La Legge dei Lupi 𝄖 Leigh Bardugo

Titolo: La Legge dei Lupi
Autore: leugh Bardugo
Genere: Fantasy
Editore: Mondadori
Valutazione: 4/5
Trama: Mentre l’imponente esercito di Fjerda si prepara all’invasione, Nikolai Lantsov chiama a sé tutte le armi di cui dispone per opporsi all’inevitabile: il suo ingegno, il suo fascino, e persino il mostro che porta dentro. Una parte di lui, forse il corsaro, forse il demone, forse il principe che si è guadagnato il trono con le unghie e con i denti, lo anela addirittura, lo scontro. Ma per sconfiggere l’oscura minaccia che incombe su Ravka potrebbe non bastare nemmeno il coraggio di un giovane sovrano abituato a rendere possibile l’impossibile. Anche solo per sperare di riuscirci, il re ha bisogno di alleati, forti, leali e pronti a tutto.

In prima fila c’è Zoya Nazyalensky, fedele compagna di infinite battaglie, che, nonostante abbia perso tanto per colpa della guerra, e abbia visto morire i suoi uomini e risorgere il suo peggior nemico, non ha intenzione né di abbandonarlo né di arrendersi. Se sarà necessario abbracciare i suoi poteri per diventare l’arma di cui il suo paese ha bisogno, non si tirerà indietro. Costi quel che costi.

Il re di Ravka può contare anche su Nina Zenik, spia abile ma talvolta spericolata, che, per colpa del suo ossessivo desiderio di vendetta, rischia di giocarsi l’unica possibilità di libertà per la sua patria e di guarigione per il suo cuore ferito.

Re, generale e spia: insieme dovranno trovare il modo di strappare all’oscurità un futuro per sé e per il proprio paese. Oppure prepararsi ad assistere alla sua drammatica e definitiva caduta.


La Legge dei Lupi è il secondo volume di questa, si spera terminata, nuova dilogia interamente dedica a Nikolai. Perchè dico così? In primis perchè i difetti strutturali, di trama e stilistici che troviamo nel primo volume si ripetono anche qui e l'evoluzione di alcuni personaggi va persino a peggiorare; cosa che non credevo possibile.

Come ho detto per il primo volume, credo che la Bardugo abbia scritto questa dilogia di fretta, spinta dall'entusiasmo dei fan e dalla loro, nostra, frenesia di saperne di più su Nikolai. Magari era comunque nei suoi piani, ma magari non in piani così futuri e così, magari per accontentarci e cavalcare l'onda, ha fatto un po' di pasticcio.

Detto ciò, rimarchiamo che lo stile, sebbene sia più scorrevole ed incalzante rispetto al primo libro, resta comunque acerbo e più affine a quello della trilogia principale che alla dilogia dei Corvi. Dico che è più scorrevole per via della trama, che stavolta ci porta subito nel vivo dell'azione fra tranelli, battaglie, sotterfugi di corte e via dicendo. Ci troviamo subito immischiati in quella che è una guerra aperta su più fronti, leggiamo subito di attacchi, morti ahimè ancora senza senso e immotivate (la Bardugo trova gusto nell'ammazzare personaggi a casa solo perchè particolarmente cari a noi fan) missioni di spionaggio ed il libro si concentra molto più sulla pianifica della guerra e di quello che è il pilotaggio, passatemi il termine, di una corte, piuttosto che su romance e cose così. Insomma, un capitolo decisamente più militare che non mi è affatto dispiaciuto e che mi ha fatto andare avanti con la lettura dandomi molta più motivazione.

Stavolta non ci sono stati pov che mi sono piaciuti più di altri, se bene ricordate nella recensione del libro precedente dicevo che quelli di Nina erano i più interessanti poichè gli unici con po' di azione; stavolta invece, trovandoci un romanzo puramente incentrato sulla guerra e strategico, sono tutti pienamente validi ed incalzanti. Ho apprezzato quelli di Tamar e di Mayu non tanto per la loro narrazione ma perchè si parla della regina Ehri, personaggio che in questo libro viene esplorato in poco tempo ma con la giusta attenzione e che si rivela uno dei più complessi e affascinanti di cui, sicuramente, non mi dispiacerebbe leggere altro.

La suspense, dato il tipo di romanzo, è alle stelle in qualunque momento della storia, ad eccezione dei capitoli dedicati all'Oscuro che, francamente, potevano tranquillamente essere evitati come, ancora, tutta la trama a lui legata. Ci vengono date informazioni aggiuntive su questo personaggio che cozzano molto con la storia conosciuta di lui fino ad ora e sulla stessa Baghra; in particolare sulla questione relativa ai numerosi figli di lei e quindi fratelli dell'Oscuro, sparsi per il mondo con chissà quanti discendenti. Questo dovrebbe significare quanto meno che, ad eccezione della sorella Santa, alcuni di loro dovrebbero aver ereditato il potere di evocare le ombre; ma a quanto pare solo Baghra e Alexander ne sono in grado. Come mai? Non ci è dato saperlo.

D'altronde il potere Grisha scopriamo essere molto più complesso di quello che credevamo e che in realtà tutti i Grisha possono manovrare qualsiasi aspetto della Piccola Scienzo a loro piacimento. Questa parte l'ho trovata forzata e un po' troppo power, questa ipotetica visione di Grisha che in futuro potrebbero controllare a loro piacimento ogni singolo elemento della Terra entra sempre in conflitto con il discorso degli Evoca Ombre; che stando al ragionamento della Bardugo chiunque, con la pratica, potrebbe imparare ad evocarle. Insomma, un minestrone di informazioni che dovevano sicuramente essere meglio gestite.

L'unica cosa che ho apprezzato è la storia su come, inizialmente, veniva acquisito il potere di un amplificatore; non con un atto di forza/violenza da parte del Grisha nei confronti dell'animale ma come sacrificio di entrambi, accettazione l'uno dell'altro.

Parlando dello sviluppo dei personaggi, la storyline di Nina qui mi è proprio caduta in basso. Ci tengo a dire che non è per la questione di Matthias, ma semplicemente, ora come ora, lei la vedevo bene da sola, con Trassel magari, questo povero lupo a cui è stata data una fine giusto per. La vedevo bene come solitaria, a portare avanti la missione che lei e Matthias avevano in mente, senza troppi intrecci amorosi e via discorrendo. Il legame con Hanne l'ho sempre trovato più fraterno che amoroso, le ho sempre viste come la Bardugo ci mostra Nina e Zoya; allievo e maestro. L'evoluzione di Hanne d'altro canto, escludendo appunto Nina, mi è piaciuta moltissimo e come personaggio è davvero un gran bel personaggio (anche se sicuramente andrebbe approfondito) e rispecchia in tutto e per tutto i temi più delicati e attuali della nostra società, mandando un chiaro e forte messaggio.

In merito a Nikolai e Zoya non c'è molto più da dire rispetto a quanto già fatto, la parte più umana di Zoya finisce di mergere e i Santi solo sanno quanto ho pianto per quel dannato e bellissimo giardino nascosto che coltiva. La sua piccata arguzia resta uno degli aspetti migliori del suo carattere, così come la lingua pungente e la battuta sempre pronta. Il suo essere risoluta e il battibeccarsi sempre con Nikolai rendono le loro interazioni divertenti e piacevoli, lasciando poco spazio al romance che trovo in questi due personaggi debba rimanere così; più privato che pubblico.

Nikolai del resta il solito Nikolai, frizzante, spumeggiante, dal carattere ribelle ma profondamente devoto a Ravka e alla sua protezione. Nikolai è Re non per diritto di sangue/nascita ma perchè il popolo lo ha scelto, sono le sue azioni a fare di lui un Sovrano ed è quello che implicitamente afferma Tolya quando dice di non essere al servizio di un Re ma di un uomo le cui azioni sono rivolte al bene comune e non alla conquista del potere o, appunto, della sovranità.

Per concludere e tirare le fila, diciamo che questo secondo capitolo è stato sicuramente più avvincente ed interessante del precedente, più movimentato, con molta più azione e colpi di scena che hanno saputo quindi mascherare ed in qualche modo arginare i difetti stilistici e della trama legata all'Oscuro e ai Santi; trama che per altro non si conclude e questo mi terrorizza perchè significa che potrebbe tornare in ballo in qualsiasi altro momento e...no, ti prego Bardugo no, basta. Lo stesso finale rimane aperto poichè la scrittrice lo porta a legarsi, forzatamente, con questa sottotrama divina e anche ciò mi spaventa perchè significherebbe avere un terzo volume di cui assolutamente non abbiamo bisogno.

Ultima nota e poi la chiudo, è stato emozionante rivedere i Corvi, anche se per poco, loro restano la parte migliore del Grishaverse.

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