The Sandman 𝄖 Neil Gaiman

Titolo: The Sandman
Casa di produzione: Netflix
Produttori esecutivi: Allan Heinberg; David S. Goye; Neil Gaiman e Mike Barker
Valutazione: 4.5/5
Trama: Quando l'Uomo Sabbia, alias Sogno, l'essere cosmico che controlla tutti i sogni, viene catturato e tenuto prigioniero per più di un secolo, deve viaggiare attraverso mondi e linee temporali differenti per riparare il caos che la sua assenza ha causato; recuperando e riportando a loro posto gli strumenti magici che gli sono stati rubati e gli incubi ed i sogni che in sua assenza sono fuggiti, proliferando e insinuandosi nelle mente umane.

"The Sandman" è un po' il fenomeno del momento e per ottime ragioni. La mente di Gaiman aveva già creato qualcosa di sensazionale anni fa e adesso, portandolo su grande schermo, non ci sono parole per descrivere quanto sia rimasta entusiasta.

L'adattamento non è fedele in tutto e per tutto ai fumetti, ma questo è uno di quei rari casi in cui le modifiche apportate arricchiscono e rendono l'opera ancora più bella.

The Sandman non è stata una serie cupa come mi aspettavo, anzi, ci sono molti messaggi positivi al suo interno, a partire dall'accettazione di se stessi e del cambiamento. Il concetto di famiglia e amore, di fedeltà. Si affrontano tematiche importanti come la morte, la perdita sotto molteplici aspetti, la solitudine; l'assenza.

I produttori sono stati capaci di mantenere intatta l'essenza dell'opera, pur riadattandola ai giorni nostri.

Gaiman a dirigere dietro le quinte ha dato quel tocco di teatralità e stravaganza che forse è ciò che più mi ha tenuta incollata allo schermo e spinto a finire la serie in due giorni.

La complessità del personaggio di Sogno è stata, per quanto mi riguarda, rappresentata alla perfezione. Sono entrata in empatia con lui fin da subito, molto più di quando ascoltai i fumetti. Ho percepito l'evolversi della sua persona, ho visto il cambiamento e l'ho vissuto con lui e di questo va reso grazie anche alla recitazione che è stata a dir poco eccellente.

Mi è piaciuto come, solo attraverso pochi frame e parole, sia stato rappresentato il legame che unisce Morfeo e i Corvi, e di come i produttori abbiano reso chiaro il messaggio che neppure gli Eterni sono immuni alle sofferenze della vita di umana; di come, esattamente come gli umani, la perdita, il dolore, ma anche l'amore, facciano parte delle loro vite. E a tal proposito menzione d'onore per Morte che è in assoluto il personaggio che più ho amato (seguita da Lucienne e da Hob).

Ultima menzione, ma non per importanza, va fatta alla storia di Rose Walker e a tutti i personaggi che gravitano attorno a lei. Mi è piaciuto come hanno riadattato la sua storia per portarla nella serie, mi è piaciuto il personaggio di Lyta, di cui inizialmente non capivo l'utilità e lo scopo; mi sono decisamente dovuta ricredere. Sono a tal proposito estremamente curiosa di vedere come si evolverà la sua storia e l'impatto che avrà su Sogno; un Eterno dal cuore tenero in fondo, caparbio e ostinato, ma di cui ho intravisto un'umanità che nei fumetti non traspare e che invece ha secondo me arricchito positivamente il personaggio.

Parlando più nello specifico di personaggi e differenze fra fumetto e serie tv, la prima menzione va fatta alla presenza di Johanna Constantine, che almeno nel primo atto non appare come la vediamo noi nei panni di un "eroina" moderna, ma che diciamocelo, con l'interpretazione della Coleman ci ha fatto letteralmente inchinare ai suoi piedi. Ho apprezzato tanto la presenza di questo personaggio ed il rapporto che si va a creare con Morfeo, ho apprezzato come i produttori hanno riadattato qul capitolo del fumetto, riuscendo a mantenere intatto il messaggio di base, ma riadattandolo al contesto di oggi.

Una delle modifiche che sicuramente ho apprezzato meno ma che a conti fatti, dato il lavoro magistrale passa in secondo piano, è relativa al personaggio di Jonny/Dottor Destino. Questo bisogno incessante di voler necessariamente rendere umani e compatibili i villains. Il suo è un personaggio che viene corrotto dal potere del rubino, non mostra alcun segno di umanità o pietà nel fumetto, non è comprensivo o compassionevole, non prova empatia o stima per nessuno. Uccide, senza motivo e senza rimorso. È così, punto. Questo cambiamento mi è sembrato forzato e senza motivo, ragion per cui ho percepito come "finta" la presenza di questo personaggio, come una brutta copia dell'originale.

Diverso il discorso per "Il Corinzio" che è esattamente come l'originale e mi ha trasmesso la stessa inquietudine ed ansia. Recitazione impeccabile e da brividi. Al bacio. A tal proposito, parlando di incubi, mi è piaciuta tanto la scelta che è stata fatta per il personaggio di "Creta" e la similitudine legata poi alla sua metamorfosi finale. Un incubo con il desiderio di sognare, un incubo, nato per incutere timore ma con il desiderio di portare sogni e speranze. Un messaggio importante quello che gli sceneggiatori hanno deciso di mandare; siamo ciò che scegliamo di essere, sono le azioni che determinano le persone che siamo.

The Sandman è una serie che, vuoi per la sceneggiatura o gli effetti speciali, vuoi per la recitazione o la regia, ti trasporta all'interno della sua storia e trasmette esattamente ogni singola emozione dei personaggi. L'attenzione ai dettagli, come già detto, maniacale e accurata, la si deve senza dubbio alla presenza del padre di questa serie a fumetti, che ha supervisionato ed indirizzato i lavori nella giusta direzione. Non vedo l'ora, e spero anche, di poter vedere la seconda stagione e questo cast dalla chimica eccezionale riunito sullo schermo per regalarci ancora i brividi.

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