Spider-Man ━ No Way Home

Titolo: Spider-Man No Way Home
Regia: Jon Watts
Casa di produzione: Marvel Studios
Produttori: Kevin Feige, Amy Pasquale
Valutazione: 4,5/5
Trama: Con l'identità di Spider-Man ora rivelata, il nostro amichevole lanciatore di ragnatele è smascherato e non è più in grado di separare la sua vita normale come Peter Parker dall'alta posta in gioco di essere un supereroe. Quando Peter chiede aiuto al Dottor Strange, la posta in gioco diventa ancora più pericolosa, costringendolo a scoprire cosa significa veramente essere Spider-Man. Vecchi nemici arriveranno da un passato che non è poi così passato, nuovi alleati troveranno la strada di casa, ma niente, niente è come sembra e non vi è lieto fine senza dolore.



Buonsalve lettori e bentornati nell'universo Marvel. Non mi dilungherò troppo con i convenevoli e andrò dritta al punto.

L'ultima pellicola della trilogia "Home" di Spider-Man non punta sulla trama, anzi questa è piuttosto semplice e scarna direi. I produttori hanno rischiato il tutto per tutto e ci hanno dato qualcosa di emotivo, qualcosa che ha il sapore di casa appunto. Feige e Pasquale hanno deciso di fare leva sui sentimenti ed i ricordi del pubblico, aprendosi al multiverso nel miglior modo possibile; riportando sul grande schermo i due volti più celebri che hanno dato vita al supereroe rosso e blu. Tobey Maguire e Andrew Garfield.

La loro entrata in scena si fa attendere e sebbene fosse ormai nota, l'emozione e lo stupore del pubblico non è stato da meno. Mi sono emozionata, ho gridato, ho saltato sulla sedia e mi sono sentita avvolta da calore, come se stessi vedendo la pellicola comodamente seduta a casa mia.

La sensazione di familiarità, come detto sopra, è ciò su cui si puntato e che rende questo il film più commovente e si, meglio riuscito, dell'intera trilogia.

Sebbene Tobey non l'abbia mai particolarmente apprezzato perchè troppo serio per interpretare un personaggio così frizzante, giovanile e solare, in questo film si adatta benissimo a quello che è il suo ruolo; ovvero quello dello Spider-Man senior, il saggio, il più adulto, quello con più esperienza alle spalle, la guida. Ed è stato eccezionale nel rivestire questo ruolo, nel trasmettere il suo senso di protezione verso quelli che vede come dei fratelli minori da dover proteggere, tutelare, a cui dover lasciare un'eredità.

D'altra parte Andrew mi era entrato subito nel cuore, in questa pellicola lo vediamo più malinconico rispetto alle due che lo hanno visto protagonista. Si fa menzione al periodo buio seguito dopo la morte di Gwen, alla cattiva strada su cui lo aveva condotto, al coraggio di cercare la forza per andare avanti e uscirne. Lo Spider-Man di Andrew è in una fase di stallo, in cerca della sua nuova strada, del suo nuovo scopo, ma ancora fortemente aggrappato al passato e con nessuna speranza per il futuro. Saranno gli Spider-Man di Tobey e Tom ad aiutarlo a muovere i primi passi verso la sua nuova missione, a spingerlo a cercare la sua MJ nel proprio universo. Ed è proprio grazie alla MJ di Zendaya che la scintilla della speranza si accende in lui.

Inutile che vi dica quanto importante, bella, emozionante e potente sia la scena che tutti noi sappiamo, quanto ci abbia straziato cuore e anima, quanto ci abbia trasmesso, quanto ci abbia toccato.

Quanto a Tom, ho amato il suo Spider-Man fin dalle origini, ho apprezzato il voler partire da zero, da un Peter che le persone hanno smesso di chiamare "bambino" solo il giorno prima, un Peter appena adolescente, ingenuo, insicuro, normale. Il suo è forse lo Spider-Man più genuino e semplice, che meglio ci fa capire la vera natura di questo supereroe; il più umano fra tutti quelli che casa Marvel ha partorito. Come per tutti quelli prima di lui, anche questo Spider-Man dovrà affrontare la perdita più significativa della sua vita, perchè per quanto Tony Stark sia stato come un padre, sono sempre stati e sempre saranno, la zia May e lo zio Ben, la colonna portante di questo bimbo ragno.

Centodieci e lode a Tom per l'interpretazione, mi ha spezzato il cuore e mi ha trasmesso il suo dolore.

Menzione d'onore a Happy, personaggio sempre piuttosto marginale in ogni pellicola Marvel, ma con un cuore ed un coraggio enormi, da fare invidia al Dio del Tuono Thor. Happy è quell'eroe senza divisa, senza nome, che rende giustizia a tutti coloro che ogni giorno danno anima e corpo per gli altri, passando inosservati.

La Zia May di questa nuova trilogia l'ho amata. Giovane dentro e fuori, è stata una ventata di aria fresca, perfettamente assortita con Tom. Solare, energica, eccentrica, saggia, compassionevole.


"Da grandi poteri derivano grandi responsabilità"


Citazione iconica e immancabile, punto di ancoraggio che lega ogni Spider-Man e che sigillerà il legame dei tre presenti in questa pellicola. Ognuno di loro, con la propria storia legata a questa frase, segnerà un tassello importante per quello di Tom e sarà nel dolore dei suoi fratelli maggiori che troverà la propria forza.

La bellezza di questa pellicola sta proprio in questo, nel filo invisibile che lega i tre Spider-Man. Ognuno di loro si nutre e trae forza dall'altro, nessuno di loro potrà mai cadere, o perdersi perchè gli altri due si faranno carico di tutti i suoi fardelli fin quando non sarà pronto a tornare. Una bilancia perfetta.

Menzione debita anche per i cattivi. Generalmente non apprezzo il cliche dei cattivi che sono tali a causa della vita ingiusta, mi rendo conto però che qui ci stava bene. E' ciò che serve a rendere l'intero film il gigantesco concentrato di emozioni che è, fa da collante a quello che è l'arco narrativo ed è molto toccante in diversi punti.

Non ho particolarmente apprezzato la piega che ha preso la trama di MJ, da sempre mostrata come una ragazza forte, emancipata e intelligente, in questo film l'ho trovata parecchio sotto tono, molto alle dipendenze degli altri, sottomessa, passatemi il termine, agli eventi e non dominatrice di essi come nelle pellicole precedenti. La classica ragazza che aspetta di essere salvata e si abbandona alla corrente senza reagire ecco.

Quanto a Ned, questa è solo una mia ipotesi, credo in questo universo non sia destinato ad essere l'antagonista principale di Spider-Man, lui stesso è terrorizzato all'idea di poterlo diventare; credo però che i Marvel Studious ci mostreranno comunque questo suo lato oscuro, giocando sul fatto che lui non ricordi effettivamente niente di Peter e della loro amicizia, motivo per cui potrebbe diventargli nemico prima di riacquistare i ricordi. Potrebbe essere un altro bel modo per mandare il messaggio che dentro ognuno di noi ci sono sia luce che oscurità, ma siamo noi a scegliere quale delle due far prevalere.

Passando ai tecnicismi, gli effetti speciali e le musiche sono eccezionali, i dialoghi spesso e volentieri sono semplici, ma profondi; e questo si rifà a ciò che ho detto all'inizio. Spider-Man No Way Home non voleva essere un film ben fatto a livello tecnico, voleva essere un film ben fatto a livello emotivo.

Per quanto mi riguarda ci è riuscito e non vedo l'ora di poter rivedere gli Spider-Man di Tobey, Andrew e Tom, singolarmente e insieme.

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