(collaborazione) Fenix e la chiave di Moses ━ Mariella Martorelli Loi

Titolo: Fenix e la chiave di Moses - Il torneo di Hùn
Autore: Mariella Martorelli Loi (M. E. Loi)
Genere: Fantasy
Editore: Bookabook
Valutazione: 4/5
Trama: Fenix, giovane figlia di Adham, per metà umana e per metà elfa, ha passato gli ultimi tre mesi della sua vita a Miriël, lontana da casa e da sua madre. Lì ha potuto frequentare i Giardini, la scuola elfica per eccellenza, e conoscere alcuni dei figli di Minhar che popolano Ethernity, la capitale degli elfi. I tre giorni di licenza a casa provano però Fenix nell’animo: è venuta a conoscenza di una triste verità riguardante suo padre e l’amicizia con Andrew ha preso un taglio decisamente inaspettato. Con il cuore in subbuglio, la Ragazza di Luna torna ai Giardini sempre più decisa a scoprire chi sia il suo tutore. La luminosa capitale degli elfi, però, sta per essere inghiottita da un’oscurità proveniente da un sanguinoso passato, e i Corvi, seguaci del crudele Tragokadon, si stanno adoperando per farle strada. Inoltre, le insidiose prove del Torneo di Hûn si avvicinano, e Fenix ha deciso di parteciparvi, sicura del supporto dei suoi amici. Ma se si sbagliasse? Perché nulla è ciò che sembra.



Bentornati ad Ethernity lettori, non so voi, ma a me era mancata veramente tanto; anche se non ho dovuto aspettare molto prima di prendere in mano il secondo libro...sarà così anche per il terzo? Mariella io attendo.

Come per il primo, durante la lettura mi sono fatta appunti, ho preso annotazioni e trascritto pensieri su carta, così da poter riportare una recensione quanto più accurata possibile. Se non volete spoiler, perciò, vi consiglio di leggere solamente quella che trovate sul mio profilo instagram, cliccando qui.



Iniziamo questo secondo capitolo esattamente come il primo, ovvero con il botto. Fin da subito ci vengono messe davanti scelte, possibilità e trame che si prospettano super interessanti, portando l'attenzione del lettore alle stelle. Gli inizi lenti per Mariella non sono un'opzione, o si parte in quarta o non si parte affatto; e questo mi piace. Il lettore si trova da subito caricato di curiosità e la voglia di leggere è tale che, sommata alla scrittura estremamente scorrevole e lineare, porta il libro a finirsi da solo praticamente.

La prima notizia bomba che abbiamo è quella sul padre di Fenix, creduto fino ad ora semplicemente "scomparso", adesso apprendiamo essere invece morto; inutile dire la tristezza provata, soprattutto per Cons poichè è da lei e da Red che apprendiamo le ragioni della morte dell'elfo, ingiuste, vigliacche, disonorevoli per una razza che si professa tanto pura e buona di cuore. Ma è proprio l'oscurità delle cose più luminose che questo libro vuole esplorare, lasciando la questione nascosta dietro le quinte ma, con occhio attento, si possono facilmente leggerne i messaggi velati. Ciò che il popolo degli elfi cerca in tutti i modi di cancellare e nascondere è la malvagità che esseri celestiali come loro sono comunque in grado di compiere; e sebbene nel libro precedente questa cosa sia stata più volte ribadita, ciò a cui si faceva riferimento erano eventi passati; in Fenix 2 assistiamo in prima linea al diffondersi di questa macchia nera; persino in personaggi a noi molto vicini e, personalmente, amati. Finalmente viene alla luce anche il legame che unisce Lilith e Fenix, bellissima l'immagine opposta che le due ragazze rimandano di se, una luce e l'altra buio, perfettamente unite. Quello che non mi è stato chiaro da subito riguarda l'affermazione dello stilo magico, appartenuto ad Elwing probabilmente e adesso nelle mani di Fenix, sul fatto che la mezz'elfa sia appunto la figlia di Elwing. Da prima c'è stata un po' di confusione in quanto, detta così, passa come se Cons non fosse la madre naturale di Fenix e nel gruppo di lettura a cui ho partecipato per questo libro ci siamo scambiati diversi pareri al riguardo. Arrivata alla fine del libro però ogni dubbio è stato mitigato e si, effettivamente Elwing è la madre di Fenix, così come gli altri fondatori delle stirpi sono i suoi padri. Ogni domanda che poteva essermi sorta riguardo le reazioni degli altri personaggi a questa notizia ha trovato la sua risposta. Sicuramente, se già nel primo libro di Fenix avevamo intuito che la protagonista fosse speciale, in questo ce ne viene data la conferma più e più volte; sebbene l'unica a non accorgersene sia la stessa Fenix. AL Bloody Mary abbiamo il primo chiaro ed evidente segnale che qualcosa in lei è unico e potente; la sua capacità di evocare magie sconosciute (che ritroviamo anche durante il torneo e dove sembra averne imparato almeno un po' il controllo), il personaggio che osservandola la riconosce come la reincarnazione di Elwing e si inchina, rivolgendosi a lei come "Mia Signora". Insomma Mariella qui ci ha praticamente detto con un megafono cosa e chi è Fenix, almeno per la maggior parte. C'è poi la questione del Magistro che è il suo tutore e che sia stato il custode dello stilo di Elwing e sia, tutt'ora, custode di molti suoi segreti. Persino il Rock riconosce Fenix come erede della fondatrice della Stirpe Aria. Fenix come personaggio, continuo ad empatizzare di più con altri che con lei, la trovo troppo inverosimile in alcuni momenti, quasi vivesse in una bolla di sapone che ogni tanto fa scoppiare, scoprendo che fuori da quella c'è un mondo. Il suo avere costantemente la testa fra le nuvole certe volte mi ha irritata in questa lettura e ribadisco quanto detto nella recensione precedente, vuole a tutti i costi convincersi di essere forte e indipendente e autorevole, ma l'immagine che, personalmente a me rimanda, è completamente diversa. E' una ragazza sola in un mondo nuovo, che ovviamente ha bisogno di aiuto, che si ostina a voler dimostrare la forza degli umani ma che puntualmente si punta a voler fare tutto da sola, agendo spesso senza pensare. Credo che ancora debba confrontarsi davvero con la realtà, è consapevole di avere dei limiti ma credo debba ancora accettare la cosa e vivere il suo essere una comune adolescente impacciata, "fragile" e insicura con più serenità: senza volersi ostinare a mostrarsi quella che non è o che ancora non è pronta ad essere. Motivo per cui fatico a vederla come ancora di salvataggio per Alhena che ha iniziato la sua mutazione (nel gdl discutevamo sulla possibilità sia un pollo ?) e piuttosto vedrei bene il contrario. Sicuramente come personaggio ha tanta fortuna, nella prima prova del torneo non mi è piaciuto il modo in cui vince, sebbene la sabbia fosse l'unica sua arma a disposizione, ho avvertito la cosa come un po' sleale e confrontandomi con il gruppo di lettura non ero la sola ad aver avuto questa sensazione. In generale però le prime due prove del torneo mi sono rimaste piuttosto indifferenti, trovando emozionante solamente l'ultima. Mi aspettavo qualcosa più alla Game Of Thrones o con più suspense. Sicuramente ho esclamato "Oh finalmente" nel capitolo 33, quando Fenix utilizza i suoi misteriosi poteri per tenere sotto controllo il potere di Ithan. Finalmente tiriamo fuori le balls, grande ragazza! Una cosa che non mi è chiara è il perchè il Lapis di Fenix non si sia colorato una volta che ammette e accetta di amare Light. Quando si accoglie il sentimento di amore la pietra dovrebbe tingersi del colore degli occhi della persona amata, quindi forse c'è ancora speranza per Andrew? ? Ci sono comunque numerosi altri libri in vista, quindi la mia opinione su di lei può essere completamente stravolta e magari diventerà la mia eroina letteraria preferita. In fin dei conti sappiamo bene che Mariella, come è giusto che sia, si prende tempo per far crescere ed evolvere i suoi personaggi, quindi diciamo pure che Fenix è ancora un frutto acerbo che deve maturare.

Successivamente, sempre cavalcando l'effetto bomba, Mariella introduce una figura importante, triste, ingiusta e che purtroppo rispecchia ancora oggi la realtà di alcune parti del Mondo; le "spose premio". La madre di Lilith, sorella del padre di Fenix, apprendiamo essere stata data in dono, come un oggetto, come non valesse nulla, al Re di Inferia. Non è difficile quindi capire il perchè del carattere della mezza-demone e soprattutto chi l'abbia incentivata a forgiarlo. Si fa purtroppo pochissimo riferimento alla Regina di Inferia, ed è un peccato poichè nonostante questo mi ha subito trasmesso l'idea di una donna forte, che come Mariella scrive, nonostante la sua condizione ha saputo sfruttare la situazione a proprio vantaggio, diventando più di quello che era, arrivando ad essere amata dal popolo persino più del marito. Il regno di Inferia, da come viene descritto, sembra un po' l'inferno di Dante, suddiviso in gironi, al centro del quale vi è il palazzo reale. La mia mania per le mappe sarebbe stata appagata con una cartina che ne mostrava i vari gironi.

Nota di demerito per il fratellastro di Lilith che mi ha fatto venire il voltastomaco persino in mezza pagina e fortunatamente la sua presenza si limita a quella. A proposito di Lilith, quanto può essere stupendo questo personaggio? Il suo essere così forte e fragile allo stesso tempo, il suo bisogno di amare ma l'impossibilità a dirlo, perchè farlo rappresenterebbe una debolezza e lei è incastrata in una situazione in cui non può permettersi di essere tale. Ha dovuto imparare ad essere forte per proteggersi dal fratellastro, dal padre, da tutti coloro che in quanto donna, secondogenita e figlia "non pura" credevano di poter avanzare su di lei un qualche diritto, di poterla trattare come era stata trattata sua madre; come una bambola. Ed è chiaro come l'atteggiamento di Ithan la ferisca in primis perchè è l'uomo che ama, perchè forse in qualche modo si maledice per amare una persona così, che non la rispetta nè come donna nè come futura sposa. Vedere che il futuro Re di Ethernity la tratta e la considera esattamente come chiunque altro; un trofeo da esibire. Non oso immaginare il dolore, lo sconforto e la rabbia di sentirsi così tanto legati a qualcuno di così "sbagliato". Ithan come personaggio di per se mi piace, anche se secondo me non ha un futuro roseo davanti a se, ma magari mi sbaglio. Mi piace come si comporta in generale con Fenix, ma il suo atteggiamento con la mezza elfa è del tutto diverso da quello che ha con Lilith; tant'è che dai ragionamenti e dagli atteggiamenti sembrano due persone diverse. Detesto il modo in cui si ritenga, solo perchè futuro Re, al di sopra degli altri e in particolare di Lilith. Come si ritenga nella posizione di avanzare pretese e diritti su di lei, devitalizzandola e arrivando a considerarla quasi un corpo senza anima e privo di emozioni. E vorrei poter credere che è la maledizione di Curuffin, ma l'atteggiamento di Light è del tutto diverso nei confronti di Fenix. Spero solo che andando avanti nei libri il suo essere migliori, come uomo in primis.

Proseguiamo con una notizia che io in realtà avevo già intuito e che per me non ha avuto l'effetto "wow", ovvero che il magistro è il padre di Andrew, io me lo sentivo, forse perchè sono talmente tanto innamorata di Andrew che ormai gli leggo il futuro (triste, molto triste). Parliamo quindi di Andrew, io non mi capacito di come si possa friendzonare uno così, che prima di baciarti ti chiede pure il permesso, che Signore ragazzi, dategli un camion di medaglie e poi clonate un Andrew per me grazie. L'esatto opposto di Light che non fa altro che toccare, abbracciare, tirare, accarezzare e io onestamente non so come Fenix riesca a tollerarlo perchè già alla seconda per me stava a terra con un occhio nero. Cosa tocchi, cosa invadi il mio spazio vitale, distanza di sicurezza, aria. No ragazzi seriamente, qualcuno vorrebbe davvero un "fidanzato" così? Una cozza col ciclo che in rari momenti riesco quasi a trovare simpatica e pensate un po' mi sono pure dispiaciuta per lui una volta; ma ci arriviamo dopo. Tornando ad Andrew, ho solo belle parole per lui...no scherzo, anche qualcuna brutta, soprattutto quando pensa di essere il fratello di Fenix e si comporta come il 95% degli uomini sulla terra, agisce prima di pensare e fa un macello. Ovviamente. Gli schiaffi che non gli avrei dato, avrei voluto entrare nel libro e prenderlo a sberle e questa è una cosa positiva perchè quando succede, non che io voglia prendere a schiaffi i personaggi, ma che mi senta così coinvolta da voler in qualche modo interagire con il libro, significa che l'autore è stato capace di trasportarmi mentalmente e spiritualmente nella sua mente e nel mondo da lui creato, tanto da farmelo sentire mio e in un certo senso "reale. Cosa che avevo già detto nella precedente recensione, ma che ci tengo a ribadire. Quindi insomma, mi sono vissuta molti momenti in 3D diciamo. Quello che mi spezza il cuore è la questione Lapis, perchè quando finalmente Andrew prova a sistemare il suo pasticcio, le cose ormai sono irrimediabili e quindi ora mi appello a te Mariella, perchè so che leggerai la recensione (ansia) vogliamo davvero far condurre ad Andrew una vita sola e triste con un lapis colorato degli occhi di chi non lo amerà mai? Perchè altrimenti si potrebbe mettere su un circolo e la cosa diventerebbe quasi una barzelletta:

Deshyr ama Andrew (io convintissima), che però ama Fenix, che però ama Light il quale non può amare, il quale è amato a sua volta da Scarleth (di un amore sbagliato ma sempre di amore si tratta) che ovviamente non sarà mai ricambiata. E non dimentichiamoci di Lilith che ama Ithan, il quale come Light non può amare ma che nel mentre se la fa con la sorella adottiva praticamente.

Insomma Mariella, non riuscivi proprio a dormire quando hai messo su "Gli Sfortunati Amanti del Distretto di Miriël" ? Ah fra l'altro, Deshyr è un pezzo di cuore come Andrew e il fatto che fosse gay per me era appuratissimo, tant'è che quando si fa menzione al suo segreto nemmeno presi in considerazione la cosa, pensando invece che potesse essere un corvo, come Scar.

Scar, protetta del mio cuore nonostante sia una bastarda colossale qui e vorrei strozzarla, penso che si redimerà in futuro, ma penso anche che nel farlo morirà e quindi già soffro per qualcosa che ancora deve accadere. Fondamentalmente penso che lei sia uno di quei personaggi che ha sentito e sente tutt'ora moltissimo l'influenza della famiglia, che voglia in tutti i modo soddisfare le loro aspettative ed essere degna di appartenervi. Credo che la sua sia una famiglia di Conservatori, di Corvi o quanto meno qualcuno del nucleo. Credo che sia nata e cresciuta con l'influenza di questa persona o di queste persone e che si sia sempre circondata di amici con i medesimi ideali; lo stesso Light l'ha pensata come lei per tutta la vita. Di conseguenza penso si sia ritrovata divisa fra due mondi e fra due scelte; la famiglia e gli amici. Non mi sento quindi di condannarlo come personaggio, non ancora, le mie sono solo supposizioni ma diciamo che mi ha trasmesso molto più di quello che si legge.

Parlando di Light, che dire, come ho scritto sopra, detesto il suo essere così morbosamente apprensivo e attaccato a Fenix, nel mondo mortale si chiama stalking caro, giusto per dire. E' perennemente in uno stato di mezzo fra "ora ti ammazzo" e "come profumano i capelli di Fenix", dove a seconda di come pende l'ago possiamo trovarci davanti un pazzo psicopatico o un cagnolino in estasi col broncio, ma pur sempre un cagnolino. Credo fortemente che la maledizione che affligge la stirpe di Curuffin impedisca semplicemente al Lapis di colorarsi e non di amare, Light è chiaramente innamorato di Fenix, lui stesso lo ammette. Per il popolo elfico però far colorare il gioiello è simbolo di amore e quindi concepisco anche il suo malessere, se fosse umano o comunque avesse vissuto come umano non avrebbe questo atteggiamento perchè i mortali non hanno niente che indichi loro se sono innamorati o meno, ascoltano semplicemente il cuore; cosa che potrebbe essere la chiave per spezzare la maledizione? Non so, fatto sta che penso venga data spesso troppa importanza al Lapis e alle sue reazioni, quando basterebbe semplicemente ascoltare se stessi e osservarsi, prestare attenzione alle reazioni che il nostro corpo ha in presenza di determinate persone. Dato il finale del libro è abbastanza chiaro che Light rischi comunque di diventare il nuovo Tragokadhon e che la storia di Curuffin ed Elwing rischi di ripetersi. Mi è dispiaciuto molto che la questione della maledizione sia caduta un po' nel dimenticatoio, nel senso che ad inizio libro si parla di come Light ed Hellawess provino a cercare un modo per spezzarla, ma poi la cosa non viene più menzionata e pure la strega, fino alla fine del libro dove però viene solo citata, non ricompare più. Un vero peccato perchè amo moltissimo il suo personaggio; ma date le ultime scoperte sarà sicuramente una figura principale nei successivi capitoli. Anche la questione dell'attentato alla vita di Light viene buttata li e poi accantonata, passando un po' in sordina.

Passando a questioni più spicce, io voglio un bacio o una dichiarazione d'amore tra Cons e Red, lanciano scintille da ogni poro della pelle quando si vedono, è impossibile non siano nemmeno un po' attratti reciprocamente. Anche se mi dispiacerebbe per Khalita.

La foresta di Thubir, della seconda prova del torneo, mi ha ricordato molto quella di Lo Hobbit, Bosco Atro per intenderci; e sempre di Lo Hobbit c'è la citazione sull'amore, che quando è vero fa male, segno che era reale.

Avrei voluto leggere più di Amorath e Ren, qualcosa in più di Alhena, approfondimenti anche sciocchi sulla quotidianità di questi personaggi insomma, che mi fanno sempre divertire un sacco.

Re Lorin non mi piace, zero, penso sia un Conservatore ma che per ovvie ragioni, essendo il Re, non possa mostrarlo apertamente.

In generale avrei voluto qualche mappa in più e rivedere quella di Ethernity, anche se avevo il primo libro a portata di mano, sarebbe carino se ci fosse in tutti. La mappa dei giardini so che sarebbe impossibile da fare dato che sono immensi, però che bella sarebbe?

L'epilogo è pazzesco, l'ultimo capitolo e l'epilogo sono due grossi importanti punti che chiudono almeno per adesso tantissime questioni rimaste in sospeso. Molte domande e dubbi trovano finalmente risposta in questi ultimi due capitoli e ovviamente portano l'ansia e l'interesse del lettore al massimo, facendolo attendere intrepide il terzo libro.

La scrittura di Mariella è lineare come sempre, semplice e scorrevole. Gli archi narrativi sono ben collegati fra loro e le descrizioni non risultano pesanti, anzi rendono facile immergersi nel paesaggio da lei immaginato. Se il primo libro era un'introduzione al mondo di Ethernity, questo secondo capitolo apre in definitiva le danze, mettendo la carne sul fuoco e dando il via al gioco.


E adesso due paroline di ringraziamento per Mariella. Quando mi hai scelta ero approdata da poco sul bookstagram, non che adesso sia una veterana, ma sicuramente ero molto più insicura e mi sottovalutavo tanto. L'avermi dato una possibilità ha significato per me moltissimo, hai creduto in quel poco che avevo messo su e forse in quello che ancora dovevo fare. Non so cosa tu abbia visto in me che ti ha fatto dire "si, lei", però qualsiasi cosa sia spero di portarla con me sempre e di farla crescere, così da poter trasmettere agli altri la stessa sensazione. Sono stata emozionata, entusiasta e grata di aver potuto supportare il tuo lavoro, i tuoi libri e il mondo da te creato e spero di poterlo fare anche in seguito. Mi hai dato qualcosa di molto più che semplice carta e parole scritte. Spero di aver reso giustizia al tuo impegno e di aver soddisfatto le tue aspettative. Grazie 💓


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