Il Viaggio di Halla ━ Naomi Mitchison
Titolo:
Il
Viaggio di Halla
Genere: Fantasy
Editore: Fazi/Lainya
Valutazione⭐: 2/5
E se
vi dicessi che c'è stato un tempo in cui i draghi non erano
considerati dei mostri da cacciare, ma creature fantastiche a cui
offrire sacrifici, in cambio di protezione?
Naomi Mitchison era una grande sostenitrice e amica di Tolkien, motivo per cui mi sono detta che leggere questo libro poteva essere una buona idea; e poi ci sono i draghi, le creature fantastiche che preferisco (insieme agli unicorni).
Il libro lo si può dividere in due modi differenti, a seconda del metodo che si preferisce adottare.
Possiamo prendere in considerazione la crescita della protagonista, individuando così quattro archi narrativi, che partono da quando Halla è in fasce fino alla sua età adulta. Oppure in due; la prima dedicata ad una protagonista fortemente convinta di essere un drago, che ha trascorso tutta la sua vita in una grotta, lontana dal mondo umano e dalla civiltà, desiderosa di vendicare la morte dell'unico padre abbia mai avuto e che parte in cerca di aiuto e consulto verso le dimore più lontane dei draghi più anziani; e la seconda, dove assistiamo alla crescita interiore di Halla, che lentamente prende coscienza di se, della sua vera natura, del mondo degli uomini che le appartiene, che conosce e rivaluta la civiltà tanto disprezzata dai draghi e di conseguenza da lei.
Una protagonista privata dei più basilari concetti umani, a cui viene insegnato l'amore per l'oro, più che per i propri "simili", i quali si portano rispetto l'un l'altro sulla base delle ricchezze accumulate.
Sebbene cresca come un drago, Halla ci mostra fin da subito che nessuno può sfuggire alla propria vera natura, mostrandosi spesso più umana di quanto lei stessa non vorrebbe.
Purtroppo ho trovato la narrazione pesante, a partire dalla seconda parte molto confusionaria anche, tant'è che inizialmente lasciai la lettura incompleta. Le descrizioni dei luoghi le ho trovate accurate, lo stesso non si può dire per quelle dei personaggi, a cui non viene dato alcuno spessore.
È senza dubbio un romanzo senza troppe pretese, una fiaba più che altro, di altri tempi e magari adatta a far sognare i più piccoli. Sicuramente il mio essere fuori target ha influito molto, così come le altissime aspettative; ma di Tolkien ce n'è solo uno.
.png)

Commenti
Posta un commento