La libraia che salvò i libri ━ Kerri Maher

 Secondo appuntamento con la rubrica #tipresentounlibro 📚 che in realtà doveva avere un altro protagonista, ma quando ho visto lui sullo scaffale, è come se mi avesse chiamato.


"La libraia che salvò i libri" è la storia, seppur romanzata, di Sylvia Beach, la storica libraia fondatrice della Shakespeare & Co.
Ci troviamo in una Parigi anni '20, la libertà di stampa è soffocata, ci sono libri che non possono essere letti, storie che non possono essere raccontate. Poiché leggere rende liberi, libera la mente e ti costringe a pensare, a farti domande e questo non può essere tollerato.

Ma Sylvia non lo accetta, e per fortuna possiamo dire oggi.
Dobbiamo ringraziare @garzantilibri per questo gioiello uscito il 7 giugno scorso; forse l'ennesimo libro che parla di libri, librerie e persone che lottano per loro, ma personalmente, non mi stanco mai di leggere queste storie.

Le parole/concetti chiave per descrivere questo libro vanno senza dubbio posti sul fatto che sia un romanzo basato su di una storia vera, in cui il lettore può doppiamente sentirsi coinvolto e in qualche modo provare la sensazione di trovarsi davvero li.

E' un romanzo storico, ambientato in una delle città più belle al mondo; la Parigi anni '20 fa da sfondo a tutta la narrazione, accompagnata dal fiume Senna che così come le parole del romanzo, scivola silenzioso ed inesorabile. 

L'immancabile libreria Shakespeare & Co. è invece la protagonista indiscussa, palcoscenico per un romanzo che ci ricorda quanto sia importante proteggere gioielli preziosi come i libri.

Oltre a Sylvia, durante la lettura incontrerete altri illustri personaggi e seguirete passo passo la nascita e la crescita di uno dei luoghi più suggestivi al mondo per noi amanti dei libri. Una storia di amore e coraggio, una storia che racconta di lotte e sacrifici; non per se stessi, ma per un bene comune.

Questo genere di libri, in un periodo storico come il nostro, sono fondamentai per ricordare al mondo che le donne hanno sempre lottato e combattuto al fianco degli uomini, con la loro stessa tenacia e audacia. Che il tempo della donna vista ed usata come semplice oggetto d'arredo è finito da tempo e che ci sono storie che è solo grazie alle donne se sono arrivate fino ai giorni nostri. 

Se anche a voi piacciono questo tipo di storie, ecco quattro personalissimi consigli librosi per restare in tema.

📚 Shakespeare and Company; la vera storia, le vere memoria di Sylvia Beach, raccontate in prima persona ed edito @neripozza

📚 Storia di una ladra di libri; edito @sperlingkupfer

📚 Le piccole libertà; ambientato ai giorni nostri e con la Shakespeare and Co. che fa da palcoscenico; edito @lafeltrinelli

📚 La libraia di Auschwitz; edito @newtoncomptoneditori


Ma parliamo adesso di chi era Sylvia Beach.

Sylvia nasce a Baltimora nel 1887 con il nome di Nancy, ma trascorrerà gran parte della sua vita a Parigi. 
Fu la seconda di tre figlie, il padre era un pastore presbiteriano mentre i suoi nonni materni erano missionari in India. Da giovane viaggiò molto in giro per l'Europa, vivendo anche due anni in Spagna, ma tornando alla sua amata Parigi verso la fine della Grande Guerra; per studiare letteratura francese contemporanea.
Fu proprio qui che nacque in Sylvia il desiderio di aprire una libreria parigina in America...finendo poi per fare il contrario come tutti sappiamo.
Durante alcune delle sue ricerche si imbattè in un articolo su una rivista letteraria che la condusse alla libreria di Adrienne Monnier, La Maison des Amis des Livres; dove al suo interno si trovava anche una biblioteca che effettuava prestiti di libri. Fu proprio grazie all'impegno che Adrienne metteva nel suo lavoro e nel promuovere la scrittura innovativa che in Sylvia nacque il desiderio di fare altrettanto e diventare anch'essa una libraia; inizialmente con l'idea di aprire una filiale. Avendo però a disposizione poche finanze, Sylvia si "accontentò" di aprire la Shakespeare and Company una libreria che metteva a disposizione libri in lingua inglese e con annessa una piccola biblioteca per il prestito dei libri.
La Shakespeare and Company attrasse rapidamente lettori francesi e americani, e tra di essi diversi aspiranti scrittori, a cui Sylvia Beach, insieme ai libri, offriva ospitaltà e incoraggiamento. Fu così che domenica 11 luglio 1920, a una festicciola di benvenuto per James Joyce offerta dal poeta francese André Spire, la Beach conobbe lo scrittore irlandese, che poco dopo si iscrisse alla sua biblioteca circolante. Lo scrittore stava cercando senza successo di pubblicare il suo capolavoro, il romanzo Ulisse, e la Beach, vedendo la sua frustrazione, si offrì di pubblicarlo lei stessa, cosa che effettivamente fece nel 1922.
La pubblicazione del romanzo portò alla Shakespeare & Co. e alla sua editrice grande successo, almeno fino a quando lo stesso Joyce non scelse di cambiare editore; questo, unito alla Grande Crisi, pose Sylvia in gravi difficoltà economiche e sebbene molti dei suoi amici e clienti letterari si offrirono di aiutarla economicamente, nel 1936 Sylvia Beach pensò di chiudere la Shakespeare & Co. Dobbiamo dire grazie ad Andre Gide (scrittore francese) ed al suo club "Amici della Shakespeare and Company" se ciò non avvenne. Il club era formato da scrittori che versavano 200 franchi all'anno per poter partecipare alle letture che si tenevano all'interno della libreria.
La libreria rimase aperta anche dopo la presa di Parigi da parte dei nazisti (14 giugno 1940), ma alla fine del 1941 Sylvia Beach fu costretta a chiudere, rimanendo internata per sei mesi a Vittel. Nel frattempo però era riuscita a tenere nascosti e al sicuro i suoi libri in un appartamento vuoto sopra la libreria.  Nel 1944 fu Ernest Hemingwaya "liberare" la Shakespeare & Co. che però non riaprì più al pubblico.

ma allora voi direte, cari lettori, com'è possibile dato che la Shakespeare & Co. esiste ancora?


Ebbene, Sylvia Beach fu così ammirata e stimata che un certo George Whitman, Americano trasferitosi a Parigi, decise di aprire una libreria e dopo averla nominata "Le Mistral" per un breve periodo, decise di rendere onore ed in qualche modo far rivivere la Shakespeare & Co. rinominandola proprio così. La stessa Sylvia, in una delle sue visite alla libreria, quando ancora il nome non era stato cambiato, la definì una degna erede della sua. La stima e l'ammirazione che Whitman nutriva nei confronti della libraia erano tali che chiamò la sua unica figlia, attualmente proprietaria della Shaespeare & Co., Sylvia Beach Whitman.

Sylvia Beach morirà nel 1962, una vita intera trascorsa al fianco di Adrienne Monnier, la libraria che le regalò un sogno e rapì il cuore.

Qua a sinistra potete vedere Sylvia Beach Whitman, figlia di George Whitman. In basso Sylvia Beach ed Adrienne Monnier.




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