Il Circo della Notte ━ Erin Morgenstern

 

Il Circo della Notte

Titolo: Il Circo della Notte
Autore: Erin Morgenstern
Editore: Fazi/Lainya
Valutazione⭐: 4/5
TramaIl circo apre al crepuscolo e chiude all’aurora. Inaugurato nella Londra vittoriana di fine Ottocento, gira per tutto il mondo, con un seguito di sognatori conquistati per sempre dalle sue meraviglie. Ogni notte, nei tendoni a strisce bianche e nere vengono messi in scena spettacoli sofisticati e numeri incredibili, tanto da sembrare magici.
In realtà, dietro le quinte del circo è in corso un duello di veri incantesimi, di cui solo pochi sono a conoscenza. Celia e Marco sono due giovani maghi addestrati fin dall’infanzia a combattere l’uno contro l’altra dai loro rispettivi mentori, due misteriosi esperti dell’occulto, rivali fin dalla notte dei tempi. Mentre l’illusionista Celia incanta tutte le notti il pubblico nel suo tendone, il discreto Marco, ingaggiato come assistente dal proprietario del circo, controbatte creando attrazioni sempre più elaborate e potenti. Nessuno ha messo in conto, però, l’amore che quasi inevitabilmente sboccia tra i due; un sentimento così profondo e prodigioso che scatena pericolose scintille a ogni sguardo rubato e che travolge un’intera sala non appena le loro dita si sfiorano. Ma la sfida tra Celia e Marco non può durare in eterno e solo uno di loro ne dovrà essere il vincitore. Gli anni passano, il circo diventa sempre più celebre ma il destino di tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo meraviglioso luogo è in bilico, proprio come gli acrobati che volteggiano ogni notte nei tendoni.


Bentornati lettori, per voi oggi una recensione ricca di magia, mistero e forse anche un po' stravagante.
Che dire di questo libro se non che per comprenderlo bisogna immergersi in esso completamente. Non vi dirò che la partenza è facile, che è tutto bellissimo e perfetto; ci sono cose che funzionano e altre che funzionano meno o non funzionano affatto e, cosa più importante, l'autrice si prende il suo tempo (tutto il libro più o meno) prima di collegare tutti i fili.
Apparentemente, all'inizio della lettura, le varie parti sembrano scollegate fra loro e si fa fatica ad andare avanti con i capitoli, perchè l'idea è quella di un minestrone scomposto, con tanti ingredienti che però non legano fra loro. 
Sono onesta quando vi dico che fino alla metà esatta, non avrei dato al libro più di due stelle. Superata quella è tutta un'altra cosa. Ma andiamo per gradi.

Nella prima metà la sensazione è quella di essere spettatori esterni, di trovarsi fuori dal circo e non dentro. Immaginate di osservare questo grosso tendone a strisce bianche e nere da fuori, sentite la musica, leggete le insegne, avvertite nell'aria il profumo del caramello salato e del cioccolato, del legno che brucia. Attorno a voi la folla, la percepite, la vedete, qualcuno vi urta. I vostri sensi funzionano tutti correttamente, potete vedere e sentire tutto, ma non lo afferrate, siete troppo lontani.
I continui salti avanti e indietro nel tempo, i cambi di prospettiva, la narrazione che passa da una voce all'altra danno questa sensazione di conoscere la storia ma non di trovarcisi dentro. Con un piccolo sforzo si capisce ciò che si sta leggendo ma non si riesce a dargli un senso, le parole scivolano addosso al lettore come pioggia fine.
Ma dalla seconda metà in poi tutto cambia. Entrate nel circo, siete nel suo cuore pulsante, potete vedere le attrazioni da vicino, l'origine della musica che sentivate da fuori; i profumi sono più intensi, direttamente sotto il vostro naso e il caramello salato adesso vi si scioglie in bocca. Siete parte integrante della folla, esultate con lei, ridete con lei, siete lei. Siete parte del circo. Siete IL circo.

Questo è ciò che il romanzo fa, vi lascia assistere alle vicende da lontano per poi, senza preavviso, trascinarvici dentro, e quando accade, è bellissimo.

Così come Celia, che lentamente si vincola al circo, rendendolo sempre più dipendente da lei e viceversa, così la Morgestern porta il lettore ad assuefarsi alla narrazione, alla storia e a tutti i suoi personaggi, in una maniera così gentile e delicata che quando te ne accorgi ormai è troppo tardi, il giardino di ghiaccio ti ha già incantato, i gattini acrobati di Poppet e Widget ti hanno già intenerito e Bailey è diventato inevitabilmente il tuo personaggio preferito, quello in cui ogni lettore si rispecchia e per cui farebbe carte false pur di prenderne il posto.


Il Circo della Notte

Non saprei come esprimere meglio il concetto, davvero, solo leggendolo si può capire appieno, soltanto immergendosi in questa lettura si potrà coglierne appieno la sua magia e forse chi già lo ha fatto potrà capire le mie parole.

Parlando della enemies to lovers, onestamente mi aspettavo di più e qualcosa di completamente diverso. Non che la storia di Celia e Marco mi abbia delusa, anzi li ho trovati bellissimi personaggi ed il loro amore è struggente, ma sembra quasi un'istant love.
Mi spiego meglio. Come detto sopra, tutta la narrazione si svolge con continui salti avanti e indietro nel tempo, ci sono continui cambi di narratore; si parla anche di salti di un anno. Questo porta inevitabilmente a leggere un capitolo dove magari i protagonisti si guardano appena e passare al successivo dove invece si abbracciano e stringono nascosti da occhi indiscreti. In chi legge, oltre ad essere confusionario (ma ripeto, poi ci si abitua e nemmeno ci si fa più caso) fa nascere la sensazione di una istant love, che di base non è, perchè fra i due capitoli sono passati mesi se non anni, ma noi ovviamente questo scorrere del tempo non lo avvertiamo; ed ecco che rimane un po' l'amaro in bocca.

In quanto a caratterizzazione dei personaggi, di tutti i personaggi, con le loro storie, i loro caratteri ed il loro essere, c'è uno squilibrio enorme fra quelli che sono i principali e quelli che sono i secondari. Se mi è capitato di leggere libri dove personaggi maggiori e minori venivano in egual modo trattati ed esplorati, questo non è il caso. Un po' però lo capisco, Il Circo della Notte è un libro lungo e complesso, sarebbe stato difficile fare un'analisi introspettiva di tutti e probabilmente sarebbe anche risultato noioso.
Certamente i più completi risultano essere Celia e Marco, Poppet, Widget e Bailey. 

Le altre figure, come il Signor Alexander, Isobel, lo stesso orologiaio, fondatore del fanclub del circo, mi sono apparse scarne, come dei fantasmi, l'esatta essenza di quello che a metà libro diventa il Signor. Prospero.
Si sa poco di loro, del loro passato, niente di cosa accade al termine degli ultimi capitoli, quando la storia giunge alla sua fine. Sicuramente quello su cui avrei preferito leggere di più è l'uomo in grigio, come viene chiamato sempre all'interno del libro, scoprire di più non solo su di lui, ma anche sulle sue origini e di conseguenza sulle origini della magia stessa.

A proposito della magia, mi è piaciuto il tono diverso che l'autrice decide di darle; non più arte innata, destinata a pochi eletti, ma materia a disposizione di chiunque sia abbastanza forte da volerla studiare ed esplorare.
Essa non è prerogativa di nessuno, esiste da sempre, la si deve solo cercare e studiare, va provata e riprovata, come un problema di matematica, devi tentare fin quando non risolvi il quesito.
Ci viene fatto intendere che al mondo esistono diversi tipi di magia, ma purtroppo non si fa nessun tipo di approfondimento e anche questo è un punto a sfavore per me, che sono rimasta con la curiosità e la voglia di sapere, che mi terrò.
Le spiegazioni di come certi rituali vengono utilizzati non sono sempre chiare e devo ammettere che non sono sicura di averli compresi del tutto nemmeno adesso. Ci sono cose complesse di questa narrazione, cose che probabilmente nemmeno l'autrice sapeva come dover spiegare o semplicemente non voleva, credendo magari di mantenere così l'alone di mistero che avvolge tutta questa fantastica storia.


Il Circo della Notte

Parlando di tecnicismi e ambientazione, la scrittura come avete capito è piuttosto complessa e articolata, non so dirvi se sia lo stile della Morgenstern ad essere così o meno, questa era la prima opera che leggevo di lei per cui non posso fare un paragone. Sicuramente non è uno dei libri più scorrevoli che ho letto, anzi, nonostante dalla seconda metà in poi aumenti la curiosità e quindi il desiderio di andare avanti a leggere, si fa comunque fatica e non si va veloci come magari capiterebbe altrimenti.
L'ambientazione Vittoriana è una delle mie preferite e qui si sente tutta, a partire dalle descrizioni dei costumi, finendo a quelle delle città e dei locali. La Londra Vittoriana è sicuramente quella che più mi ha affascinata e anche quella su cui ci si sofferma di più, nonostante il breve scorcio di New York non mi sia dispiaciuto. La maggior parte della narrazione, o almeno quella più importante, si svolge all'interno del circo, che viene enfatizzato e arricchiti di nuovi particolari pagina dopo pagina; tutti gli altri ambienti sono solo contorno.

Le tematiche affrontate nel libro sono tante, così sottili da restare appena sotto la superficie.
Prima fra tutte la violenza fisica e psicologica a cui, Celia in particolare, è sottoposta fin dalla tenera età. I risvolti che questi abusi hanno sulla sua persona e sul suo modo di essere sono terribili e ciò che ne esce è una ragazza distrutta, che ha imparato a ricomporsi per l'apparenza altrui. Quella a cui Marco viene più sottoposto è la violenza psicologica, il suo essere definito velatamente una proprietà di qualcuno; pur non essendo uno "schiavo" nel significato stesso del termine. Non è mai libero davvero questo personaggio, se non alla fine, quando riesce finalmente a prendere forse l'unica decisione volontaria per se stesso. Passata di padrone in padrone, la figura di Marco parla di come sia essere orfani, dell'assenza di una famiglia e in particolare di una figura paterna, che alla fine viene idealizzata in quella di colui che potrebbe quasi definirsi l'aguzzino del personaggio stesso.
Il senso di appartenenza è un punto focale di questo libro, il concetto che la casa non è necessariamente quella in cui si nasce e cresce, ma il luogo dove decidiamo di mettere radici spontaneamente, dove troviamo, amore, calore e amicizia.
La famiglia, che alle volte ci viene concesso il privilegio di sceglierci e per cui nessun sacrificio sembra impossibile. 
Il coraggio di prendere e partire, di ricominciare, di voltare le spalle al passato e volgere il viso al futuro; con la certezza dell'ignoto.

Il Circo della Notte

Questa lettura, nonostante gli alti ed i bassi, sicuramente la consiglio, perchè è magica ed emozionante. Ci vuole "coraggio" diciamo così, perchè l'inizio è tosto e si deve avere una mente bene aperta per poter proseguire, ma credo fermamente che ne valga la pena; che il viaggio valga la pena di essere affrontato.

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