Il Principe Crudele 𝄖 Holly Black
Se è una trama romance quella che cercate, se è di un popolo Fae bello da togliere il fiato che volete leggere; cambiate libro. Se avete letto la Maas resettate completamente tutto ciò che sapete degli Elfi perchè la visione della Black su queste creature è decisamente più oscura e meno convenzionale.
L'eccesso è ciò che contaddistingue questo popolo, in qualsiasi ambito, in qualsiasi condizione. Che sia l'eccesso di potere, l'eccesso di lusso, l'eccesso nell'apparire o nel cibo in stile Capitol City. Ci troviamo davanti esseri bellissimi ma crudeli, incapaci di provare vere emozioni poichè tutto nella loro vita, nell'ordine del loro mondo ruota attorno alle pure e semplici necessità. Per detenre il potere, il Sommo Re degli Elfi necessita di eredi o il passaggio della corona è impossibile; ecco quindi che la genitorialità, l'idea di famiglia diventa un obbliogo e non una scelta, di conseguenza l'affetto e l'amore non sono così scontati. Gli Elfi crescono freddi e distanti gli uni dagli altri, niente conta davvero più del potere e della supremazia, tutti sono pronti a tradire tutti pur di ottenerli e il gioco sta tutto nel morire per ultimo, uccidere il tuo nemico prima che lo faccia lui. Le donne, nel mondo della Black, possono ambire solo ad una cosa, un matrimonio potente, sempre per necessità ovvio, con qualcuno che dia loro sicurezza, agi e protezione.
La nostra Jude non sogna il matrimonio poichè esso è in questo mondo un accordo come un'altro, senza troppi vincoli da rispettare. Jude però, in quanto umana e semplice strumento di procreazione per gli Elfi che da soli rischiano di estinguersi, vuole sentirsi al sicuro e vuole proteggersi; da sola. Jude non accetta di dover affidare ad altri la propria incolumità e non le importa di scendere a patti con quello stesso popolo che la disprezza. Lei ama e odia quel mondo, potrebbe fuggire e tornare in quello umano, ma è un mondo a lei sconosicuto e l'ignoto è spaventoso tanto quanto il regno degli elfi.
Ho amato il personaggio di Jude poichè a differenza delle altre eroine di cui ho letto è molto più realistica e vera. Il destino non l'ha mai voluta come la prescelta, è lei che si fa da sola, pagina dopo pagina, tortura dopo tortura Jude forgia la sua storia e ne diventa protagonista con la sua sola forza e tenacia, mettendo da parte la sua umanità per tutelare se stassa e quella delle persone a cui vuole bene. Lo si potrebbe definire un personaggio grigio, forse che lo diventa con il tempo e a causa degli eventi, ma di certo non è l'emblema della purezza a cui siamo abituati. Durante la lettura è molto bella e notevole la differenza fra lei e la gemella Taryn, che apparentemente dolce e indifesa, per ottenere il suo posto fra il popolo degli elfi accetta di diventarne in qualche modo schiava di essi, sacrificando la sua famiglia e chinando la testa davanti alle torture/minaccie. Per loro partiamo dal medesimo punto di partenza ma la Black ci mostra come ognuno di noi può reagire in modi diversi davanti alle stesse minaccie, come siamo noi stessi gli artefici del nostro destino e di come questo cambi in base alle scelte che prendiamo.
Gli altri personaggi rimangono bene o male descritti solo superficialmente, sarà Cardan il primo ad essere splorato più a fondo verso la fine del libro, facendo calare il sipario su ciò che si nasconde veramente dietro a tanta prepotenza e presunzione. Perchè ricordiamolo, apparire forti e potenti nel mondo degli Elfi è sinonimo di sicurezza.
Vivi, la sorella di Jude e Taryn, mi è rimasta piuttosto indifferente e anzi, forse l'ho trovata arrogante e fastidiosa più di Taryn alle volte. Un personaggio che sono curiosa di approfondire nei prossimi libri per capire se effettivamente è così ingenua come sembra o semplicemente non le importa molto di ciò che le capiti intorno, purchè a lei vada bene.
Quanto allo stile, qui per me si arriva al tasto dolente che mi ha portata a dare una valutazione bassa per i miei standard. La prima persona di base non la apprezzo e se unita ad uno stile un po' acerbo e grezzo come quello della Black, la combo non è certo delle migliori. Per quanto sia riuscita ad apprezzare le sfacciettature dei vari personaggi non posso dire di essere entrata in sintonia con loro o di aver provato particolare empatia. Alcuni dei dialoghi sono veramente surreali e a dir poco imbarazzanti, alcune scene sono al limite della credibilità e spesso il personaggio di Jude è portato a sopportare e tollerare torture con una freddezza e indifferenza tale che solo se fosse affetta da CIPA (insensibilità al dolore) sarebbe realistico.
Sono comunque curiosa di andare avanti con la trama, che risulta comunque intrigante e incuriosice quanto basta per far prendere in mano il secondo volume.

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