lapis di qualcuno colorato con il nero dei suoi occhi e ci spezziamo con lei quando scopriamo che questo non sarà mai possibile. Ma sarà davvero così? Io credo, spero forse, che ci verranno in seguito riservate delle piacevoli sorprese, perchè Lilith è uno di quei personaggi che merita solo tanto amore. La vediamo, seppur con difficoltà, cedere, allentare la presa, fare un passo indietro per il bene di una improbabile amicizia che con il tempo sono sicura si rivelerà forte e salda. Assistiamo a quel lento cambiamento di cui vi parlavo all'inizio, dove questo personaggio inizia forse a comprendere che ci sono cose più importanti della ragione e del potere, che un'amicizia vale di più, che la risata della persona a cui si tiene è più importante del proprio orgoglio. Sono certa che questo personaggio avrà una crescita bellissima ed io non vedo l'ora di assistervi.

Prima di parlarvi di Fenix, ho deciso volontariamente di lasciare per ultimo questo personaggio, qualche parolina sugli ultimi membri della colorata comitiva.

Del gruppo assortito fanno parte anche un elfa e un'altra mezz'elfa, un concentrato di energia e positività; la fonte forse, del buon'umore collettivo che al tavolo della mensa si respira stando in compagnia della combriccola. Amorath in particolare è qualcosa di indescrivibile e vorrei avere tutta la sua energia al mattino.

Hellawess, una discendente di Salomone e quindi dotata di poteri magici, è un personaggio che inizialmente non desta particolari domande o curiosità, ma che leggendo diventa sempre più fitto e misterioso, al punto tale che in qualche modo sembra condividere uno strano legame primordiale con Fenix. Sono estremamente curiosa di scoprire che cosa lega le due e soprattutto il destino di Hella, che non so dire bene perchè, ma mi mette molta ansia e preoccupazione.

Fenix in particolare, sembra condividere un legame molto profondo anche con il mondo stesso di Miriël. Strani sogni e visioni, forti emozioni al ricordo o alla vista di posti, cose, che è la prima volta che vede; sentimenti primordiali che non dovrebbe provare. Tutto ciò mi ha portato a domandarmi se non possa in qualche modo essere la reincarnazione di Elwing o qualcuno a lei legato. Ci viene detto che la particolarità del suo lapis indica una stirpe di sangue importante, reale, e la reazione che molti vecchi guerrieri hanno alla sua vista lascia pensare che ci sia molto di più dietro, che non sia una semplice mezz'elfa e che il suo futuro sia tutt'altro che roseo, ma costernato di sacrifici e perdita.

Oltre a questo, ci viene presentata come una ragazza forte, risoluta, indipendente e chiusa, che non ha bisogno di nessun legame ma che inevitabilmente si ritrova circondata da amici. Ci viene descritta come tutto sale e pepe, con la risposta sempre pronta, una ragazza che non si fa mettere i piedi in testa ⸺ in parte è vero e mi trovo d'accordo, in parte no.

In molte occasioni il mondo nuovo dove si ritrova catapultata e la strada nuova che si ritrova a percorrere la sopraffanno e ciò che ne deriva è, il più delle volte, mutismo e la carnagione lattea che va letteralmente a fuoco. Del tutto comprensibile, la stessa protagonista odia questa sua incapacità di reagire, ripensando alla se stessa del passato, quella che a New York non sapeva tenersi niente dentro. Il fatto è che noi la Fenix di New York non la conosciamo, ed ecco perchè questo suo lato “spumeggiante” un po' ci sfugge.

Fenix è comunque un personaggio che si fa voler bene, a cui la maggior parte delle volte vorresti dare una scrollata e dirle di aprire gli occhi, ma con affetto. Si percepisce chiaramente la mancanza che lei sente di una figura paterna, il suo bisogno di scoprire le proprie origini e da qui l'attaccamento che dimostra nei confronti di Redh è del tutto comprensibile ⸺ tanto che mi sono chiesta inizialmente se non fosse lui suo padre. Sono ancora convinta che in qualche modo sia un suo parente, attorno a lui si celano molte domande, molte ancora in attesa di risposte.

Mi è piaciuta la determinazione che la protagonista dimostra alla fine del libro, quando si palesa il timore che la madre potrebbe non concederle di tornare, ma che in un modo o nell'altro lei troverà una via. Ho sempre vissuto con distacco il rapporto tra Fenix e la madre e sono stata contenta di poter leggere questo suo piccolo pensiero.

Fenix è un personaggio molto altruista, che non domanda mai ai propri amici se stanno bene ma che non appena dimostrano una difficoltà, un dubbio o un problema è la prima a farsi avanti. Cambia i propri piani per restare con loro e fargli compagnia, mette da parte i propri interessi anteponendo quelli loro e fa proprio il loro tormento. Una persona estremamente empatica disposta ad annientare se stessa per il bene di chi la circonda e questo suo essere Mariella riesce a renderlo con una tale intensità che quasi puoi percepirlo, toccarlo con mano. Credo di non essermi mai sentita così tanto in sintonia con un personaggio come con Fenix.

Vi consiglio vivamente la lettura di questo libro, per sentirvi coccolati, amati e parte di qualcosa di grande, di bello e di vero. Un fantasy tutto italiano che merita di essere scoperto e non ha niente da invidiare alle grandi saghe, un'autrice di tutto rispetto il cui nome regge benissimo il confronto con i Big.



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