Che Cosa sa Minosse 𝄖 Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli
Titolo: Che Cosa sa Minosse
Autore: Francesco Guccini, Loriano Macchiavelli
Genere: Mistery
Editore: Giunti
Valutazione⭐: 3.5/5
Trama: La frenesia della città sembra all’improvviso lontanissima, i tornanti si snodano in mezzo a una fitta vegetazione, il segnale telefonico si interrompe: e poi, dietro una curva, ecco una radura dominata da una quercia maestosa e da un’antica casa in pietra. A Maurizio e a Marta sembra che quella casa sia lì ad aspettarli da sempre. A dire il vero Maurizio, da buon scrittore di romanzi, qualche sospetto per le case isolate nel bosco lo nutre, ma l’entusiasmo della moglie vince ogni resistenza. E così i due approdano tra gli Appennini, poco desiderosi di stringere amicizia con i ruvidi abitanti del paese vicino e determinati a godersi il loro incantevole buen retiro. Però non sono soli: dalle profondità della cantina – che i locali chiamano “l’inferno” – emerge un grosso gatto che si considera il vero padrone di casa e che, in virtù del suo pelo nerissimo, accetta l’epiteto di Minosse con felina condiscendenza. Ma non è tutto. Una notte dopo l’altra, a far loro compagnia si susseguono strani accadimenti: ombre fruscianti in giardino, luci che si accendono nel buio, Minosse che gonfia il pelo come se qualcosa lo avesse terrorizzato…
Era la prima volta che leggevo qualcosa dei due autori, per cui sebbene chi si fosse approcciato a loro già da tempo abbia trovato questo romanzo sottotono rispetto al loro solito, per me è stata una buonissima prima volta.
Il libro, breve e scorrevole, si fa leggere in una giornata con estrema piacevolezza. Lo stile semplice e diretto rende la lettura fluida, il modo di parlare dei personaggi, un po' vecchio stile ed in effetti tipico degli abitanti delle montagne italiane, mi ha trasmesso il calore di casa. La storia ambientata nella nostra terra contribuisce a rendere questo racconto nostalgico e insomma diciamocelo, è sempre bello leggere libri che affondano le radici nella nostra storia e tradizione.
I personaggi non vengono esplorati a fondo caratterialmente, anzi rimangono piuttosto in superficie, ma questo non vuole essere un libro dalle alte pretese e lo si capisce fin dalle prime pagine; per cui la cosa non mi ha creato fastidio. Nemmeno le descrizioni fisiche sono particolarmente accurate, ci viene detto il minimo indispensabile e forse questo mi ha creato qualche difficoltà nel figurarmi i personaggi; ma niente di che.
Ciò su cui gli autori si concentrano di più non sono nemmeno tanto le descrizioni legate al world building, che comunque è maggiormente descritto rispetto a tutto il resto; quanto piuttosto la storia di questi luoghi montani, le loro tradizioni e leggende. E' un tratto del libro che ho apprezzato tanto e che mi ha sicuramente messo voglia di cercarne altri così; dove la nostra storia fa da padrona alla narrazione.
Gli autori giocano molto su quelle che sono le credenze popolari di un tempo, mettendo in risalto come, chi è rimasto ancorato alle vecchie tradizioni, ha anche una mentalità più chiusa e, passatemi il termine, ottusa, rispetto a chi viene dalla città, ai giovani o a chi semplicemente ha preso atto del progresso e si è integrato ad esso.
Tutti i personaggi che abitano la montagna da sempre, ci appaiono diffidenti verso Maurizio e Marta, che vedono quasi come un'influenza da debellare e scacciare. I due protagonisti che vengono dalla città non sono inclini a credere ai fantasmi e non si lasciano influenzare dai vecchi racconti dei paesani; cosa che infastidisce molto e appare quasi come una mancanza di rispetto verso la montagna stessa.
I due autori hanno fatto un lavoro davvero ottimo, semplice, ma ottimo, riuscendo a trasportare su pagina quello che spesso e volentieri è ancora oggi il modo di pensare e comportarsi di questi montanari.
In conclusione, prendete questo libricino per quello che è, una novella per passare un'ora del vostro tempo, per uscire dal blocco del lettore; una lettura leggera e affatto impegnativa che vi terrà una piacevole compagnia senza richiedervi troppo impegno o attenzione.
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