L'Orso e l'Usignolo 𝄖 Katherine Arden
Titolo: L'Orso e l'Usignolo
Autore: Katherine Arden
Genere: Fantasy
Editore: Fanucci
Valutazione ⭐: 4/5
Trama: In
uno sperduto villaggio ai confini della tundra russa, l’inverno
dura la maggior parte dell’anno e i cumuli di neve crescono più
alti delle case. Ma a Vasilisa e ai suoi fratelli Kolja e Alëša
tutto questo piace, perché adorano stare riuniti accanto al fuoco
ascoltando le fiabe della balia Dunja. Vasja ama soprattutto la
storia del re dell’inverno, il demone dagli occhi blu che tutti
temono ma che a lei non fa alcuna paura. Vasilisa, infatti, non è
una bambina come le altre, può “vedere” e comunicare con gli
spiriti della casa e della natura. Il suo, però, è un dono
pericoloso che si guarda bene dal rivelare, finché la sua matrigna e
un prete da poco giunto nel villaggio, proibendo i culti
tradizionali, compromettono gli equilibri dell’intera comunità: le
colture non danno più frutti, il freddo si fa insopportabile, le
persone vengono attaccate da strane creature e la vita di tutti è in
pericolo. Vasilisa è l’unica che può salvare il villaggio dal
Male, ma per farlo deve entrare nel mondo degli antichi racconti,
inoltrarsi nel bosco e affrontare la più grande minaccia di sempre:
l’Orso, lo spaventoso dio che si nutre della paura degli uomini.
La
prima parte devo ammetterlo, mi aveva scoraggiata. Le prime 100
pagine, che compongono tutta la prima parte del romanzo, sono state
per me lente, a tratti noiose, cariche di passaggi alle volte
inutilmente prolissi senza un vero fine. Capisco in parte questa
scelta, era necessario mettere le basi per la storia partendo fin
dall'infanzia di Vasja, spiegarci la sua lenta evoluzione e presa di
coscienza di quello che è il suo dono e il relativo rapporto che si
va creando non solo con esso, ma anche con le creature magiche che
popolano la Russia; i Chierty.
Questo
non toglie però che pagine in cui non accade niente, se non Vasja
che va in giro per le terre del padre senza fare assolutamente nulla,
potessero essere tolte o quanto meno tagliate. Ci sono letteralmente
capitoli interi dove l'unica cosa degna di nota è la matrigna di
Vasja che la prende a schiaffi. Sorvolata la prima parte però, dalla
seconda si entra finalmente nel vivo della narrazione, la penna
dell'autrice diventa più incalzante, le cose si fanno più
interessanti, si inizia a percepire l'avvicinarsi di qualche grande
evento; la mia curiosità stava finalmente iniziando a risvegliarsi e
l'ansia e la paura iniziavano a farsi sentire.
Dalla
seconda parte in poi si riesce a capire anche quale piega voglia
prendere la storia, dove l'autrice voglia andare a parare con tutte
quelle premesse iniziali. I ruoli dei vari personaggi all'interno del
libro iniziano a prendere forma, il loro scopo inizia a farsi più
chiaro ed i loro caratteri iniziano ad essere meglio delineati; più
si va avanti e più questi assumono spessore ed importanza.
Niente
da dire sulle descrizioni sia dei paesaggi che delle varie creature e
personaggi, la Arden è molto attenta a tutto e si vede che dietro
alle sue parole ci sono ricerche accurate, che ciò di cui ci parla
lo conosce bene.
Questo
è indubbiamente un punto a favore perchè rende le descrizioni
scorrevoli ed interessanti; soprattutto quelle del wordbuilding sono
talmente ben fatte che era un piacere leggerle e sembrava davvero di
trovarsi all'interno del libro. Questa ricerca da parte degli autori
la apprezzo molto perchè in qualche modo è una dimostrazione di
interesse e premura. L'autrice non si è però limitata a dei
semplici studi sul territorio, ma ha svolto vere e proprie ricerche
storiche sulla Russia del tempo e sulle sue tradizioni, inserendo
termini in lingua ed affiancando ad essi un glossario che non si
limita a fornire una semplice traduzione ma spesso e volentieri ci da
anche degli approfondimenti.
Ho
trovato molto suggestiva tutta la parte centrale della storia,
riuscendo ad entrare in empatia con molti dei personaggi, provando
anche risentimento per comportamenti che ad oggi sarebbero
inimmaginabili. Ho riso qualche volta, mi sono spesso arrabbiata,
anche con Vasja che non è assolutamente un'eroina comune, perfetta,
bellissima. Se pensiamo che questo libro è uscito sette anni fa, ma
che l'autrice già da tempo lo custodiva nella sua mente, Vasja
diventa un personaggio rivoluzionario per quel tempo. Non è bella,
anzi viene descritta proprio come un ranocchio, è cocciuta,
impulsiva, sgarbata, ribelle ma al tempo stesso sottomessa in parte
al volere della sua famiglia. Vasja commette errori, è nel senso più
vero del termine, umana.
Ciò
che di questo libro mi ha lasciata delusa è il finale, dopo la prima
parte aveva riacquistato punti e mi stava davvero prendendo tanto, ma
poi sul finale è scivolato di nuovo. La battaglia che si tiene negli
ultimi capitoli del romanzo è davvero troppo veloce e sbrigativa,
non la si può nemmeno reputare tale tanto viene conclusa in fretta.
E' cruda e franca, come il resto del libro che mostra senza mezzi
termine la Russia medievale, ma veramente troppo breve.
Dopo cento pagine a parlare del nulla cosmico mi sarei aspettata che un evento così importante e di svolta ricevesse più attenzione. Il finale di questo primo libro può anche apparire come autoconlusivo, nonostante le mille domande senza risposta che restano sospese nell'aria. Non sentivo, devo essere onesta, tutto questo desiderio di proseguire, l'ho fatto perchè nel complesso non è stata malaccio come lettura ed essendo il primo libro dell'autrice poteva starci benissimo che le mie aspettative non fossero state del tutto soddisfatte. Spoiler: non fermatevi qui con la serie, dovete, andare avanti. Fidatevi.

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