L'ultima Creatura ━ Erica Prontera

L'ultima Creatura
Titolo: L'ultima Creatura - Regni Distrutti
Autore: Erica Prontera
Genere: Fantasy
Editore: Elpìs
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐/5
Trama: Lenora ha sedici anni quando il suo mondo viene capovolto in maniera irreversibile: suo padre ha ottenuto un lavoro prestigioso a Monry ed entrambi sono costretti a trasferirsi al castello reale. Gli abitanti del luogo, però, si dimostreranno subito disgustati da lei, da quello che si nasconde all’interno del suo corpo. Lenora, infatti, non è un mutamorfo come tutti gli altri. L’essere che vive dentro di lei si nutre delle paure altrui, condizionando il suo modo di vivere. Inoltre, alcuni componenti della famiglia reale sono diabolici, senza scrupoli. Tra quelle mura si nascondono enormi segreti che verranno a galla e contro cui Lenora dovrà combattere. Non è l’unica a non trovare conforto in quel luogo: anche Jannik, un ragazzo che lavora al castello, prova la stessa sensazione. Quando si incontrano, lui sembra sempre sul punto di scappare. Nei suoi occhi chiari si nasconde un tormento che non può rivelare a nessuno. Neppure a Lenora. Sono ancora molte, infatti, le cose che lei non sa, come il vero motivo di quel trasferimento: lei. L’ultima creatura di una specie estinta.


Bentrovati lettori con una nuova recensione a cui, so di dirlo sempre, tengo molto. In questo caso forse è più vero del solito, perchè il libro di cui andremo a parlare è il primo di una bookstagrammer che seguo da mesi, una delle prime in effetti che ho iniziato a seguire una volta approdata in questa comunità librosa. Ho acquistato una copia direttamente da Erica, che è stata tanto carina da firmarla anche e lasciare dentro al pacchetto piccoli pensierini.


Questo è i primo capitolo di quella che dovrebbe essere una trilogia, un fantasy leggero, dalla scrittura scorrevole, ideale per quei momenti full dove si ha bisogno di letture non troppo impegnative. La narrazione viene vista per buona metà del libro dal punto di vista di Lenora e successivamente introdotto anche quello di Jannik.

Per portarvi una recensione accurata e dettagliata, nel corso della lettura, ho preso appunti, annotando quello che mi colpiva di più, quello che poteva o meno convincermi e via dicendo. Quindi sedetevi e mettetevi comodi, perchè probabilmente ci vorrà un po'.


Partiamo innanzitutto dal mondo creato da Erica, ci troviamo in un universo dove sono presenti quattro pianeti, ognuno di essi diverso per habitat, clima, popolazione. Monry, il pianeta sul quale sono ambientate queste prime vicende, è un concentrato di tecnologia all'avanguardia e non. Ci troviamo davanti a cellulari, portali magici, pistole, look moderni; ma anche le care buon vecchie spade, vestiti pomposi che rimandano ad epoche ormai perdute, cittadine fatte di sole case in legno, con il focolare acceso su cui bolle un pentolone di zuppa. Questa combinazione di epoche l'ho trovata interessante, anche se ogni tanto facevo fatica a focalizzarmela nella mente. Le descrizioni degli spazi e degli ambienti sono comunque accurate, senza però risultare noiose ed inutilmente descrittive; in particolare il mercato di Monry mi ha ricordato tanto quello di Aladdin, con le spezie, le stoffe colorate ed il via vai di persone.


Le creature che ci troviamo davanti in questo primo libro sono per lo più mutamorfi e umani, facendo menzione poi agli Elfi e a delle creature che mi hanno tanto ricordato i vampiri. Apprendiamo che i mutamorfi sono persone, come dice il termine stesso, capaci di prendere la forma totale o parziale di uno specifico animale. La nostra protagonista ad esempio è una razza particolare ed unica nel suo genere, abbiamo poi uomini orso, lince, fenici, tigri e via dicendo. Da quello che leggiamo capiamo che l'animale totem, chiamiamolo così, quello in cui una persona può trasformarsi, si eredita da uno dei genitori; infatti Lenora ha ereditato la sua razza dalla madre, che discende da un'antica stirpe di regnanti il cui capostipite a suo tempo era il Re del mondo abitato da lei ad inizio libro. Diverso pare essere il discorso per i figli dei sovrani di Monry, che hanno tutti, ad eccezione del maggiore, poteri mutamorfi differenti sia dal Re che dalla Regina. Per Jannik la questione sarebbe facilmente spiegabile in quanto, come suo padre, che comunque predilige un animale specifico, ha la capacità di mutarsi in qualsiasi specie lui desideri; quanto alla piccola principessa non saperei dire.


La nostra Lenora ha come amico, il primo in effetti, un gatto ologramma di nome Milizia, piuttosto utile devo dire ai fini della storia, divertente ma anche urtante in certi casi; onestamente non credo avrei avuto la stessa capacità di sopportazione della protagonista in determinati momenti.

Il secondo personaggio che incontra si chiama invece Pasoix e onestamente lo voglio anche io un amico come lui nella mia vita. Dolce, sincero, leale, forte e coraggioso. Pasoix è il primo a difendere Lenora da chi a scuola la guarda con circospezione e odio, da chi la molesta e bullizza, si premura di aiutarla nello studio, di non lasciarla da sola a lezione o nei compiti di coppia, l'aspetta sempre quando entrano o escono dalle aule e le offre sempre la propria spalla come appoggio e sfogo. Insomma, uno da sposare, e dato che Lenora lo friendzona più volte, se non lo vuole lei, lo prendo io.

Mi sarebbe piaciuto poter leggere uno o due capitoli dal suo punto di vista, sia per capire cosa lo spinge a prendere le difese di Lenora fin da subito, sia per comprenderlo più a fondo come personaggio; perchè non essendo uno dei principali, almeno in questo libro, ci sono alcune cose che magari non vengono approfondite più di tanto ma che invece personalmente mi piacerebbe leggere.


Sebbene non sia riuscita ad entrare del tutto in sintonia con Lenora, mi sento più legata a Jannik, è molto toccante il legame affettivo che ha con la famiglia. L'amore per la propria casa e la propria terra è un qualcosa di ricorrente dall'inizio alla fine, il dolore per la perdita della madre è un punto focale e ciò che in effetti muove ogni decisione di Lenora. Il profondo attaccamento al padre è toccante. Questo forte senso della famiglia e del dovere penso sia un punto autobiografico di Erica, che anche nei ringraziamenti finali del libro dedica spazio ai suoi genitori e in particolare ai nonni. Molto dolce quindi e super apprezzato, spero che continui così anche nei libri successivi.

Mi è piaciuta molto l'idea, all'inizio non lo avevo capito, di rendere visibili fisicamente i suoi cambiamenti di umore, attraverso i capelli e gli occhi che cambiano di colore al mutare delle sue emozioni. Mi domando se sia una caratteristica che accomuna tutti quelli della sua specie o se sia ad esclusiva sua.

Molto bello ed ingegnoso è stato anche il colpo di scena finale, relativo alla razza di Lenora; che alla fine del libro sarà di fondamentale importanza sia per la sua vita che quella dei suoi amici. Una particolarità insomma che sono curiosa di vedere dove altro la porterà.


Jannik è l'erede al trono e quello con cui sono entrata più in empatia. E' un ragazzo forte, leale e onesto, odia gli abusi ed i soprusi, si schiera sempre dalla parte del popolo e dei più deboli, terrorizzato all'idea di non riuscire a salvare il regno dalla tirannia del padre e spaventato all'idea che il popolo posso vedere in lui la stessa malvagità. Mi è piaciuto per tutto il tempo della narrazione, ad eccezione di un passaggio in cui risulta essere molto possessivo nei confronti di Lenora, arrivando a definirla una sua proprietà; l'ho trovata una stonatura nel modo di presentarsi e comportarsi che fino a quel momento aveva avuto.

Jannik è un ragazzo che guarda al futuro di Monry con occhi nuovi, con il desiderio di riscattarla, ma che porta sulle spalle il futuro peso della corona e del regno; nonché di tutte le precedenti morti dei suoi fratelli e predecessori. Su questo punto sono rimasta piuttosto sconvolta e sorpresa. Il sovrano di Monry sappiamo essere immortale, per cui vive da migliaia di anni e di conseguenza scopriamo aver avuto altrettanti figli che, dopo i primi trent'anni di regno, muoiono. Senza scendere in ulteriori dettagli, quello che mi ha fatto porre molte domande è lo stato psicologico della Regina, che apprendiamo dalla lettura essere una sovrana buona e leale al suo popolo; ma anche ai suoi figli si direbbe. Caratterizzazione che, se comparata alla questione successione, regno, eredi e via dicendo, stona un po' con la sua figura e mi ha reso difficile comprendere l'attaccamento di Jannik ed i suoi fratelli nei suoi confronti.

Questo è anche il medesimo motivo che mi ha spinto a desiderare di poter leggere, successivamente, dei capitoli dal suo punto di vista, per cercare di comprenderne meglio la psicologia e cosa la spinge ad agire in un determinato modo.


Marlok, il fratello maggiore, quello che per uno sfortunato volere del destino, mica tanto, non è destinato a diventare Re e che per questo sfoga tutta la sua frustrazione sul popolo, sui deboli. E' un personaggio malvagio ogni oltre immaginazione, subdolo e calcolatore come il padre, che cerca di emulare in ogni sua mossa e parola; quasi potesse cambiare le leggi di successione e decidere di renderlo comunque il futuro Re. Questo personaggi mi ha definitivamente fatto accapponare la pelle quando si fa menzione alla violenza da lui perpetrata nei confronti di Cartie, una ragazzina della servitù molto amica di Lenora e Jannik. Ora, su questa violenza di cui si fa menzione mi soffermo giusto qualche riga in più per dire che, si fa allusione ad un tipo specifico di abuso (almeno, leggendo la mia mente ha elaborato ciò), che però non viene approfondito, per cui resta molto avvolto dal mistero e il risvolto psicologico che ci si potrebbe aspettare da Cartie non c'è, il personaggio reagisce, o non reagisce, all'abuso subito, come se non fosse accaduto.


Un aiuto importante e fondamentale che Lenora riceve nell'arco della storia viene indubbiamente da Brawn, uomo del Re incaricato di sorvegliare la protagonista, ma che alla fine si rivelerà essere dalla sua parte e per niente devoto al Gran Sovrano. L'unica cosa che non ho capito è la sua età. Lenora si riferisce a lui come “ragazzo”, Brawn però, quando parla del suo passato, si riferisce a se stesso con frasi come “quando ero giovane” o “a quel tempo ero giovane”.


Una delle scene che ho preferito è stata sicuramente quella dove ci viene descritta la trasformazione di Lenora. L'autrice descrive molto bene e nel dettaglio ogni passaggio, senza però essere pesante o noiosa nel farlo. Sono riuscita ad immaginarmi passo passo ogni fase dell'evoluzione di Lenora e nella mia mente era ben nitida la sua immagine finale. L'atmosfera creata per quel momento è molto dolce e delicata, un momento intimo che la protagonista condivide con Jannik. Erica è stata capace di trasmettere come quello fosse per entrambi un qualcosa di nuovo, un momento speciale e il loro essere impacciati davanti ad un sentimento nuovo mai provato prima è tenero e per niente scontato. Ci troviamo spesso davanti personaggi già vissuti, con mille esperienze alle spalle o che semplicemente sanno già cosa fare e come farlo perchè si, è così. Ciò che nasce fra Lenora e Jannik invece è lento, graduale e viene esplorato in ogni sua sfaccettatura; anche quelle meno romantiche.


Mi è piaciuto moltissimo il rapporto tra Jannik e Pasoix, anche se la storia avrebbe comunque funzionato benissimo anche senza il triangolo amoroso, le loro interazioni sono molto divertenti ed è interessante vedere come nonostante l'antipatia reciproca, nei momenti di bisogno ci siano per coprirsi le spalle a vicenda. Penso che nascerà una bella amicizia fra i due alla fine e non vedo l'ora di leggere della loro evoluzione.


A conti fatti, l'appunto più importante che mi sento di fare è quello sul lavoro di editing, che con un pochina più di attenzione avrebbe sicuramente evitato alcune delle cose sopra dette; come la questione sull'età di Brawn.

Soprattutto all'inizio ci sono diverse ripetizioni, un paio di volte anche a distanza di due frasi l'una dall'altra, qualche volta ho avuto difficoltà a capire come i personaggi erano arrivati a fare determinate azioni, come se nel mezzo mancasse un passaggio; ad esempio quando ci viene detto che Lenora fa di tutto per allontanare Pasoix perchè non vuole metterlo in pericolo (in seguito a determinati avvenimenti) e poi però lo ritroviamo prima insieme a lei al momento dell'incoronazione e poi al mercato, apparentemente a conoscenza dei piani di quest'ultima.

Ci sono imprecisioni qua e la per quanto riguarda le descrizioni fisiche dei personaggi; sul colore degli occhi o dei capelli che cambia. Piccole imprecisioni anche a livello descrittivo e narrativo in qualche punto, lo scambio di nomi per un personaggio e in ultimo la questione “ferite” per quanto riguarda la razza di Lenora. In forma animale può essere ferita da frecce e artigli, ma i proiettili non sono in grado di scalfirla.

Piccoli errori sicuramente di distrazione, che come detto, con una rilettura in più sono sicura nei romanzi successivi saranno facilmente eliminati.


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