(collaborazione) Choiceless ━ Dario Fedeli
Hello
readers!
Finalmente
eccomi tornata con una nuova recensione, di cui fra l'altro non
vedevo l'ora di parlarvi.
Non leggo molti distopici, nonostante di base il pensiero dell'ambientazione mi attiri abbastanza. Ho sempre paura di trovare letture troppo pesanti e/o complesse, storie troppo difficili da interpretare o scontate. Gli unici distopici che ho letto sono la saga di Hunger Games, Divergent, Maze Runner e Il Racconto dell'Ancella che si, è un distopico e si, so di aver appena detto che ho paura di letture troppo pesanti per questo genere, ma la Atwood ha la penna magica e quella dilogia è la migliore letta della mia vita.
Ma tornando a noi, ho avuto il piacere di poter leggere “Choiceless” in collaborazione con Dario Fedeli, l'autore di questo distopico leggero, avvincente, estremamente scorrevole e a tratti anche molto divertente.
La
trama mi ha ricordato per certi versi Divergent; ci troviamo in
questa grande città che apparentemente pare la sola rimasta in piedi
sull'intero pianeta, culla degli ultimi esseri umani a popolarlo. Per
mantenere l'ordine, ai giovani prossimi alla maggiore età, viene
iniettato un siero che permetterà loro di sviluppare delle abilità
e attraverso le quali saranno poi idealmente smistati in delle
“fazioni”. E' grazie alle abilità ed in base a quella che
svilupperanno, che i ragazzi troveranno poi il loro posto all'interno
della comunità.
Ma,
come per ogni distopico che si rispetti, per mantenere Madre Natura
sotto controllo è indispensabile eliminare il suo processo
evolutivo, bloccarlo, spezzarlo sul nascere, eliminare le varianti.
Avendo io amato moltissimo la trilogia della Roth, ho apprezzato le similitudini e vedere come, partendo da una base comune, si possano trovare, creare ed ideare mille varianti differenti.
Mi
è piaciuto il ritmo incalzante ma calmo, tranquillo e regolare con
cui la narrazione si sviluppa nell'arco di mesi. Questo permette al
lettore di scoprire i personaggi lentamente, come se si trovasse
davvero li con loro, davanti a degli sconosciuti con i quali deve
interagire per la prima volta, arrivando alla fine di tutto a
considerarli dei veri amici e sentirsi parte del loro gruppo.
Non
ci sono molti “traumi”, se vogliamo definirli così, le perdite
sono poche ma ben sistemate nel corso della lettura e soprattutto
intense. Dario ha voluto infliggerci poche, ma profonde, ferite ed ho
paura per il futuro perchè già così stavo male (non ti perdonerò
mai Derek, sappilo).
Come
si evince dalla trama, il protagonista, Kyle, sviluppa tutte le
abilità previste nel sistema di Diverem e questo inizialmente mi
aveva fatto pensare ad un, come si dice in termini tecnici, power pg.
Dario è stato abile però nel rendere questo personaggio
estremamente umano nonostante l'immenso potere di cui dispone, la
spiegazione che sta dietro al “perchè” Kyle sviluppi tutte e
cinque le abilità è sottile ma profonda, vera.
Penso
che ci voglia poco, con un personaggio del genere, per perdersi
nell'esagerazione e renderlo imbattibile, scendere nel classico
clichè del “tu sei unico, nessuno è come te”. Ancora una volta
però, l'autore, grazie alla profonda empatia di cui dota Kyle,
riesce ad aggirare l'ostacolo ed anzi, ci tiene a sottolineare che
Kyle non è l'unico, non è il solo e non lo è mai stato.
Trovo
questo molto importante per lo stesso discorso fatto sopra. Il
vantaggio di dar vita con la propria penna ad una realtà così
vicina alla nostra ci permette di sentirci parte di essa, come se
effettivamente quel mondo, fosse il nostro mondo.
Prendendo
in mano Choiceless la sensazione che ho avuto è stata quella di
leggere non un romanzo di fantasia, ma un libro, un racconto, del
futuro.
La
forza dei distopici di successo sta, per la mia modesta opinione, nel
portare il lettore a pensare che quello che sta leggendo potrebbe
effettivamente accadere in futuro, nel portarlo a credere che la
realtà di cui sta leggendo potrebbe, in futuro, non discostarsi
troppo da quella attuale in cui vive. E' inquietante e spaventoso se
ci pensate bene, ma del tutto plausibile. Ecco il loro punto di forza
ed ecco il punto di forza di Choiceless.
Non ho dato una valutazione piena per il semplice fatto che i capitoli finali, rispetto a tutto il resto della narrazione, mi hanno dato l'idea che tutto succedesse troppo in fretta, come se si volesse arrivare alla fine e concludere questo primo volume per poi passare subito al secondo.
Consiglio vivamente questo libro, e questa saga, per coloro che vogliono approcciarsi per la prima volta al genere o che magari come me tendono sempre a scegliere di leggerlo andando con i piedi di piombo.
Non vedo l'ora di poter proseguire con il secondo volume e scoprire cosa ancora ha in serbo la mente di Dario per noi.
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