Un Mondo Senza Eroi 𝄖 Soman Chainani
Autore: Soman Chainani
Genere: fantasy y/a
Editore: Mondadori
Valutazione ⭐: 5/5
Trama: Da quando Agatha e Sophie sono fuggite dall'Accademia del Bene e del Male sono diventate autentiche celebrità: hanno infranto le regole e vissuto la Fiaba fino in fondo, si sono conquistate il Lieto Fine che volevano e sono tornate, cosa mai successa. E ora fanno ciò che ci si aspetta da loro. Agatha si lascia imbellettare e vestire di rosa da Sophie che, ormai incapace di tenere a freno la cattiveria, è sempre più insopportabile. Finché l'amica, esasperata, si pente di avere scelto quel Lieto Fine e si rende conto di volere un principe per la sua storia. Basta quel piccolo momento di debolezza perché tutto ricominci da capo. Agatha e Sophie si ritrovano all'Accademia, dove però tutto è cambiato. Che fine hanno fatto le due scuole del Bene e del Male? E dove sono finiti tutti gli eroi, i principi, i maschi?
Secondo capitolo della saga di SGE questo libro affronta come tematica principale la fiducia. Che sia in se stessi o negli altri, questa diventa la chiave per riuscire ad andare avanti all’interno della storia.
Se nel primo libro era Agatha l’amica fedele e senza dubbi, in questo capitolo le cose si capovolgono e vediamo Sophie difendere a spada tratta la loro amicizia ed il loro lieto fine.
Come per il precedente, anche in questo secondo volume sono riuscita ad entrare in sintonia con le protagoniste, a sentirmi parte anche io della storia e riuscire vedere ogni luogo descritto come si mi trovassi li. La penna dell’autore è ancora una volta scorrevole e coinvolgente, le sue parole capaci di trasportare il lettore pagina dopo pagina verso la fine, senza smettere di leggere.
Mi è piaciuto molto vedere come principesse ed eroine salgono alla ribalta, liberandosi del vecchio patriarcato conquistando così la loro indipendenza. Ma, come in tutte le cose, c’è anche il rovescio della medaglia e il troppo stroppia. Se da un lato è giusto che le ragazze siano libere di scegliere della propria vita, libere di salvarsi da sole e di viaggiare con i pantaloni anziché con pomposi vestiti se così si sentono loro stesse, dall’altro ogni forma di femminilità e amore viene assolutamente vietata e severamente punita. Non è più possibile innamorarsi di un maschio, non è più possibile desiderare di prendersi cura di se stesse truccandosi o semplicemente vestendosi carine. Credo che l’autore in questo senso abbia voluto mandare un messaggio molto chiaro e diretto; quello che una ragazza, una donna, possa essere bella, forte e indipendente anche su dei tacchi a spillo e con qualcuno al suo fianco.
Trovo che ad oggi, in un mondo di retelling dove le eroine possono essere tali solo se libere dall’amore, sia un concetto importante da veicolare.
La suspense ovviamente non manca, così come i colpi di scena che sono dietro ogni angolo. Fino alla fine non ci è dato sapere, ne vedere, dove si celi il confine fra bene e male non solo all’interno delle due Accademie ma anche nelle due protagoniste. Ma diciamocelo, c’è mai davvero una netta distinzione?
Ho apprezzato molto il personaggio della Preside Tristus, una veggente bandita dall’Accademia apparentemente ingiustamente, una sorella oscurata dalla fama del fratello, un uomo. Ultimamente si tende spesso ad umanizzare e giustificare i comportamenti dei cattivi delle fiabe, si prova a cercare un pretesto per sensibilizzare lo spettatore/lettore nei confronti delle loro azioni; in questo caso l’autore non cerca affatto di giustificare la malvagità del suo personaggio, il suo passato travagliato non viene utilizzato come espediente per far empatizzare il lettore con lui. E mi è piaciuto, perché c’è bisogno di più villians che siano solo questo, perché nel mondo vero non tutti possono essere salvati ed è giusto mostrare anche il rovescio della medaglia.
Ma, come c’è chi non può essere salvato, c’è chi invece cattivo non lo è per le sue azioni, ma perché in una famiglia di cattivi ci nasce. In questo volume ritroviamo le streghe che abbiamo conosciuto nel precedente, Esther, Anadil e Dot, alle prese con la loro natura da “cattive” che però cozza con l’amicizia spontanea e naturale che nasce con Agatha. Ad oggi le vorrei tutte insieme come una grande famiglia felice!
Vediamo finalmente la matura e seria Agatha sciogliersi e soccombere ai drammi dell’adolescenza, e finalmente direi. Vederla più “immatura” me l’ha resa più vera e mi ha permesso di entrare meglio in sintonia con lei. Le prime farfalle nello stomaco non si scordano mai e quanti errori in nome del primo amore si commettono.
È sicuramente un secondo libro più cupo e crudo, più maturo sotto certi aspetti e che lascia poco del mondo fiabesco conosciuto nel primo.
Ma cosa c’è che di questo libro mi ha davvero spinto a dargli 5 stelle? Lo stile, la trama che viene portata avanti dai personaggi stessi, il mistero sempre più fitto che aleggia attorno a questo apparente perfetto mondo di fiabe, un mistero che si addensa ed infittisce da secoli e che alla conclusione di questo libro, è solo all’inizio. Nuove alleanze si forgiano sopra le crepe delle vecchie spezzate, il male serpeggia nella Selva e gli eroi scompaiono, lasciando dietro di se solo morte e oscurità.

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