Sogni di Mostri e Divinità

Sogni di Mostri e Divinità
Buonasera lettori e buon giovedì, eccoci arrivati al termine di questa saga, eccoci giunti al capitolo finale della trilogia "La Chimera di Praga".

Se il secondo libro era iniziato con quale nota troppo bassa, questo terzo volume invece inizia con il botto. Lo scenario si sposta avanti e indietro fra Eretz e Roma, dove un gruppo numeroso di Serafini progetta la conquista dell'umanità; ma gli angeli non erano esseri celestiali, benevoli, amanti dell'uomo? La Taylor continua a dirci che no, la storia non sempre è come sembra e questo è uno dei principali punti forti della trilogia a mio avviso. I personaggi continuano la loro crescita caratteriale, Karou è nuovamente quella del primo libro, sebbene adesso accetti il proprio destino con più accondiscendenza, non vi si lega in maniera viscerale e vi rinuncerebbe subito per quel desiderio che in “La Chimera di Praga” era alla base di tutto; una vita tranquilla e, cito testualmente, noiosa, con la persona che ama e che la ama. La storia d'amore fra la protagonista e Akiva torna prorompente e più struggente che mai, belli, appassionati, sinceri, una fra le coppie più vere mai lette. Anche la storia di Akiva, e di Liraz, si evolve e se da una parte scopriamo di più su questi misteriosi cugini magici dei Serafini, dall'altra l'evoluzione più sorprendete è proprio quella di Liraz. Un personaggio che nel corso della trilogia è cresciuto, è caduto, si è rialzato ed ha imparato ad amare, ad accettare i sentimenti come forza e non come debolezza; non senza dolore e sofferenza. E' diventato il mio personaggio preferito, la sua capacità di provare compassione, la sua forza nel mettere da parte i propri ideali per l'unico sentimento sincero e puro che abbia mai provato in tutta la sua vita. Nata come mero strumento di guerra alla fine trova il coraggio di spezzare quelle catene e chiedere perdono, addirittura accettare la morte per mano del “nemico” perchè in cuor suo aveva sempre saputo che ciò per cui era stata addestrata e creata era sbagliato; una grande prova di forza e redenzione. Il legame che si sviluppa con Ziri avrei preferito fosse approfondito di più, risulta un po' troppo veloce e frettoloso, come se l'autrice avesse voluto darci necessariamente un'altra coppia mista Chimera-Serafino. Ciò non rende però la scena della scoperta dell'anima del Kirin ancora salvabile meno commovente e toccante.

Come sempre la Taylor è stata capace di rendere partecipi in egual modo anche i personaggi più secondari e ovviamente fra loro abbiamo Zuzanna e Mik, con la loro fragile umanità, ben consapevoli di essa ma ostinati a far parte di quel mondo magico che a gran voce sembra gridare che non c'è posto per loro...ma ormai conosciamo Zuze e sappiamo bene che uno gnik-gnik non lo ferma nessuno. Il rapporto che lentamente si va creando con Virko è molto bello e toccante, per un momento ho pensato che avrebbe ammesso di rivedere nei due ragazzi i propri figli e, anche se non è accaduto, nessuno mi toglie dalla testa che sia così. Il modo in cui la Chimera si è legata a loro fin da subito e come li protegge; come un padre farebbe coi propri figli ed molto bello, perchè in questa trilogia non si parla solo di due specie nemiche, ma di come tre razze ben distinte fra loro che imparino ad amarsi, a rispettarsi e a lavorare insieme andando ben oltre le differenze apparenti, ma dando peso solamente al cuore di ognuno di loro. Il personaggio più sorprendente di tutti è stato sicuramente quello di Eliza, da prima un'ombra ai margini del racconto che lentamente, così lentamente e delicatamente che quasi non te ne accorgi, diventa il punto centrale in cui tutti i fili, tutte le vite di ogni singolo personaggio, ogni racconto, ogni leggenda, tutto fa centro in lei. Persino Razgut, che fin dal primo libro è sempre sembrato un mero contorno della storia, diventa in questo libro di fondamentale importanza per lo scorrere degli eventi e quasi si arriva ad aver compassione di lui, quando la sua storia, quella di Eliza, dei dodici Serafini prescelti (i caduti) e persino degli Spiriti Stella, viene finalmente rivelata. Sebbene lui ed Eliza abbiano condiviso il medesimo destino, questo libro ci insegna che la scelta finale spetta solo a noi, siamo noi i padroni della nostra vita e sta a noi scegliere se proseguire sul cammino che ci è strato tracciato davanti o crearne uno nuovo. Due personaggi così simili eppure così diversi, due facce della stessa medaglia, il chiaro concetto di luce e oscurità.

Ma parliamo adesso degli eventi, il libro scorre piuttosto bene, non ho riscontrato particolari punti morti e la battaglia di mezzo è stata un vero e puro concentrato di ansia che l'autrice è stata capace di prolungare fino alla fine, lasciando il lettore all'oscuro degli esiti della guerra, cambiando scenario narrativo proprio quando la tanto agognata alleanza fra Chimere e Serafini sembrava giunta al suo termine, proprio dopo essere appena sbocciata. Non essendoci una battaglia finale è stato molto furbo ed intelligente rendere “eterno” quell'unico scontro, così facendo l'hype del lettore resta alta e la sua voglia di andare avanti a leggere diventa inarrestabile, tanto che da li in poi fermarsi è quasi impossibile. Le vicende narrate a Roma inizialmente non sono particolarmente avvincenti, non succede niente di che fino quasi alla fine, dove ecco un'altra bella dose di ansia, destinata a terminare con il ritorno ad Eretz, dove finalmente scopriamo anche cosa è accaduto nello scontro da cui i protagonisti erano stati costretti ad allontanarsi per portare a termine la seconda parte del loro piano. Arrivati a questo punto del libro il lettore, vedendo quante pagine lo separano dal capitolo conclusivo, potrebbe domandarsi che cosa deve ancora essere narrato, perchè il lieto fine è li, nemmeno dietro l'angolo, ma davanti a noi. Ebbene, un colpo di scena che fino alla fine sembra destinato a mandare tutto a monte, la pace è destinata a regnare su Eretz, due popoli dopo secoli di guerra sono finalmente in pace e pronti a costruire, insieme, un nuovo mondo, eppure niente lieto fine. Ma è qui che, quella che il lettore, per tutta la trilogia, ha creduto essere una leggenda, la leggenda alla base dell'eterna lotta fra bene e male, si rivela invece una profezia, che sta per compiersi proprio adesso, proprio in quel momento. Ciò che per secoli ha diviso i due popoli, portandoli a massacrarsi gli uni con gli altri è adesso ciò che li riunisce, sotto una nuova stella...o sotto nuovi dodici Spiriti Stella. Una profezia, solo in parte divenuta leggenda, perchè gli Spiriti Stella sono destinati a sconfiggere l'oscurità ma ancora non è il momento. E' così che la trilogia si conclude, una storia è stata narrata, un capitolo si è chiuso, ma un altro, presto o tardi, potrebbe aprirsi.

Devo essere onesta, una seconda trilogia, o anche duologia, non mi dispiacerebbe, la scrittura della Taylor è molto scorrevole e il materiale per andare avanti c'è. Il finale è un bel finale, un lieto fine e, sarò sdolcinata, ma a me piacciono. Il lettore termina la lettura con il sorriso, con la pace nel cuore e uno sguardo al futuro che potrebbe portare nuove paure e nuovi timori, nuove battaglie, ma per adesso regna la pace, tutto è come deve essere e se quella che gli aspetta è il compimento di una profezia, cosa può andare storto?

Non ho dato una valutazione piena al libro perchè avrei preferito la storia degli Steliani fosse approfondita, avrei voluto ci si concentrasse di più sulle loro origini, sulle loro abitudini, la loro magia e la loro nascita. Gli Steliani risultano essere coloro che mantengono Eretz al sicuro, da secoli, quelli che in prima linea, silenziosamente, hanno combattuto la battaglia più grande e lunga di tutte; si meritavano più spazio e questo lascia in sospeso alcune domande e alcune curiosità. Alcune faccende sono state trattate con sufficienza e in maniera sbrigativa; ad esempio, che cosa accade a Roma dopo la partenza improvvisa dei Serafini? Che fine fanno la vita e le conoscenze di Eliza sulla Terra, adesso che lei che si trova ad Eretz è divenuta chi da sempre era destinata ad essere? Molto domande a cui l'autrice non poteva, per forza di cose, rispondere in questo ultimo capitolo, ma a cui avrebbe potuto rispondere con un seguito o anche dei semplici approfondimenti.

A conti fatti questa rimane comunque una delle mie saghe preferite, che ho letto con grande interesse e la cui storia innovativa da un'aria di rinnovo nel panorama editoriale fantasy attuale.

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