La Corte di Fiamme e Argento 𝄖 Sarah J. Maas
Allora, premessa doverosa, a questo libro ho dato quattro stelle complessive, ma se potessi dividere la valutazione in due sotto-settori, le cosa non andrebbero proprio così.
Partiamo da ciò che mi è piaciuto del romanzo; la storia. Il personaggio di Nesta mi è iniziato a piacere verso la fine di ACOMAF e più la Maas ne scavava l'interiorità più io mi innamoravo. In questo volume si arriva fin dentro la sua anima, nella sua parte più recondita ed intima. Vediamo gli alti e soprattutto i bassi di un personaggio plasmato ancor prima che nascesse, che nel corso di tutta la sua vita non ha fatto altro che distruggersi e punirsi e farsi del male senza nemmeno saperne davvero il motivo. Non giustifico Nesta ed il suo comportamento nei confronti di Feyre e gli altri, ma sicuramente sono arrivata a compatirla e comprenderla in parte. Come tutti noi, è fatta di luci ed ombre, stava solo danzando con le seconde.
Lo sviluppo caratteriale ed emotivo è palpabile e crescente ad ogni pagina, il libro è voluminoso e non mi sento di dire che questo sia un difetto perchè trovo che la Maas abbia fatto un lavoro magistrale sul personaggio di Nesta e c'era bisogno di tutte quelle pagine, si (eccezion fatta per le scene piccanti, che non mi hanno fatto ne caldo ne freddo, ma questo è un gusto personale).
Certo in alcune parti è ripetitiva, si rimarca spesso il perchè di determinati comportamenti e reazioni di Nesta, parti che magari potevano essere tagliate almeno un paio di volte, ma nel complesso non mi hanno infastidita poi così tanto.
Ho apprezzato il lavoro che è stato fatto sui personaggi secondari che poi si legano a Nesta, quali Gwyn ed Emerie, rendendoli parte non solo della storia, ma del percorso di guarigione della protagonista stessa. Il legame di amicizia che si va creando, quello di fratellanza, ho potuto percepire tutto l'amore che derivava da esso, il timore di perderlo, di deluderlo, di non esserne all'altezza o semplicemente meritevole. Spero in futuro di poter leggere altro su Gwyn ed Emerie, sia come singoli personaggi sia come trio di Valchirie assieme a Nesta, perchè le interazioni fra loro le ho trovate molto piacevoli da leggere, coinvolgenti e divertenti.
Quanto alla relazione Cassian-Nesta, sarò sincera, ero più emozionata quando in scena c'erano Azriel e Gwyn. Non provando particolare interesse per la parte sessuale del romanzo, la maggior parte delle scene fra loro, all'inizio, non mi hanno lasciato nulla. Andando più avanti, più Nesta cresce e matura, più la loro relazione evolve e a quel punto si, mi sono sentita un po' più coinvolta; ma non sono sicuramente la mia coppia preferita ecco. Paradossalmente mi hanno più intrattenuta le tre scene in croce che Cassian ha con Feyre, dalle quali traspare non solo il rispetto che nutrono l'uno nei confronti dell'altro ma anche l'affetto che li lega.
Mi è piaciuto il personaggio di Elain, come sempre del resto, ma in questo libro sembra quasi gridare a chi l'ha sempre ritenuta docile e indifesa che anche per lei, quando è troppo, è troppo. Più spina dorsale se così la vogliamo definire, che non intacca affatto il suo essere delicata ma anzi, le da qualcosa in più.
Quanto allo stile, ho trovato molto più incalzante e ritmata la parte subito successiva all'inizio del torneo, che è quella più attiva e dove effettivamente accade qualcosa. La prima parte del romanzo è interamente incentrata sulla psiche di Nesta e a meno che non vi piaccia il personaggio potreste ritenerla noiosa e/o pesante. Qua e la si fanno riferimenti ad una possibile guerra imminente con la Regina umana Briallyn, agli strumenti creati dal calderone e al potere stesso di Nesta, ma resta tutto molto vago e avvolto nel mistero, caotico direi e alla fine mal gestito.
Ed ecco quindi che passiamo al cosa non mi è piaciuto e alla parte a cui darei due stelle, forse meno.
I capitoli del torneo si susseguono carichi di tensione e suspence, nonostante siano appena una quindicina, la Maas riesce tenerci incollati alle pagine, porta l'attenzione del lettore a mille e poi...tutto finisce, letteralmente, in uno schiocco. Non scherzo. In queste pagine finali, il filone di trama legato a Briallyn e quello del torneo si riuniscono, diventando uno solo e sortendo, almeno in me, l'effetto apparente di un minestrone. La possibile grande guerra, il pericolo imminente che avrebbe potuto ridurre l'intera Prithyan in ginocchio e catene, spazzato via da un'esplosione luminosa che scaturisce da una Nesta che si è rotta le scatole. Francamente, dopo tutta la tensione di cui ero stata caricata, mi aspettavo qualcosa di più, qualcosa alla ACOWAR almeno.
Altra cosa che non mi è proprio piaciuta è senza dubbio la gravidanza di Feyre con la sua relativa gestione. Non mi è piaciuto come questa sia stata utilizzata come mezzo di redenzione per Nesta, come se lei potesse capire i suoi errori, maturare e crescere esclusivamente attraverso gli altri e non tramite se stessa. Non mi è piaciuto che si sia tolto spazio ad un evento ed un momento così bello e delicato, perchè la gravidanza sappiamo fin da subito non essere semplice e come non è stato giusta utilizzarla nella trama di Nesta perchè in qualche modo la sminuisce, viceversa avrebbe dovuto essere la protagonista in un suo racconto/novella a parte. Questo anche per il fatto che, data la delicatezza della questione, avrei voluto vedere meglio le dinamiche che si creano tra Feyre, Rhysand e tutta la corte, poter entrare meglio in quei nove mesi di incertezze e paure, vivere insomma a pieno questo momento.
Una cosa che sappiamo della Maas è che condanna i comportamenti tossici a meno che a compierli non siano i suoi personaggi preferiti. Qui ne abbiamo l'esempio lampante con Rhys che si comporta esattamente come Tamlin, nei confronti di Feyre, mentendole, tenendola prigioniera sotto una bolla, impedendole di poter scegliere...per paura di perderla. Non è ciò che Tamlin fa in ACOMAF? Perchè quindi lui è il mostro mentre Rhys un povero marito in pena? Perchè in questo caso Feyre non lo condanna ma lo giustifica?
Ho sempre apprezzato il personaggio di Feyre per la sua determinazione ed il suo essere indipendente, svincolata dal volere degli altri. In questo libro mi sono trovata invece davanti ad una Feyre remissiva, accondiscendente, priva di polso.
Molto delusa, e qui la chiudo, anche che abbiano tolto la scena Azriel-Elain-Rhysand durante i festeggiamenti del solstizio. Se non sapete di cosa parlo vi invito ad andare a cercare online, non voglio fare spoiler troppo grossi.


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