(collaborazione) Choiceless ━ Dario Fedeli

Titolo: Choiceless
Autore: Dario Fedeli
Genere: Distopico
Editore: Bookabook
Valutazione: 4.5/5
Trama: In un futuro post apocalittico, Kyle e Derek vivono a Diverem, l'ultimo avamposto di un'umanità ridotta al collasso. La città è nelle mani dello spietato presidente Thorne, che governa grazie all'oppressione e all'imposizione della pratica dell'iniezione. Un siero è infatti in grado di sviluppare una tra cinque abilità: telecinesi, super forza, super velocità, vista amplificata e udito amplificato. Ma l'iniezione, che garantisce la sopravvivenza di Diverem in un mondo selvaggio, ha un prezzo: quello di causare la morte di una piccola percentuale di giovani che ricevono il siero. Kyle, timido e pieno di insicurezze, e Derek, spavaldo e sicuro di sé, devono affrontare la prova più crudele di una società, apparentemente egualitaria, che in realtà controlla l'esistenza di ognuno. Ma quando scopre di aver sviluppato ben tre abilità, Kyle dovrà fare i conti con un'amara verità, che trasformerà il suo dolore in odio, e l'odio in una promessa: quella di uccidere Thorne.


Hello readers!
Finalmente eccomi tornata con una nuova recensione, di cui fra l'altro non vedevo l'ora di parlarvi.

Non leggo molti distopici, nonostante di base il pensiero dell'ambientazione mi attiri abbastanza. Ho sempre paura di trovare letture troppo pesanti e/o complesse, storie troppo difficili da interpretare o scontate. Gli unici distopici che ho letto sono la saga di Hunger Games, Divergent, Maze Runner e Il Racconto dell'Ancella che si, è un distopico e si, so di aver appena detto che ho paura di letture troppo pesanti per questo genere, ma la Atwood ha la penna magica e quella dilogia è la migliore letta della mia vita.

Ma tornando a noi, ho avuto il piacere di poter leggere “Choiceless” in collaborazione con Dario Fedeli, l'autore di questo distopico leggero, avvincente, estremamente scorrevole e a tratti anche molto divertente.

La trama mi ha ricordato per certi versi Divergent; ci troviamo in questa grande città che apparentemente pare la sola rimasta in piedi sull'intero pianeta, culla degli ultimi esseri umani a popolarlo. Per mantenere l'ordine, ai giovani prossimi alla maggiore età, viene iniettato un siero che permetterà loro di sviluppare delle abilità e attraverso le quali saranno poi idealmente smistati in delle “fazioni”. E' grazie alle abilità ed in base a quella che svilupperanno, che i ragazzi troveranno poi il loro posto all'interno della comunità.
Ma, come per ogni distopico che si rispetti, per mantenere Madre Natura sotto controllo è indispensabile eliminare il suo processo evolutivo, bloccarlo, spezzarlo sul nascere, eliminare le varianti.

Avendo io amato moltissimo la trilogia della Roth, ho apprezzato le similitudini e vedere come, partendo da una base comune, si possano trovare, creare ed ideare mille varianti differenti.

Mi è piaciuto il ritmo incalzante ma calmo, tranquillo e regolare con cui la narrazione si sviluppa nell'arco di mesi. Questo permette al lettore di scoprire i personaggi lentamente, come se si trovasse davvero li con loro, davanti a degli sconosciuti con i quali deve interagire per la prima volta, arrivando alla fine di tutto a considerarli dei veri amici e sentirsi parte del loro gruppo.
Non ci sono molti “traumi”, se vogliamo definirli così, le perdite sono poche ma ben sistemate nel corso della lettura e soprattutto intense. Dario ha voluto infliggerci poche, ma profonde, ferite ed ho paura per il futuro perchè già così stavo male (non ti perdonerò mai Derek, sappilo).

Come si evince dalla trama, il protagonista, Kyle, sviluppa tutte le abilità previste nel sistema di Diverem e questo inizialmente mi aveva fatto pensare ad un, come si dice in termini tecnici, power pg. Dario è stato abile però nel rendere questo personaggio estremamente umano nonostante l'immenso potere di cui dispone, la spiegazione che sta dietro al “perchè” Kyle sviluppi tutte e cinque le abilità è sottile ma profonda, vera.
Penso che ci voglia poco, con un personaggio del genere, per perdersi nell'esagerazione e renderlo imbattibile, scendere nel classico clichè del “tu sei unico, nessuno è come te”. Ancora una volta però, l'autore, grazie alla profonda empatia di cui dota Kyle, riesce ad aggirare l'ostacolo ed anzi, ci tiene a sottolineare che Kyle non è l'unico, non è il solo e non lo è mai stato.
Trovo questo molto importante per lo stesso discorso fatto sopra. Il vantaggio di dar vita con la propria penna ad una realtà così vicina alla nostra ci permette di sentirci parte di essa, come se effettivamente quel mondo, fosse il nostro mondo.

Prendendo in mano Choiceless la sensazione che ho avuto è stata quella di leggere non un romanzo di fantasia, ma un libro, un racconto, del futuro.
La forza dei distopici di successo sta, per la mia modesta opinione, nel portare il lettore a pensare che quello che sta leggendo potrebbe effettivamente accadere in futuro, nel portarlo a credere che la realtà di cui sta leggendo potrebbe, in futuro, non discostarsi troppo da quella attuale in cui vive. E' inquietante e spaventoso se ci pensate bene, ma del tutto plausibile. Ecco il loro punto di forza ed ecco il punto di forza di Choiceless.

Non ho dato una valutazione piena per il semplice fatto che i capitoli finali, rispetto a tutto il resto della narrazione, mi hanno dato l'idea che tutto succedesse troppo in fretta, come se si volesse arrivare alla fine e concludere questo primo volume per poi passare subito al secondo. 

Consiglio vivamente questo libro, e questa saga, per coloro che vogliono approcciarsi per la prima volta al genere o che magari come me tendono sempre a scegliere di leggerlo andando con i piedi di piombo.

Non vedo l'ora di poter proseguire con il secondo volume e scoprire cosa ancora ha in serbo la mente di Dario per noi.

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