Una Corte di Gelo e Stelle ━ Sarah J. Maas

Titolo: Una Corte di Gelo e Stelle
Autore: Sarah J. Maas
Genere: Fantasy ya
Editore: Mondadori (Oscar Draghi)
Valutazione: 3/5
Trama: Feyre, Rhys e la loro cerchia ristretta di amici sono ancora impegnati a ricostruire Velaris e a cercare di mantenere la pace, conquistata con tanti sforzi e perdita di persone, dopo la caduta del muro e la guerra contro Hybern. Ma il solstizio d'inverno è alle porte e, con ciò, un meritato riposo. Shopping, feste, celebrazioni e la promessa di giornate tranquille. L'atmosfera festosa, nel frattempo, non è riuscita a impedire l'avvicinarsi delle ombre della guerra. Nel suo primo Solstizio come Signora Suprema, Feyre affronta ancora gli orrori del recente passato e si rende conto che Rhys e la sua famiglia hanno più cicatrici di quante lei sperasse – cicatrici che possono avere un impatto sul futuro, e sulla pace della sua Corte.

Con questa recensione si ferma, almeno per un po', il mio viaggio al fianco della Maas, che però riprenderò fra qualche mese con lo spin-off di Nesta e successivamente Crescen City.

Ma parliamo di "Una Corte di Gelo e Stelle"; mi è dispiaciuto dare un voto così basso a questa novella, ma onestamente l'ho trovata molto, molto sotto tono rispetto alla trilogia e devo essere sincera, a tratti mi ha annoiata.

Quello che mi è piaciuto di più è stato senza dubbio lo scorcio che la Maas in questa favola apre su ciò che sarà il rapporto fra Nesta e Cassian, dandoci un assaggio anche del “triangolo” Azriel, Elain e Gwyn (si, mi sono spoilerata cose).

Ho trovato piuttosto piatto il personaggio di Rhys in queste pagine, per non parlare di Feyre che sembra un pezzo di marmo. Non sono riuscita ad empatizzare con loro, a sentirmi coinvolta nella narrazione, che ho trovato lenta e monotona. Sicuramente questo vuole essere un racconto leggero, da prendere senza troppo impegno e forse senza neanche troppe aspettative.

Ai fini della trama gli eventi degni di nota si contano davvero sulle dita di una mano e ancora una volta i capitoli più interessanti sono risultati quelli dal punto di vista di Cassian e l'ultimo di Nesta.

L'impressione che ho avuto è stata come se l'autrice stessa provasse in tutti i modi ad allungare il brodo, senza sapere nemmeno lei dove volesse andare a parare. Sicuramente uno dei temi chiave su cui voleva portare l'attenzione sono le ferite ed i traumi che la battaglia di Hybern ha lasciato nei personaggi e su come questi provino a ricostruirsi una vita nella fragile pace che si sta creando; un tentativo di emozionare il lettore che, almeno con me, non ha funzionato.

In linea generale risulta quindi un racconto decisamente sottotono rispetto agli altri, uno stile spento e pesante a cui non siamo abituati e che non ci permette di riconoscere la penna della Maas fra le pagine. Un vero peccato dal momento che se fosse stato più breve credo sarebbe risultato decisamente più gradevole. Si salva però il finale, che riesce a stringere un po' il cuore del lettore e far ritrovare che senso di calore e casa a cui ci eravamo abituati.

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