Una Dote di Sangue 𝄖 S. T. Gibson
Titolo: Una Dote di Sangue
Autore: S. T. Gibson
Genere: fantasy horror
Editore: Oscar Mondadori
Valutazione ⭐: 3/5
Trama: Gli
uomini che hanno ucciso la
sua famiglia e bruciato la sua casa l'hanno lasciata a terra
agonizzante, vittima di una guerra che nessuno ricorda più. Ma un
misterioso straniero riccamente vestito la trova, la salva a un
soffio dalla morte e le dona una nuova vita e un nuovo nome:
Constanta, colei che è determinata a vivere.
È
così che la figlia del fabbro di un villaggio della Romania
medievale diventa la sposa perfetta per un re immortale. Insieme
attraversano i secoli e i paesi, da Vienna alla Spagna, da
Pietrogrado a Parigi. Quando però lui coinvolge nella sua rete di
passioni e inganni anche una machiavellica gentildonna e un attore
squattrinato, Constanta inizia a capire che il suo amato è capace di
atti orribili. E dopo essersi alleata con i suoi consorti di sangue -
la bellissima Magdalena, il brillante Alexi - inizia a svelare gli
oscuri segreti del marito.
Constanta si ritrova a scegliere tra
libertà e amore. Ma i legami costruiti con il sangue possono essere
spezzati solo dalla morte.
In questo caso si tratta di un libro che ho ascoltato su audible nei miei lunghi viaggi avanti e indietro da lavoro.
La voce narrante di per se mi è piaciuta abbastanza, ma avrei preferito che si scegliesse, come per altri casi, anche una voce maschile, piuttosto che lasciar fare tutto ad una sola.
Il libro si presenta come un retelling del mito di Dracula, ma ahimè di esso ha ben poco. Tutto il romanzo si sviluppa come un unico grande diario segreto, un memoriale in cui la “prima sposa di Dracula” che poi scopriremo non essere la prima e qui mi domando perché definirla tale allora, racconta la sua vita dal momento della morte a quello della resurrezione e poi tutti gli anni a venire passati al fianco del marito, il Conte. Constanta è indubbiamente un personaggio femminile che mi ha conquistata, il suo nome racchiude perfettamente l’essenza del suo essere. La sua ci viene presentata come la storia di una ragazza vittima di ogni genere di violenza, sia prima che dopo la trasformazione. Una storia di rivalsa dove, secolo dopo secolo, Constanta inizia a ribellarsi, ad emergere, a denunciare e prendere coscienza che la sua non è vita, che quello non è amore. Tutto bellissimo se non fosse che queste violenze, la crudeltà spietata e sanguinaria di Dracula non fossero appena accennate e mai pienamente descritte, nei rari momenti in cui il Conte fa la sua apparizione solo in due occasioni ci appare violento, il resto delle volte somiglia molto ad un centenario burbero e scontroso, maniaco del controllo certo, ma innocuo; il classico cane che abbaia ma non morde. Da qui ho avuto la sensazione come se l’autrice non fosse capace di parlare di queste violenze di cui tanto fa menzione. Così come sembra quasi che il mito di Dracula non lo conosca affatto, in quanto, come detto sopra, il libro ci racconta la vita di Constanta, le sue emozioni, i suoi interessi, la sua tenace resistenza nel voler conservare la sua natura umana nonostante la trasformazione, ma nessuna menzione al mito originale e niente che lo ricordi.
Gli altri due personaggi, gli atri sposi del Conte, per quanto importanti ai fini della narrazione, li ho avvertiti più distanti, Magdalena ci viene descritta più di Alexei, ma comunque meno di Constanta; come se man mano che l’autrice inseriva personaggi, sempre meno riuscisse ad indagarne la loro personalità. Dracula stesso, tassello fondamentale attorno al quale ruota tutto il libro, rimane molto ai margini, confinato nel suo laboratorio scientifico. Non ci sono mai punti di vista narrativi diversi da quello di Constanta; eccezion fatta per la novella finale. E questo aumenta il senso di distacco dagli altri personaggi. Gli esperimenti crudeli e spietati che Dracula pratica nel suo laboratorio non ci vengono mai descritti, come per le violenze, ci viene detto che sono inumani e raccapriccianti; ma nulla di più.
Se non fosse per la penna dell’autrice e della voce narrante avrei trovato questo libro noioso, sono il ritmo incalzante, la voce profonda ed i pensieri della protagonista che mi hanno trascinata capitolo dopo capitolo, ascolto dopo ascolto. Le atmosfere sono ben descritte, così come i luoghi e gli stati d’animo di Constanta. Non sono però riuscita a provare trasporto per il legame che si instaura fra i tre amanti, Constanta, Magdalena ed Alexei. Sono rimasta sempre piuttosto indifferente alle loro interazioni ed anche la novella finale non mi ha fatta impazzire.
Una trama carina, che mi ha lasciata delusa principalmente perché non era ciò che prometteva di essere e non raccontava ciò che prometteva di raccontare.
Il mio consiglio è di approcciarvi a questo libro consci del fatto che non si tratta di un retelling di Dracula, ma che la lettura vi porterà nelle pagine di diario di quella che è stata la vita di una delle spose del Conte.


.png)

Commenti
Posta un commento