Il Re Malvagio 𝄖 Holly Black

Titolo: Il Re Malvagio
Autore: Holly Black
Genere: fantasy ya
Editore: Mondadori
Valutazione: 3.5/5
Trama: Per tenere al sicuro il fratello più piccolo, Jude è costretta a legare a sè Caradan, il re malvagio, mettendogli a disposizione, in cambio, il proprio potere, indispensabile per mantenere saldo il trono. Ma per la ragazza la convivenza con lui non è affatto semplice, visto che alla già difficile situazione della corte, dove le alleanze sono tutto tranne che stabili, si somma l’estrema imprevedibilità di Cardan. Quest’ultimo, infatti, incapace di liberarsi della fascinazione che prova per Jude, fa di tutto per umiliarla e comprometterne la credibilità. Inoltre, qualcuno di molto vicino alla ragazza sta per tradirla, minacciando la sua vita e quella di chiunque lei ami. Venuta a conoscenza del pericolo imminente, Jude, sempre in lotta coi suoi sentimenti per Cardan, si lancia alla ricerca del traditore.


Parto subito con il dire che anche il secondo libro, a livello di scrittura e narrazione, è come il primo; grezzo, alle volte pesante, la prima persona continua ha continuato a crearmi difficoltà sia nella lettura che nel legarmi emotivamente ai personaggi. La Black, credo ormai di aver capito, non è una fra le migliori scrittrici, sebbene le sue idee siano ottime. Peccato che non le sviluppi nemmeno troppo bene. I dialoghi fra i personaggi, così come di frequente i loro comportamenti in relazione a determinati eventi, continuano ad essere spesso e volentieri del tutto fuori luogo ed improbabili; personaggi feriti mortalmente o quasi, che comunque trovano la forza di correre, saltare, far finta di nulla. La stessa Jude, personaggio migliore che la Black abbia scritto e anche uno dei migliori di cui abbia letto, risulta forzatamente imbattibile in più occasioni. Potrei capirlo, in parte, se fosse un essere fatato, ma in quanto umana la cosa risulta altamente improbabile ed ogni qualvolta leggiamo di questo personaggio, che ferito e picchiato si rialza, corre, combatte, si arrampica sui muri e scala pareti...l'effetto non è certo quello di adularla e stimarla ma piuttosto chiedersi cosa l'autrice si fosse bevuta in quel momento. 
Ci sono di frequente dialoghi fini a se stessi, messi li solo per prendere spazio e pagine; monologhi infiniti della protagonista su cose che già sappiamo e che magari sono già state dette uno o due capitoli prima. Questa ripetitività nel primo libro non l'avevo sentita così pesante e se c'era non era così presente come in questo. 
Rispetto al primo volume questo è decisamente più polito e si entra nel vivo della lotta per il trono e la corona, la ricerca del potere diventa una costante ed intrighi, piani e sotterfugi sono ciò che sta alla base della trama di questo secondo capitolo. L'ho apprezzato per questo. Mi sento anche di dire però, che già di per se, essendo un libro di difficile approccio a causa dello stile dell'autrice, se non siete amanti delle trame politiche e dei giochi di potere alla Game Of Thrones, questo libro non fa assolutamente per voi. Se "Il Principe Crudele" non era un romance, questo lo è ancora meno poichè è tutta strategia politica ciò che si legge. Personalmente, come ho detto, ho scoperto di apprezzare questo genere di trame ed è il motivo per cui sono riuscita a finirlo.
L'ambientazione è molto diversa a quella del primo volume, qui si esplora più nel dettaglio il palazzo reale e tutto ciò che lo circonda, passando poi agli Abissi, che svolgeranno un ruolo fondamentale in questa trama. Parlando di loro, sono rimasta delusa. Mi aspettavo che fossero molto più presenti "fisicamente" come ambientazione e che ci venisse spiegato più su di loro e sulla loro nascita, invece anche in questo caso le informazioni sono risicate e ci appaiono solo per un paio di capitoli; per il resto vengono solo nominati. Mi aspettavo che si scoprisse di più sulla Regina Orlagh e su Nicasia stessa, che si esplorasse di più questo personaggio che sappiamo aver da sempre vissuto sulla Terra ferma ma al tempo stesso essere l'erede degli Abissi. Nicasia resta un personaggio criptico, non si capisce bene da che parte sta e questo potrebbe non essere un male se si parlasse della sua personalità; cosa che la Black non fa. A questo proposito torno a dire che anche qui, non dedicandosi appunto ai personaggi secondari, l'autrice avrebbe potuto inserire dei capitoli dal loro pov, così da darci una visione di quello che è il loro pensiero ed il loro essere. Magari brevi, però sicuramente avrebbero aiutato ad inquadrarli.
La suspense resta alta fin da subito e questo è un bene, ci sono continui colpi di scena che movimentano la trama e non ti lasciano tranquillo un secondo, c'è fin da subito l'alone di mistero che aleggia attorno al possibile traditore nella cerchia ristretta di Jude e sono onesta, a tutti pensavo tranne che al Fantasma. Mi sarei aspettata Bomba forse, o l'altro compare di cui mi sfugge il nome, una delle nuove reclute. Ci sono rimasta malissimo però ragionandoci ha senso. 
Il rapporto fra Cardan e Jude è l'unico a cui viene concesso dello spazio di approfondimento, da persona romantica pensavo che dopo la notte di fuoco tra loro due, le cose sarebbero evolute in meglio, ma avrei dovuto aspettarmelo, stiamo parlando di un romanzo politico, non c'è spazio per l'amore. Quindi niente, ancora resto a bocca asciutta e molto arrabbiata con Cardan, che come figura maschile mi piace ma al tempo stesso sento che c'è ancora qualcosa che manca.
Jude, come dicevo, è l'unico personaggio a cui la Black si dedica e di cui ci da una visione completa. Jude è forte, è coraggiosa ed è leale, sebbene si potrebbe pensare il contrario. Non è un'eroina, non si comporta da tale e non le interessa, le preme il benessere della sua famiglia e se deve sporcarsi le mani per ottenerlo va bene, purchè non siano loro a soffrire. Il suo senso del dovere e di sacrificio nei loro confronti è da ammirare, pagina dopo pagina assistiamo alla sua anima che si sgretola, vediamo questo personaggio perdere ogni giorno un pezzo di se, un pezzo della sua bontà per tramutarsi nel "mostro", come si definisce lei, che deve. Jude non crede nel "vissero felici e contenti" e non si aspetta che qualcuno muova un dito per lei, perciò quello che vuole se lo prende. L'autrice si accanisce molto su di lei ed ho sofferto, forse più io, quando Taryn la tradisce, anche stavolta. Taryn per quanto mi riguarda non si merita niente, tanto meno i sacrifici di Jude, ma sono gemelle e lei vuole il suo benessere a qualunque costo. Taryn è egoista, non mi sento di definirla debole quanto piuttosto vigliacca, ci vuole coraggio a voltare le spalle alla propria famiglia per cui no, debole non lo è, o almeno non ha quel tipo di debolezza. 
L'altra sorella, Vivi, è un mistero, la Black ce la mostra raramente e figuriamoci se ci dice qualcosa di lei. Da come si comporta mi appare superficiale e frivola, troppo abituata alle comodità e agli agi, egoista anche lei, sebbene di una forma diversa da Taryn.

Andrò avanti sicuramente con la lettura, oramai voglio sapere come va a finire e sono curiosa di leggere anche lo spin-off su Cardan per vedere se riuscirò a capirlo meglio come personaggio.
Il consiglio che mi sento di dare è quello di approcciarsi alla saga senza troppe pretese, di affiancarci magari una lettura più incalzante e che vi prenda di più e di non considerarla assolutamente una serie romance.

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