The Middle 𝄖 Piccoli Lettori Crescono

disclaimer: tutti sono liberi di leggere quello che vogliono, per tanto non sentitevi offesi dai titoli dei libri qui riportati.

Quando Carla mi ha chiesto di scrivere questo piccolo articolo con lei ho subito detto di si; sia perché mi piace parlare di quello che faccio, sia perché entrambi gli argomenti trattati passano spesso in sordina e credo invece dovrebbero essere discussi più spesso.

All’interno di questo articolo troverete

I genitori e la lettura: le responsabilità verso i più piccoli 

BookTok nelle librerie: nemico o alleato? Scopriamolo insieme 


I GENITORI E LA LETTURA: LE RESPONSABILITA' VERSO I PIU' PICCOLI

Con l’avvento dei sociali molti libri diventano virali come se fossero dei meme o dei video divertenti.

In linea di principio non ci sarebbe nulla di male, anzi, in questo modo la lettura diventa più social, più divertente ma, sarebbe da ipocriti non soffermarsi al risvolto della medaglia.

Esistono dei libri ( per citare i più famosi “Il fabbricante di lacrime” o “Kiss me like you love me”) che contengono tematiche complesse e personaggi che non spiccano per positività e purezza di valori e che vengono letti da ragazzi che sono in fase di crescita.

Questi ultimi sono alla ricerca di punti di riferimento e di guide e assorbono come spugne tutto quel che leggono. Sarebbe facile, però, rimproverare le ragazzine che sognano di avere il “bad guy” per fidanzato.

Quelli da rimproverare sono i genitori, ma più in generale tutte le figure che istruiscono i giovani.

Chiunque ha il compito di educatore ha anche il dovere se non anche l’obbligo di vegliare sui più piccoli; bisogna che loro facciano comprendere che la realtà che viene rappresentata è una realtà non sana e sbagliata, che un giorno ( se vorranno ) quei libri potranno leggeri, ma solo quando avranno raggiunto la maturità per poterli comprendere.

Non possiamo più vivere in un modo dove ci si nasconde dietro il dito del “siamo una famiglia che non legge” e gli educatori non possono più permettersi di ignorare che internet è un mondo vasto, che sa regalare cose bellissime ( come una community, senso di appartenenza e comprensione), ma che deve essere moderato.


BOOKTOK NELLE LIBRERIE: NEMICO O ALLEATO?

Da libraia dico, al 50%, alleato. Da amante dei libri dico, al 90% nemico. Ma perchè questa distinzione? Consigliare libri non è affatto semplice, scoprire i gusti dei clienti richiede impegno ed attenzione e a differenza di quello che si può pensare, noi librai non abbiamo sempre il titolo o l'autore pronto. Quando si tratta poi di consigliare agli adolescenti, la questione è ancora più delicata, perchè si deve cercare di capire non solo i gusti, ma la maturità del ragazz@ che si ha di fronte; non tutti, alla stessa età, sono pronti per leggere il medesimo titolo.

Da quando il mondo dei libri è entrato a far parte dei social, in particolare da quando è nato il BookTok, molte più persone, principalmente adolescenti, si sono avvicinati alla lettura. Il problema di queste piattaforme è però la disinformazione che si tende a fare su determinati libri; soprattutto quelli nati da Wattpad che hanno avuto molto successo e che spesso e volentieri vengono mandati in stampa senza revisione alcuna. Prendiamo uno dei casi più conosciuti, “Fabbricante di lacrime”; idolatrato dalle adolescenti, un po' meno dagli adulti.

Ma cosa a che fare questo con le librerie? Fidatevi, molto.

All'interno di una libreria ogni titolo viene classificato sulla base di una categoria, che indica quindi il suo settore di appartenenza e no, non si basa in alcun modo sul pubblico che lo acquista/legge (vedi Amazon, di cui parleremo più avanti) ma proprio sul contenuto stesso del libro. Ad esempio con RR si identifica la narrativa ragazzi, al cui interno troveremo sempre dei sotto-settori che indicano anche l'età di lettura del libro (RR1, RR2...) questo settore ad esempio parte da un'età di lettura di 6+ fino a 12+ comprendendo quelli che in gergo comune definiamo romanzi young-adult. E quindi, se “Fabbricante di lacrime” viene letto principalmente dai giovanissimi, deve per forza essere un RR giusto? Sbagliato, perchè “Fabbricante di lacrime” rientra nel settore NN ovvero una narrativa mista rivolta principalmente agli adulti, dove si possono trovare letture adatte anche a ragazzi dai 16+. Vi concedo che ci sono casi in cui i piani alti che scelgono il settore di appartenenza di un libro ogni tanto facciano delle castronerie (vedi sempre “Fabbricante di lacrime” inserito nei fantasy) ma in quel caso non è colpa del libraio e anzi, sta proprio a lui dire “alt” nel momento in cui in cassa un cliente sta acquistando qualcosa che potrebbe non essere adatto. Purtroppo però, al giorno d'oggi si tende ad acquistare molto online su siti come Amazon, dove la categoria di appartenenza di un libro viene assegnata non sul suo contenuto, ma sulla base di chi lo acquista e legge. Prendiamo sempre in esempio il nostro Fabbricante. Se Amazon vende 10 copie di questo titolo, otto ad adolescenti intorno ai 14 anni e due a ragazzi di 18 anni, l'età di lettura consigliata da Amazon sarà dai 14 anni in su. Perchè? Perchè 14 rispetta la maggioranza. Questo metodo è fuorviante, non solo per l'adolescente in primis, ma anche per un genitore che magari non è un lettore, non usa i social e si affida a piattaforme del genere.

Fino a poco tempo fa questo problema nelle librerie era ovviato grazie ai settori, ma purtroppo ad oggi, sempre più librerie allestiscono la “sezione booktok” dove i titoli non vengono in alcun modo classificati per genere o età. In questo modo, se ad esempio sul BookTok andasse virale un libro per bambini, questo con tutta probabilità finirebbe insieme a It Ends Withs Us. E' in casi come questi che a noi librai servirebbe quindi l'aiuto di un genitore adulto per guidare il ragazz@ nella scelta del libro. Purtroppo il 90% delle volte questi non ha la minima idea di cosa stia acquistando al proprio figli@ e nemmeno ha la premura di informarsi con chi magari lo sa. Per non parlare di quelle persone che dovrebbero formare bambini e ragazzi, gli adulti del futuro; gli insegnanti. Questa estate mi si è accapponata la pelle sentendo che un'insegnante di Italiano aveva dato come lettura obbligatoria alla sua classe di adolescenti fra i 12/13 anni “Fabbricante di lacrime”. Fra tutte le letture educative che ci sono, vedi “Fuorigioco a Berlino”, “Nemmeno con un fiore”, “Black Brid” e molti altri titoli dove si parla di violenza, razzismo e guerra in una forma adatta a questi ragazzi, questa persona ha scelto un libro dove l'amore tossico viene romanticizzato e dove il bel tenebroso non è solo “bello e dannato” ma, letteralmente, “bello e psichiatrico”.

Da quando lavoro in libreria mi rendo conto di quanto questi ragazzi, spesso, sia all’interno delle mura di casa, che in quelle scolastiche, siano lasciati in balia di loro stessi e di come molte case editrici, piuttosto che puntare sulla qualità e la diffusione di titoli educativi e formativi, puntino esclusivamente al guadagno facile e veloce. Questa a mio avviso è una delle più grandi sconfitte nel panorama editoriale italiano e nell’istruzione.

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