Il Maialino di Natale ━ J.K. Rowling
Editore: Salani
Valutazione⭐: 5/5
Jack adora il suo maialino di pezza, Mimalino, detto Lino. È sempre lì per lui, nei giorni belli e in quelli brutti. Una vigilia di Natale, però, succede una cosa terribile: Lino si perde. Ma la vigilia di Natale è il giorno dei miracoli e delle cause perse, è la notte in cui tutto può prendere vita... anche i giocattoli. Jack e il suo nuovo pupazzo, il Maialino di Natale (fastidioso sostituto fresco di negozio), si imbarcano in un piano audace. Insieme intraprenderanno un viaggio mozzafiato nella Terra dei Perduti, dove ‒ con l'aiuto di un portapranzo parlante, di una bussola coraggiosa e di un essere alato di nome Speranza ‒ cercheranno di salvare il miglior amico che Jack abbia mai avuto dal terribile Perdente: un mostro fatto di rottami che divora ogni cosa.
Bentornati Viandanti, finalmente rieccomi nuovamente tra voi, con una nuova recensione, che solo a pensarci mi scalda il cuore.
Ho letto "Il Maialino di Natale" come partecipazione al #nataletrailibri; calendario dell'avvento organizzato da Giulia di @julie_imbrattacarte dove per tutto il mese di dicembre numerosi bookstagrammer posteranno, consiglieranno e recensiranno libri che loro hanno il sapore del Natale.
Che dire di questa fiaba se non che dietro ad essa si nasconde molto di più. Adatta per i più piccoli, risulta sicuramente essere una lettura interessante anche per i più grandi, poichè le tematiche trattate ed i messaggi mandati possono essere colti nella loro interezza solamente da menti più adulte.
Il
messaggio chiave che la Rowling vuole mandare riguarda la perdita, in
ogni sua forma e sfumatura. Per un bambino che legge questo libro, o
a cui viene letto, la perdita è identificabile in Lino, che viene
smarrito; ma per me, che sono una bambina cresciuta, la perdita
riguarda anche le famiglie di Jack ed Holly, che si separano e dove i
genitori prendono strade diverse, la perdita la ritroviamo nella
Terra dei Perduti, dove non sono solo gli oggetti ed i giocattoli ad
essere smarriti, ma anche emozioni e aspirazioni come Gioia,
Speranza, Memoria e Ambizione. La Rowling ci parla in un certo senso
della perdita dell'infanzia; intesa come momento di crescita in cui
le favole sono solo questo, favole.
Sono numerosi e continui i
riferimenti che l'autrice fa a questo messaggio, in maniera sottile e
velata ed ecco perchè dico che questo è un libro adatto a tutte le
età, perchè a seconda di quando lo si legge si potranno apprendere
e scoprire messaggi diversi.
La
Rowling affronta, con estremo tatto, anche tematiche come la violenza
fisica e psicologica, volontaria o meno, che gli adulti e poi il
Perdente nella Terra dei Perduti, esercitano su chi gli sta attorno.
Un padre che non trova abbastanza tempo per il figlio dopo essersene
andato di casa, una madre che al posto di nutrire la figlia con amore
e abbracci la carica di aspettative e pressioni per il futuro,
costringendola a soddisfare i suoi di progetti.
Comportamenti
estremamente nocivi che spesso ritroviamo tutt'oggi nelle dinamiche
familiari e non necessariamente in famiglie separate.
Jack, il
protagonista del libro, fa un po' quello che tutti i bambini dotati
di estrema sensibilità farebbero in una situazione del genere; si
comporta come gli adulti si aspettano si comporti; facendo il bravo.
Jack reprime i suoi dispiaceri ed il suo malumore per non darne
ulteriori alla mamma e trova conforto in Lino, un pupazzo di pezza
inanimato che custodisce fedelmente l'anima, il cuore, i segreti e le
paure di Jack.
Holly dal canto suo, la co-protagonista che da il
via alla storia, reagisce invece come una normalissima adolescente,
ribellandosi per provocare una reazione nei genitori, per cercare le
attenzioni comuni che prima, come famiglia unita, riceveva.
Un viaggio, quello nella Terra dei Perduti, che insegnerà a Jack l'importanza delle piccole cose, che il valore degli oggetti non si misura dal loro prezzo o dalla loro bellezza, ma dall'importanza che noi gli diamo. Ogni cosa è speciale se riceve amore e l'amore è il sentimento in grado di proteggere e al tempo stesso portare alla distruzione, ciò che amiamo. Jack imparerà cosa l'amore è in grado di costruire e fin dove ci si può spingere per esso, a cosa si è disposti a rinunciare.
Alla fine del suo lungo viaggio Jack ne uscirà inevitabilmente cambiato, cresciuto emotivamente, con nuove consapevolezze.
"Il Maialino di Natale" ci parla di come l'apparenza offuschi la mente e gli occhi di chi guarda, di come ciò che reputiamo rotto, indegno, venga con tanta facilità messo via e dimenticato; ma che questo non comporta la sua sparizione.
La Rowling, con la sua abile penna, disegna e descrive una terra immaginaria che non si discosta poi tanto dalla realtà, dove gli oggetti vengono suddivisi in base al loro aspetto, dove i più brutti devono essere allontanati dai più belli, dove qualcosa di irreparabile viene mandato a morire, nell'indifferenza totale di chi resta a guardare.
Mi sono commossa moltissimo a leggere ed ascoltare le storie di giocattoli ed oggetti andati perduti e che mai sarebbero stati ritrovati, delle speranze e dei sogni che avevano.
Più di tutti mi ha commosso la storia del Maialino di Natale, il suo sacrifico, il suo smisurato amore per un bambino che non conosceva, ma che ha amato e protetto fin dal primo istante.
Inutile
dire che la scrittura della Rowling incanta come sempre, che le
descrizioni sono accurate e d'impatto, che lasciano costruirsi nella
mente del lettore i paesaggi da soli, parola dopo parola, pagina dopo
pagina.
Una storia di perdita, di amore, di violenza; ma anche di
accettazione, di crescita e di ritrovo, dove alla fine il nuovo e
lieto inizio si mescola ad una fine un po' amara, lasciando in bocca
quello strano sapore che ha la vita.
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