Azoth Express 𝄖 Elia P. Ansaloni

Titolo: Azoth Express

Autore: Elia P. Ansaloni

Genere: mistery fantasy

Editore: Delrai Edizioni

Valutazione ⭐: 5/5

Trama: Invitato a una traversata notturna sull’Azoth Express, un treno misterioso di cui sembra impossibile reperire informazioni, il professor Volfram Volkov, accademico di prestigio affetto da una bizzarra licantropia, fuma pensieroso la sua immancabile pipa a bolle di sapone. Salito a bordo, fa la conoscenza degli altri strambi ospiti, anch’essi completamente all’oscuro della situazione: Mercedes, una famosa e avvenente attrice televisiva; gli aristocratici Ravencroft, un’inquietante famiglia in lutto; la giovane esploratrice Lyra, con una grande conoscenza degli abissi oceanici; Zohn, un signore tarchiato che non sembra volersi staccare dalla sua macchina da scrivere; Maddox, un pittoresco e chiacchierone croupier di Las Vegas; e infine i signori Yong, che trasportano un carico misterioso. È il signor Swapan, proprietario della compagnia, a spiegare ai passeggeri che stanno per prendere parte a un singolare gioco: se scopriranno dove è diretto il treno, ciascuno riceverà un premio di immenso valore. Riusciranno a risolvere l'enigma e, soprattutto, ad arrivare tutti a destinazione?


Se cercate delle vibes alla Agatha Christie e “Assasino sull’Orient Express” in un libro che però sia al tempo stesso anche una lettura leggera e veloce, beh, questo fa proprio per voi.
So che è stato letto anche dal gruppo di @spaghettyfantasy come libro di settembre e sono molto felice di potermi accodare alle loro recensioni; pur avendolo letto ad agosto.
Azoth Express” è un libro la cui trama fin da subito è avvolta dal mistero, le cui descrizioni ci portano immediatamente in un ambiente dalle atmosfere mistiche e talvolta sinistre. Non vuole essere il romanzo mystery dell’anno, non ha alte pretese eppure riesce comunque ad incuriosire e intrigare il lettore, portando la lettura a termine nel giro di poche ore.


Ho trovato la penna dell’autore estremamente scorrevole e la suspense distribuita equamente all’interno della trama, da cui deriva ne l’assenza di tempi morti. Non è solo il treno ad essere un mistero, ed il viaggio con lui, ma l’autore non ci rivela molto neppure sui personaggi, lasciandoli avvolti da quella stessa nebbia bianca che i viaggiatori osservano fuori dal finestrino. Si potrebbe quasi dire che questi rimangano poco sviluppati, apparendo forse piatti, privi di spessore, ma dato il risvolto del finale del romanzo non mi sento di dire così; piuttosto direi che l’autore ha lasciato loro carta bianca sul proprio futuro e su chi sceglieranno di diventare.
Non nascondo che, ormai lo sapete sono molto suggestiva, in alcuni momenti ho persino provato inquietudine, e quando accade per me significa che lo scrittore ha saputo far bene il suo lavoro, trasmettendomi esattamente l’essenza del libro.
Il personaggio del Professor Volkov ricorda molto quello di Poirot ed è stato divertente immaginarmelo alle prese con un mistero fantastico per le mani; soprattutto dopo aver visto “Assassino a Venezia” (chi lo ha visto mi capirà).
Ogni personaggio all’interno del libro trae ispirazione da racconti, miti e leggende di cui già conosciamo l’epilogo, eppure le loro storie e vicende riescono comunque a lasciarci qualcosa di nuovo e di inaspettato.

Fra tutti, quello che ho preferito, è stato senza dubbio Lyra, biologa marina dal background affascinante legato al mare e alle sue creature, a civiltà antiche e magie dimenticate.
L’epilogo di questo romanzo è stato inaspettato, lo sapete non sono molto intuitiva (forse devo iniziare a leggere più gialli) e l’ho sinceramente apprezzato, trovandolo in linea con la trama ed il suo sviluppo. Per una volta un finale semi-aperto che non mi disturba e fa urlare.
Ma quindi, Elia P. Ansaloni, si merita di essere colpito con questo libro per il risultato ottenuto? Assolutamente no, con questo libro mi presenterò da lui (sperando ci sia) al prossimo SalTo per farmelo autografare.


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