Una Corte di Ali e Rovina ━ Sarah J. Maas


Titolo: Una Corte di Ali e Rovina
Autore: Sarah J. Maas
Genere: Fantasy
Editore: Mondadori (Oscar Draghi)
Valutazione5/5
Trama: Per raccogliere il maggior numero di informazioni possibile sui piani di Tamlin e del Re di Hybern, Feyre dovrà tessere una fitta trama di inganni e tenere a bada il suo spirito di vendetta. Perché un solo passo falso potrebbe condurre alla rovina di tutto il suo mondo.

La rabbia mi era cresciuta dentro come una creatura viva, con un cuore che batteva risuonandomi nella profondità del petto, cullandomi fino a farmi addormentare, per poi scuotermi al risveglio. Volevo vendetta, ma una vendetta repentina, a parte soddisfare la mia rabbia cocente, sarebbe stata inutile.

Feyre è determinata a raccogliere il maggior numero di informazioni possibile sui piani di Tamlin e del Re di Hybern che minacciano di mettere Prythian in ginocchio. Per questo si è separata dall'uomo che ama e ha fatto ritorno alla Corte di Primavera. Ma per poter portare a termine il suo piano, dovrà tessere una fitta trama di inganni e tenere a bada il suo desiderio di vendetta. Sa bene, infatti, che un solo passo falso potrebbe condurre non soltanto alla sua rovina ma a quella di tutto il suo mondo. La ragazza sa anche che il Re di Hybern non si fermerà davanti a nulla, perciò, a mano a mano che la guerra si avvicina, dovrà decidere di chi fidarsi e cercare alleati nei posti più inaspettati.

Ho iniziato questa saga a Dicembre, alternando la lettura ad altri libri, cercando forse di far durare il più possibile questa magnifica esperienza. Ma infine eccoci qua, al termine, o quasi.
Come vedete il mio voto è stato totalmente pieno, come per ACOMAF. I due libri mi sono, per motivazioni differenti, senza dubbio i miei preferiti.
Lo stile della Maas è come sempre scorrevole e lineare, una scrittura pulita e capace di tenerti con il fiato sospeso; questo ultimo capitolo in particolar modo. Non ho notato quindi grandi differenze a livello di stile.
Quello che cambia è il messaggio. Questo libro mi ha trasmesso calore di casa, mi ha fatta sentire accolta, in famiglia, mi ha trasmesso tutti i valori in cui ogni personaggio crede e per cui combatte. Una Corte di Ali e Rovina parla della famiglia, di quella che nel corso della vita ci scegliamo, quella per cui decidiamo di soffrire e gioire, quella che non ci è affidata da nessuno; ma è solo il nostro cuore a sceglierla.
Se il secondo capitolo era servito per guarirmi da ferite del passato, questo mi ha dato qualcosa da cui ripartire dopo di esse.

L'inizio è indiscutibilmente un inizio carico di tensione ed aspettative, dato il modo in cui il precedente libro si conclude (e devo dirlo, menomale avevo l'edizione completa!) Feyre resta, per quanto mi riguarda, uno dei personaggi meglio gestiti di cui ho potuto leggere fino ad ora. La sua evoluzione è costante, graduale, persino in quella che è, apparentemente, un'involuzione, quando fa ritorno alla Corte della Primavera, viene comunque gestita come un passo avanti in quello che sarà il percorso di crescita finale. Anche qui per certi versi mi ha ricordato esperienze passate e sono quindi di parte quando dico che li ho avvertiti sulla pelle i capitoli ambientati in questa Corte. La sofferenza, il disgusto, la mancanza, ogni emozione che Feyre ha provato ha risuonato in me con il doppio della forza.

Tamlin dal canto suo, purtroppo, non ha avuto l'evoluzione che speravo e l'autrice pecca ancora di mancanza di spiegazioni riguardo alla sua storyline. Ribadisco che come personaggio non mi piace, lo trovo tossico ed i suoi atteggiamenti sono del tutto ingiustificabili ma...onestamente avrei dedicato più tempo ad approfondire e spiegare il perchè della sua psicologia.
Ci sono cattivi, come Amarantha, che nascono cattivi e basta.
Ci sono poi cattivi, come Tamlin, che vengono forgiati dal tempo e dalle situazioni e ridurre il tutto ad un "Sono diventato quello che si aspettavano diventassi" è un po' misero avendoci fatto vedere un lato comunque...buono? Non lo so. Io credo che Tamlin sia uno di quei personaggi che muta in conseguenza alla vita (e ribadisco che non è una giustificazione) però quando è così trovo sia necessario e doveroso dedicare tempo alla costruzione di quel personaggio. Quando si decide di caricare di traumi un personaggio si devono poi gestire insomma, non possono essere buttati su carta e fine.
La sua storyline è un continuo sali e scendi, prima maledice Feyre, poi la rivuole, poi le da nuovamente la caccia, la insulta, tratta come uno zerbino ed umilia davanti a tutti mancando in primis di rispetto al genere femminile e poi a quella che era stata la sua donna; poi però le salva la vita ed infine la schifa di nuovo. La Maas ha senza dubbio ideato un nuovo modo per far esprimere il genere femminile durante il periodo rosso del mese: "Oggi mi sento un po' Tamlin per cui statemi alla larga" 😜.

Tornando a Feyre, mi è piaciuto tutto di lei, in particolare Ogni volta che in modo naturale è sempre stata messa in risalto la sua forza interiore. Mi è piaciuto come sia sempre rimasta fedele ai suoi ideali, di come, nonostante il rapporto fra lei e le sorelle, si sia sempre battuta per loro. Ho apprezzato tanto uno dei passaggi finali in cui il suo personaggio deve in qualche modo fare i conti con se stesso e osservarsi dall'esterno. In quel capitolo Feyre prende consapevolezza ed accetta i lati peggiori di se e che fanno parte di ogni essere umano. Accetta soprattutto le cose brutte e questo la rende più forte.

Quanto alle sorelle. Elain non compare moltissimo, ma nonostante ciò si rivela un personaggio estremamente importante. Non solo sul finale. Il suo è un dono che spero di veder sviluppato e approfondito in seguito. Personalmente la trovo perfetta sia con Azriel che con Lucien, ma c'è da dire che ancora non ho letto la novella e lo spin-off su Nesta, per cui non ho ancora avuto modo di vedere le interazioni di Az e Gwyn. Sicuramente Elain ed Az si capiscono ad un livello molto intimo e profondo, in quanto a traumi ed esperienze di vita, lui l'ha capita ed ha saputo prenderla fin da subito. Lucien dal canto suo non è partito con il piede giusto in quanto a tatto, ma sul finale si è ripreso e mi fa tenerezza il modo in cui si sia poi silenziosamente fatto da parte, accettando che per lei sia ancora tutto troppo nuovo.

Nesta, Nesta è la mia Regina. Non l'ho ancora perdonata per come ha trattato sempre Feyre, ma sicuramente l'ho rivalutata ed ho visto in lei la sofferenza ed il dolore. E' carattere, il suo è semplicemente carattere. Ha scelto di proteggersi dal dolore diventando lei stessa fonte di quest'ultimo e spesso a discapito delle persone che le stanno comunque a cuore. Sono scelte, discutibili forse, ma sono scelte. In questo libro è però cambiata tanto, dimostrando interesse ed affetto non solo nei confronti di Elain come di consueto, ma anche verso Feyre, Amren, Cassian.
Il rapporto fra i due è comico e profondo, mi si è stretto il cuore leggendo di come fosse disposta a morire per lui e con lui, disposta a lasciare Elain pur di far scudo con il suo corpo a qualcuno con cui ha sempre dato fuoco e fiamme. Nesta è un uragano inarrestabile, è fiera, conosce il suo valore, è orgogliosa e arrogante...ma sa anche amare e proteggere con la stessa intensità. Mi è piaciuto il rapporto che si è sviluppato fra lei ed Amren e mi è piaciuta Amren.

L'ho odiata per mezza frazione di secondo...okay diciamo qualche minuto, però l'ho amata. Lei è un po' come Mor, o la ami o la odio, c'è poco da fare. Sono entrambi personaggio che hanno subito tanto, violenza, soprusi, tradimenti. Amren che non è capace di dire a parole quanto tenga alla sua Corte dei Sogni ma che senza pensarci due volte si condanna a morte, alla pena peggiore di tutte; dimenticarli, per salvarli. Mi vengono i brividi anche adesso, a ripensarci.

Su Mor non ho molto da dire rispetto a quanto già abbia detto nella recensione precedente. E' un personaggio che a differenza di Nesta ha scelto di proteggersi dal male con l'ironia e la "superficialità". L'immagine della ragazza, passatemi il termine, frivola, che rimanda di se, è solo una maschera, un cerotto a coprire le profonde cicatrici che la sua famiglia le ha lasciato; sia fisiche che mentali. Mor è in verità una guerriera, un'amica fedele e leale, il suo dono di vedere oltre gli inganni, ancor prima di tutti, è sicuramente un fardello per lei; ma nonostante tutto trova sempre il modo di reagire con un sorriso ed una bella battuta. La ammiro e la vorrei nella mia vita. 

Ci sono stati personaggi su cui avrei voluto leggere di più e a cui avrei voluto fosse data la medesima importanza degli altri. In particolare Lucien, Azriel e Cassian. Ora, su quest'ultimo c'è da dire che abbiamo lo spin off, quindi taccio. Sugli altri? Questo famigerato spin off su Elain non si sa quando lo avremo, quindi resto molto con l'amaro in bocca.

Rhys mi è piaciuto molto, la Maas si vede chiaramente avere una preferenza per lui e nel libro è palese, però tutto sommato non gusta sognare ogni tanto l'uomo perfetto; che poi perfetto non è. Quello che ho detto nella recensione precedente rimane, amo il fatto che Rhys sia un personaggio conscio dei suoi limiti e difetti e che per cercare di arginarli e contenerli si sia circondato di persone in grado di sfidarli, di sfidare lui e la sua autorità. Non è certamente da tutti. Un po' maniacale sul discorso sesso, insomma, capisco l'unione delle metà e tutto, ma anche meno figlio mio, siamo in guerra. 😂
Sicuramente nel secondo e terzo libro le scene piccanti sono molte di più rispetto al primo...ma onestamente non sono rimasta così sconvolta; forse anche perchè ormai alla veneranda età di ventiquattro anni ci vuole ben altro per sorprendermi e farmi sussultare (cosa che i protagonisti fanno in continuazione). 

Quelle che tornano a farsi leggere sono certamente le scene di violenza e le allusioni ad essa. Cose che non vengono nemmeno mai citate nelle recensioni ed io qui ancora a chiedermi il perchè. Il libro con l'indice di brutalità più alta resta il primo per quanto mi riguarda, ma nemmeno in questo ultimo capitolo conclusivo la Maas ci va giù leggera. Ali spezzate, ossa delle mani che si frantumano e ripiegano su se stesse, violenza sessuale e via discorrendo...insomma un'accenno lo farei ecco.

La narrazione resta lineare per quasi tutto il libro, arrivando al culmine nel suo capitolo finale dove succede di tutto e di più; anche troppo. Avrei distribuito l'arrivo della regina Vassa/Uccello di fuoco, del padre di Feyre con una flotta raccattata chissà dove e chissà come, di Drakon e Miryam, il presunto tradimento di Amren e le morti di Hybern ed il padre di Feyre un po' più equamente. Nel giro di quindici pagine succede tutto ciò ed io personalmente in quel momento non sapevo se piangere, morire, disperarmi o tutte e tre le cose assieme. Certamente tutto questo da un'ultima grande spinta alla lettura, porta l'ansia e le aspettative del lettore oltre il limite e tiene con il fiato sospeso fino all'ultima sillaba. 

Nel complesso comunque Una Corte di Ali e Rovina è un libro che scorre bene, che si fa leggere in fretta e non annoia. Abbiamo modo di vedere alcune ambientazioni relative alle altre Corti e questo personalmente è un punto che ho apprezzato tanto; così come la collaborazione fra i vari Signori Supremi. 
Nel corso della lettura devo ammettere che, sia in questo libro che nel precedente, ho avuto difficoltà ad inquadrare l'anno. Mi spiego, il mondo degli umani è tipicamente medievale. Fattorie, Signori locali con grandi tenute, Regine nei loro castelli. Quello Fae, apparentemente simile ma con la ricchezza molto più equamente distribuita; almeno fino a quando non campare Velaris con la sua modernità e non si nomina gabinetti e sciacquoni...okay.

Come voto finale alla saga darei un 4.5/5 con un 3/5 per i personaggi perchè non tutti sono trattati ed approfonditi nello stesso modo. Resta sicuramente una di quelle saghe da leggere almeno una volta nella vita, per i messaggi che manda e anche per gli insegnamenti.

Commenti

Post più popolari