Titolo: Le Vite dei Santi
Autore: Leigh Bardugo
Genere: Fantasy
Editore: Mondadori
Valutazione⭐: 4.5/5
Trama: Direttamente dalle mani di Alina Starkov alle vostre, la riproduzione fedele della Istorii Sankt'ya, per permettervi di entrare nelle pieghe pieghe più profonde dell'amatissimo universo creato da Leigh Bardugo. Una raccolta di storie che raccontno le vite, i martirii e i miracoli dei Santi a voi più familiari, come Sankta Lizabeta delle Rose o Sankt Ilya in Catene, ma anche le vicende più strane e meno conosciute, come quelle di Sankta Ursula, Sankta Maradi e del Santo senza Stelle.
Buongiorno lettori, finalmente vi parlo di questo gioiellino che, sono onesta, non credevo la Mondadori avrebbe portato in Italia. Invece eccolo qui, fra le nostre mani, con splendide illustrazioni al suo interno, con una copertina da mozzare il fiato, così raffinata e regale. Una chicca insomma, che non può mancare nella libreria di un vero amante di questo universo creato dalla Bardugo.
C'è poco da recensire, quelle che ci troviamo a leggere in questo piccolo libricino di poco più di cento pagine, sono favole. Un tempo ai bambini, prima di metterli a letto, non si raccontavano le storie dei fratelli Grimm, non ci si metteva comodamente seduti su di una grande poltrona, il libro di Peter Pan in grembo e la luce soffusa. Un tempo, già dalla più tenere età, quello che si doveva fare era mettere in guardia, trasmettere insegnamenti importanti a costo di spaventare. Un tempo ai bambini si raccontavano leggende e storie, favole terrificanti per assicurarsi che si comportassero bene, che non girovagassero da soli in qualche bosco e via dicendo.
Leggere queste storie ma ha riportata un po' indietro a quei tempi, mi ha fatto pensare ai bambini di Ravka, di Novyi Zem, mi ha fatto pensare a queste madri e questi padri, seduti sul bordo del letto, che con la sola luce di una candela raccontavano le storie dei loro Santi più cari, ricordandoli, cercando forse di impartire qualche lezione e morale.
La cosa che accomuna gran parte di queste storie è l'odio, il disprezzo ingiustificato verso quelli che poi sono diventati Sankti e Sankte.
Nella maggior parte dei casi ragazzi e ragazze comuni, certo volte poveri, certe volte di nobili origini, dediti allo studio e al lavoro, con un profondo senso del dovere verso il proprio villaggio e la propria gente, tanto da sacrificare per loro la vita; per persone che li hanno sempre emarginati, ripudiati, disprezzati.
Ogni storia mi ha colpita e rattristata a modo suo, mi ha fatto riflettere e pensare a quanto, nonostante sia un'opera di fantasia, l'insegnamento che si ripromette di trasmettere sia dannatamente attuale; a riprova che la storia non ci insegna niente. Quante volte ci ricordiamo e commemoriamo qualcuno solo dopo che se ne è andato, quante volte disprezziamo e giudichiamo male qualcuno solo fino a quando non ci serve il suo aiuto. Quante volte giudichiamo un libro dalla copertina, senza curarci di prenderci del tempo per scoprire che cosa ha dentro.
Non ho dato una valutazione piena perchè le storie di Sankta Alina e del Santo senza Stelle non sono le loro storie. Leggendo ci troviamo davanti al racconto di due bambini che, per vicissitudini, si ritrovano a pensare e ad invocare questi due Santi, facendo solo un accenno al come lo siano diventati effettivamente. Mi sarebbe piaciuto, sebbene la storia di Sankta Alina noi lettori l'abbiamo vissuta in prima persona, vedere comunque come verrà tramandata nel tempo e negli anni.
Particolarmente apprezzata l'ultima storia, che vi lascerò avvolta ne mistero invitandovi a leggerla e scoprirla da soli; vi dico solo che mi piace questo modo che la Bardugo ha di porsi nei confronti del Grishaverse, non come sua "padrona" e creatrice, ma come scrittrice scelta per dar voce a qualcosa che già esisteva, strumento di una magia più grande e misteriosa.
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