Sorelle ⸺ quando la mente offusca la realtà

sorelle daisy johnson fazi editore
Buonasera lettori e bentrovati con questa nuova recensione su “Sorelle” un libro misterioso, criptico, a tratti paranormale della scrittrice emergente Daisy Johnson.

Questo romanzo è stato una scoperta, devo ammetterlo, ho avuto un po' di difficoltà all'inizio a causa dello stile narrativo che la scrittrice utilizza, molto simile ad un flusso di coscienza, privo di virgolette o qualsiasi altro tipo di punteggiatura che normalmente si utilizza per i dialoghi e le battute. Fortunatamente è comunque scorrevole e il linguaggio semplice ha agevolato il tutto.

La storia ruota attorno alle sorelle Luglio e Settembre, nate a dieci mesi di distanza l'una dall'altra, con un rapporto co-dipendente dove Settembre esercita il controllo più assoluto, arrivando a plasmare la sorella a proprio piacimento, stringendo con lei un patto di sangue che alla fine si rivelerà essere la chiave di tutto.

Settembre è silenziosa, vendicativa, astuta, calcolatrice, il contrario di Luglio che invece è solare, tranquilla, dolce. E' proprio Settembre il motivo per cui le due bambine non hanno mai avuto amici, è lei che manovra le loro vite, è le che decide come devono vestirsi, con chi devono parlare, cosa devono mangiare, se permettere o meno alla loro madre di entrare nel loro subdolo gioco psicologico. Settembre è estremamente protettiva con Luglio, come fosse lei responsabile della sua felicità, della sua incolumità. Al tempo stesso però ci appare anche crudele e sadica, artefice essa stessa dei dolori e delle disavventure della sorella, che comunque cerca ostinatamente la sua approvazione, il suo amore. La mamma di queste due bambine è Sheela, che disperatamente cerca un modo di far parte delle loro vite, ma che viene tagliata fuori dalla maggiore, Settembre, e che pur consapevole dei danni che questo loro vivere in simbiosi porta ad entrambe; soprattutto a Luglio, non è capace di reagire. Lei, che non ha mai avuto fratelli o sorelle, è intimorita ma al tempo stesso ipnotizzata dalla magia che sembra legare pensieri e azioni delle sue bambine; che tutto sembrano meno che due esseri distinti. Una madre che a modo suo fa del suo meglio per essere tale, che lotta disperatamente contro la depressione per prendersi cura, da sola, delle sue bambine, che pur essendo terrorizzata a tratti dalla sua stessa figlia, la maggiore, la ama incondizionatamente.

La narrazione viene vista per lo più dal punto di vista di Luglio, ad eccezione di due capitoli dove è Sheela, la madre scrittrice, la voce narrante; capitoli nei quali scopriamo di più sul carattere di Settembre, sulla casa nella quale si è rifugiata con le figlie e molti nodi vengono finalmente al pettine.

Assistiamo a flashback continui, ci spostiamo avanti e indietro nel tempo, da Oxford - dove abitavano prima di una terribile tragedia, che fino alla fine del libro aleggia fra le pagine come un inquietante fantasma – allo Yorshire, in una vecchia casa abbandonata del defunto padre delle bambine. Scopriamo che Sheela porta li le sua bambine poiché quella sinistra casa, che sembra respirare e avere vita propria, è il solo posto dove si sia mai sentita accudita e dove spera che anche le sue bambine possano sentirsi così. Una casa che ci viene mostrata come un vero e proprio corpo, composto di organi, essere senziente, prigione e libertà al tempo stesso.

Più la narrazione va avanti e più il lettore resta colpito dalla profondità di questo libro, a tratti gotico, inquietante, eppure così terribilmente attuale. I tratti psicologici, il dolore che ogni essere umano elabora a modo proprio, che ogni mente gestisce come meglio crede per proteggersi, si mescolano con le tematiche del revenge porn; purtroppo sempre più diffuso fra i giovani.

La Johnson tiene alte le aspettative del lettore, che fino all'ultimo non è capace di smettere di leggere e sorprende con due colpi di scena da lasciare senza fiato, rimarcando ancora di più quanto certi legami siano più forti della realtà, quanto il dolore, se radicato e coltivato, sia devastante e protettivo. Dolore che agisce come custode dei ricordi, che offusca la realtà lasciando che si mescoli alla fantasia, dolore capace di annientare la volontà altrui, anche nella morte.

Questo libro mi ha messo i brividi per la sua profondità, per la sua inesorabile conclusione che lascia nel lettore la sensazione di chi non ha fatto abbastanza, di chi avrebbe voluto fare di più per evitare una simile tragedia, un senso di impotenza e sconfitta che può solo rimanere li, mero spettatore.

Il mio voto conclusivo è di 4⭐/ 5⭐

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