Ponte di Anime ━ Victoria Schwab

Ponte di Anime
Titolo: Ponte di Anime
Autore: Victoria Schwab
Genere: Fantasy/Horror
Editore: Mondadori (Oscar Fantastica)
Valutazione ⭐: 5/5
TramaÈ lei che insegue gli spettri, o è il contrario? Sia come sia, Cass potrebbe avere un talento per scovare gli spiriti inquieti. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, è sopravvissuta a due città infestate mentre era in viaggio per il programma televisivo dei suoi genitori. Tuttavia nulla potrebbe prepararla a quel che la attende a New Orleans, un luogo che pullula di antiche magie, società segrete e terrificanti sedute spiritiche. Ma la sorpresa più terribile è un nemico che Cass non avrebbe mai sospettato di dover affrontare: un messaggero della Morte in persona. Sarà all'altezza della sfida? E a cosa dovrà rinunciare per vincerla?



Buongiorno lettori ed eccoci giunti al nostro ultimo viaggio in compagnia di Cassidy e Jacob. Non so voi, ma io sono già un po' nostalgica, le loro avventure mi hanno fatto compagnia per tutto il periodo di Halloween e mi sono affezionata ad ognuno di loro, tanto che mi sento un po' come parte della famiglia.

In questo ultimo viaggio, la tappa dove facciamo sosta è New Orlans ed io ho urlato, letteralmente, quando l'ho letto. Dovete sapere infatti che, pur non avendola mai visitata, è la mia città preferita in assoluto, per la sua varietà di usanze, costumi e popoli, per la magia che emana, per l'alone di mistero che l'avvolge e per quella sensazione di trovarsi a metà fra il mondo dei vivi e quello degli spiriti che, anche i nostri personaggi, dicono di avvertire. Stavolta i ruoli sono invertiti, se per tutti e due i capitoli precedenti siamo stati noi ad andare a caccia di poltergeist e fantasmi, adesso sono loro che danno la caccia a noi...e non sono fantasmi qualcunque.

Ci siamo lasciati alle spalle Parigi con uno strano avvenimento, Cassidy è svenuta sulla banchina della metro dopo aver visto una strana figura vestita di nero con il volto coperto da una maschera scheletrica, i cui occhi erano una pozza di nero profondo. Un semplice spavento, sembrerebbe, che però si rivela molto di più nel corso della storia.

Arrivata a New Orleans Cassidy avverte subito che c'è qualcosa di diverso, qualcosa di strano. Ha la costante sensazione di essere osservata e seguita, la pesantezza del velo non aiuta. Credevamo che Parigi fosse la città più infestata al mondo, ma ancora una volta ci sbagliavamo, è New Orleans. I veli qui si sovrappongono numerosi gli uni sugli altri a causa della triste storia della città, distrutta e ricostruita infinite volte. Gli edifici non sono mai ciò che appaiono, le case non sono mai solo case. Ogni luogo, prima di apparire come Cassidy e Jacob lo vedono, era qualcosa di diverso. Che fosse una scuola, una fabbrica, un ristorante. Numerose storie si intrecciano le une alle altre ed ecco che un semplice hotel nasconde dentro di se la storia di una vecchia e lugubre casa dove centinaia di schiavi hanno trovato la morte, le cui grida si confondono insieme a quelle di giovani orfani, che abitavano il luogo quando ancora era un orfanotrofio.

Cassidy ci appare subito provata da questa situazione e Jacob tenta come può di sdrammatizzare. Il nostro amato fantasma è tornato il solito Casper di sempre, il pericolo per la sua “anima” è scampato e ciò contribuisce ad alleviare la tensione che cresce man mano.

A New Orleans, scopriamo da uno scambio di messaggi fra Cassidy e Lara, si trova la sede della società segreta che studia e crede nel paranormale; “La Società del Gatto Nero”, che si rivelerà di fondamentale importanza ai fini della storia.

Le riprese del programma che i genitori di Cass stanno girando, “I Fantadetective” portano subito i nostri protagonisti in luoghi bui, infestati e mettono subito Cassidy davanti alla realtà. L'uomo vestito di nero con il volto scheletrico non è stato solo un sogno, attraverso il velo lui le parla, la mette in guardia su qualcosa che ha rubato e che “loro” si riprenderanno. Ecco quindi che, nemmeno il tempo di arrivare in città, Cassidy e il nostro amico fantasma devono non solo cercare di capire chi sia questo spirito irrequieto, ma anche come liberarsene. Ma ci si può davvero liberare della Morte?

Sarà infatti Lara, la nostra cacciatrice di spettri preferita, a svelare questo piccolo ed inquietante dettaglio ai protagonisti, sbucando poi all'improvviso a New Orleans proprio quando la Signora Morte stava per portare a termine il suo compito e riprendersi ciò che Cassidy le ha sottratto; una vita.

Inutile dire che ho urlato dalla gioia, perchè Lara è, insieme a Jacob, il mio personaggio preferito e poter leggere nuovamente di lei, stavolta con maggiori dettagli e con più spazio dedicatole, è stato molto bello. Nel corso della storia questa figura apparentemente solida, sicura, priva di paure ma costruita solo di certezze, viene lentamente smontata, per permettere alla realtà di venire a galla e non nel più tranquillo dei modi. Lara è una ragazzina di dodici anni che come tale ha molti timori, molte ansie e un passato difficile, quella che indossa è solo una maschera per proteggere se stessa non solo dal mondo esterno, ma anche dagli altri. Fidarsi per lei è difficile, ancora di più lo è affidarsi. In “Ponte di Anime” è invece proprio quello che si ritroverà a fare, credere, avere fiducia, mettere in discussione se stessa e soprattutto fare affidamento su qualcuno che non sia lei stessa (o lo spettro del nonno ad Edimburgo). Ho apprezzato tantissimo l'evoluzione che le è stata data come personaggio e soprattutto il modo in cui il suo atteggiamento cambia non solo verso Cassidy ma anche verso Jacob, arrivando a “consumare” la propria vita per permettere a lui di oltrepassare il velo e, in un certo senso, continuare ad esistere. Molto bello e toccante il rapporto che instaura con tutta la famiglia Blake, arrivando in qualche modo ad invidiarla per l'amore che unisce tutti i suoi membri.

Cassidy come sapete, come personaggio mi piace ma non mi fa impazzire, sicuramente è ben visibile la cresciuta caratteriale, ma a mio avviso quella più d'impatto ed evidente resta quella di Lara.

Jacob, come detto sopra, si dimostra come sempre il jolly della situazione, il personaggio in grado di smorzare i toni cupi e carichi di ansia della narrazione, ma al tempo stesso quello di riportarli a picchi altissimi.

La Società del Gatto Nero viene resa molto bene, i membri non sono particolarmente caratterizzati e se ne fa poca menzione, però, punto a favore, è il passaggio in cui Cass e Lara raggiungono l'ubicazione attuale della società, nel passato, parlando così con i membri defunti. Mi è piaciuta l'aria respirata in quelle pagine, si avverte un senso del dovere molto forte dei membri, verso la loro causa e la società stessa; più un senso di famiglia e unione che li tiene uniti anche dopo la morte. Spiriti che scelgono di non andare oltre per restare al servizio dei membri futuri e aspettare un giorno di poterli incontrare. C'è un che di drammatico e poetico in tutto ciò.

Parlando di tecnicismi e trama in generale, sicuramente questo è il libro con più azione dei tre, corre molto veloce perchè ad ogni pagina succede qualcosa ed è una complicazione, un mistero, un problema dopo l'altro. Si ha a malapena il tempo di riprendere fiato, di metabolizzare un capitolo e degli avvenimenti sconcertanti, che subito nelle successive pagine il picco di preoccupazione e suspene viene alzato ulteriormente. Qui la Schawab gioca abilmente con i colpi di scena, quando pensi che peggio di così non possa andare, Queen Victoria ti sventola l'indice davanti al viso in un plateale “no”.

L'ambientazione bizzarra, caotica, musicale e “vecchia” di New Orleans è resa alla perfezione, descrizioni essenziali ma precise, scrittura come sempre fluida e lineare.

A livello di trama è anche il più complesso dei tre, perchè le informazioni da assimilare sono tante ed ecco perchè secondo me l'età del pubblico a cui è rivolto il libro rimane un po' più alta rispetto al primo capitolo.

La Morte, in questo libro intesa come essere “vivente”, pensante, è il punto focale di tutta la narrazione. Cassidy, Lara e Jacob guardano ad essa come un qualcosa da cui fuggire, un qualcosa per cui disperarsi mentre il popolo latino-americano, con le sue influenze, usi e costumi, la saluta con una festa, la celebra e la accoglie come fosse in realtà una nuova vita, solo più lunga e in un luogo ancora non accessibile a tutti.

Come primo approccio alla Schwab devo dire che è stato molto bello e sono soddisfatta, i difetti che possono esserci in questo libro sono per me davvero minimi che come avete visto la valutazione è massima. A tutta la saga darei un totale di 4/4,5 stelle.

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