Una Corte di Ali e Rovina ━ Sarah J. Maas
La rabbia mi era cresciuta dentro come una creatura viva, con un cuore che batteva risuonandomi nella profondità del petto, cullandomi fino a farmi addormentare, per poi scuotermi al risveglio. Volevo vendetta, ma una vendetta repentina, a parte soddisfare la mia rabbia cocente, sarebbe stata inutile.
Feyre è determinata a raccogliere il maggior numero di informazioni possibile sui piani di Tamlin e del Re di Hybern che minacciano di mettere Prythian in ginocchio. Per questo si è separata dall'uomo che ama e ha fatto ritorno alla Corte di Primavera. Ma per poter portare a termine il suo piano, dovrà tessere una fitta trama di inganni e tenere a bada il suo desiderio di vendetta. Sa bene, infatti, che un solo passo falso potrebbe condurre non soltanto alla sua rovina ma a quella di tutto il suo mondo. La ragazza sa anche che il Re di Hybern non si fermerà davanti a nulla, perciò, a mano a mano che la guerra si avvicina, dovrà decidere di chi fidarsi e cercare alleati nei posti più inaspettati.
Ho iniziato questa saga a Dicembre, alternando la lettura ad altri libri, cercando forse di far durare il più possibile questa magnifica esperienza. Ma infine eccoci qua, al termine, o quasi.
Come vedete il mio voto è stato totalmente pieno, come per ACOMAF. I due libri mi sono, per motivazioni differenti, senza dubbio i miei preferiti.
Lo stile della Maas è come sempre scorrevole e lineare, una scrittura pulita e capace di tenerti con il fiato sospeso; questo ultimo capitolo in particolar modo. Non ho notato quindi grandi differenze a livello di stile.
Quello che cambia è il messaggio. Questo libro mi ha trasmesso calore di casa, mi ha fatta sentire accolta, in famiglia, mi ha trasmesso tutti i valori in cui ogni personaggio crede e per cui combatte. Una Corte di Ali e Rovina parla della famiglia, di quella che nel corso della vita ci scegliamo, quella per cui decidiamo di soffrire e gioire, quella che non ci è affidata da nessuno; ma è solo il nostro cuore a sceglierla.
Se il secondo capitolo era servito per guarirmi da ferite del passato, questo mi ha dato qualcosa da cui ripartire dopo di esse.
L'inizio è indiscutibilmente un inizio carico di tensione ed aspettative, dato il modo in cui il precedente libro si conclude (e devo dirlo, menomale avevo l'edizione completa!) Feyre resta, per quanto mi riguarda, uno dei personaggi meglio gestiti di cui ho potuto leggere fino ad ora. La sua evoluzione è costante, graduale, persino in quella che è, apparentemente, un'involuzione, quando fa ritorno alla Corte della Primavera, viene comunque gestita come un passo avanti in quello che sarà il percorso di crescita finale. Anche qui per certi versi mi ha ricordato esperienze passate e sono quindi di parte quando dico che li ho avvertiti sulla pelle i capitoli ambientati in questa Corte. La sofferenza, il disgusto, la mancanza, ogni emozione che Feyre ha provato ha risuonato in me con il doppio della forza.
Tamlin dal canto suo, purtroppo, non ha avuto l'evoluzione che speravo e l'autrice pecca ancora di mancanza di spiegazioni riguardo alla sua storyline. Ribadisco che come personaggio non mi piace, lo trovo tossico ed i suoi atteggiamenti sono del tutto ingiustificabili ma...onestamente avrei dedicato più tempo ad approfondire e spiegare il perchè della sua psicologia.
Ci sono cattivi, come Amarantha, che nascono cattivi e basta.
Ci sono poi cattivi, come Tamlin, che vengono forgiati dal tempo e dalle situazioni e ridurre il tutto ad un "Sono diventato quello che si aspettavano diventassi" è un po' misero avendoci fatto vedere un lato comunque...buono? Non lo so. Io credo che Tamlin sia uno di quei personaggi che muta in conseguenza alla vita (e ribadisco che non è una giustificazione) però quando è così trovo sia necessario e doveroso dedicare tempo alla costruzione di quel personaggio. Quando si decide di caricare di traumi un personaggio si devono poi gestire insomma, non possono essere buttati su carta e fine.
La sua storyline è un continuo sali e scendi, prima maledice Feyre, poi la rivuole, poi le da nuovamente la caccia, la insulta, tratta come uno zerbino ed umilia davanti a tutti mancando in primis di rispetto al genere femminile e poi a quella che era stata la sua donna; poi però le salva la vita ed infine la schifa di nuovo. La Maas ha senza dubbio ideato un nuovo modo per far esprimere il genere femminile durante il periodo rosso del mese: "Oggi mi sento un po' Tamlin per cui statemi alla larga" 😜.
Tornando a Feyre, mi è piaciuto tutto di lei, in particolare Ogni volta che in modo naturale è sempre stata messa in risalto la sua forza interiore. Mi è piaciuto come sia sempre rimasta fedele ai suoi ideali, di come, nonostante il rapporto fra lei e le sorelle, si sia sempre battuta per loro. Ho apprezzato tanto uno dei passaggi finali in cui il suo personaggio deve in qualche modo fare i conti con se stesso e osservarsi dall'esterno. In quel capitolo Feyre prende consapevolezza ed accetta i lati peggiori di se e che fanno parte di ogni essere umano. Accetta soprattutto le cose brutte e questo la rende più forte.
Quanto alle sorelle. Elain non compare moltissimo, ma nonostante ciò si rivela un personaggio estremamente importante. Non solo sul finale. Il suo è un dono che spero di veder sviluppato e approfondito in seguito. Personalmente la trovo perfetta sia con Azriel che con Lucien, ma c'è da dire che ancora non ho letto la novella e lo spin-off su Nesta, per cui non ho ancora avuto modo di vedere le interazioni di Az e Gwyn. Sicuramente Elain ed Az si capiscono ad un livello molto intimo e profondo, in quanto a traumi ed esperienze di vita, lui l'ha capita ed ha saputo prenderla fin da subito. Lucien dal canto suo non è partito con il piede giusto in quanto a tatto, ma sul finale si è ripreso e mi fa tenerezza il modo in cui si sia poi silenziosamente fatto da parte, accettando che per lei sia ancora tutto troppo nuovo.
Nesta, Nesta è la mia Regina. Non l'ho ancora perdonata per come ha trattato sempre Feyre, ma sicuramente l'ho rivalutata ed ho visto in lei la sofferenza ed il dolore. E' carattere, il suo è semplicemente carattere. Ha scelto di proteggersi dal dolore diventando lei stessa fonte di quest'ultimo e spesso a discapito delle persone che le stanno comunque a cuore. Sono scelte, discutibili forse, ma sono scelte. In questo libro è però cambiata tanto, dimostrando interesse ed affetto non solo nei confronti di Elain come di consueto, ma anche verso Feyre, Amren, Cassian.
Il rapporto fra i due è comico e profondo, mi si è stretto il cuore leggendo di come fosse disposta a morire per lui e con lui, disposta a lasciare Elain pur di far scudo con il suo corpo a qualcuno con cui ha sempre dato fuoco e fiamme. Nesta è un uragano inarrestabile, è fiera, conosce il suo valore, è orgogliosa e arrogante...ma sa anche amare e proteggere con la stessa intensità. Mi è piaciuto il rapporto che si è sviluppato fra lei ed Amren e mi è piaciuta Amren.
L'ho odiata per mezza frazione di secondo...okay diciamo qualche minuto, però l'ho amata. Lei è un po' come Mor, o la ami o la odio, c'è poco da fare. Sono entrambi personaggio che hanno subito tanto, violenza, soprusi, tradimenti. Amren che non è capace di dire a parole quanto tenga alla sua Corte dei Sogni ma che senza pensarci due volte si condanna a morte, alla pena peggiore di tutte; dimenticarli, per salvarli. Mi vengono i brividi anche adesso, a ripensarci.


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