La Regina del Nulla 𝄖 Holly Black
Intitoleremo
questa recensione “prima ti sposo, poi ti esilio” 👀
Ci
eravamo lasciati con un finale shock ne “Il Re Malvagio”, dopo i
tormenti degli abissi la Black ci aveva concesso un piccolo spiraglio
di luce e del romance. Quale onore. Ma per non farci accomodare
troppo sugli allori, l'autrice aveva poi svelato il suo asso nella
manica e francamente, menomale che avevo già la trilogia completa.
I
primi capitoli nel regno mortale non mi hanno fatta impazzire, ma mi
sta bene, il mio malessere era il medesimo di Jude, per cui è stato
un po' come trascinarmi all'interno della sua routine e della sua
mente, provando quello che provava lei. Avrei preferito vedere più
interazioni fra lei, Vivi e Farnia, il rapporto tra le sorelle è ciò
che più mi è mancato durante la lettura del secondo e terzo
capitolo. Mi sarebbe piaciuto anche che l'autrice dedicasse più
tempo alla descrizione della vita dei Fae nel mondo mortale, che ci
raccontasse di più della loro vita fra gli umani, di come si
mescolino con loro, di come vengano stipulati i patti ecc... le
uniche menzioni vengono fatte in relazione al lavoro di Jude e
comunque non sono molto esaustive; sappiamo solo che esistono queste
specie di corpi di polizia, chiamiamoli così, che fanno rigare
dritto i Fae per non essere scoperti dagli umani. Fine.
Ma
comunque, la parte più interessante inizia con il ritorno di Jude
nel mondo fatato, Taryn non l'ho digerita nemmeno in questo libro,
tollerata forse. Esattamente come nei precedenti capitoli, il suo
personaggio mi è apparso manipolatore e falso, si reca da Jude solo
perchè le fa comodo e comunque non fa granchè per esserle di aiuto
quando finisce nei guai a causa sua. Il ritorno a casa mi ha quasi
stordita, passiamo da una monotona e statica vita in città ad una
più sfrenata, esuberante e pomposa nel mondo Fae; ma ho apprezzato
il ritorno a quella che ormai era diventata la normalità. Diciamo
che anche qui i capitoli si trascinano un po', sono andata avanti per
l'interesse di ciò che sapevo sarebbe accaduto di li a poco, ho
iniziato a trovare la narrazione davvero incalzante e travolgente
subito con l'inizio del processo a “Taryn”.
Con l'inizio di esso, sono riuscita ad immedesimarmi ancora di più in Jude, ho percepito la sua ansia ad ogni passo mosso verso Cardan ed il Consiglio, era come se i loro occhi fossero su di me, come se le mie orecchie riuscissero a cogliere davvero quei mormorii. Da li in poi è stato un turbinio di eventi ed un crescendo di tensioni. Ci ritroviamo nel bel mezzo di una guerra, il tempo delle strategie politiche è finito, è il tempo della battaglia. Le descrizioni in questo frangente le ho trovate meno confusionarie del solito, come se anche l'autrice avesse più chiaro in testa di come fossero gli accampamenti, gli schieramenti ed i paesaggi che ci è andata a descrivere. Che Jude ormai è uno dei personaggi che preferisco lo sapete, ma in questo ultimo volume mi è piaciuta ancora di più. La lealtà che dimostra nei confronti del Fantasma, nonostante il suo tradimento è ammirevole, mossa sicuramente anche dall'essere entrambi umani, ma comunque è stata una scelta narrativa super apprezzata. Mi è piaciuto anche molto il ricongiungimento con Cardan e tutto il resto della Corte delle Ombre; per non parlare degli attimi che seguono allo scontro con Madoc (troppo breve e tirato via a mio avviso). I personaggi che in generale nel capitolo precedente si erano dimostrati essenziali tornano tutti, non vi è un ulteriore approfondimento, ma svolgono comunque un ruolo fondamentale per lo sviluppo della narrazione. Avrei preferito che la Black si soffermasse di più sul personaggio di Suren, che è molto inquietante e criptico allo stesso tempo; ma conto di scoprirne di più con il libro in uscita. In generale ho trovato questo capitolo conclusivo leggermente al di sopra rispetto al precedente, ma non mi è affatto piaciuto come è stata gestita la parte finale relativa a Cardan, la corona e la maledizione.
L'ho trovata troppo frettolosa, messa li giusto per chiudere la saga con l'effetto wow e giocarsi ancora una volta la carta dell' “imprevisto” dopo averci imbambolati tutti con l'apparente finale felice. Tutto ciò che ne segue, specialmente la presunta battaglia per liberare il popolo Fae dalla piaga del serpente, è un completo nosense dove francamente ho faticato parecchio a stare dietro a tutto ciò che succede nel giro di veni pagine. Il libro, dopo una scelta narrativa del genere, avrebbe dovuto essere più lungo, prendersi il tempo per gestire questo gigantesco evento con le giuste tempistiche e la giusta attenzione. Sono comunque contenta di aver dato spazio alla trilogia, la penna della Black non mi fa impazzire, ma le idee sono buone e ciò che non le si può negare è che ci sappia fare con i colpi di scena e sappia esattamente quando e dove inserirli. Mantenere l'attenzione del lettore non è semplice quando in primis la propria mano non è delle migliori, bisogna quindi giocare con suspense ed imprevisti e in questo lei è molto brava. Non vedo l'ora di leggere il nuovo libro interamente dedicato a Farnia, il mio piccolo protetto, e scoprirne di più su come la storia si evolverà.
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