Awen: esprimi il tuo desiderio 𝄖 Arianna Rosa
Autore: Arianna Rosa
Genere: distopico
Editore: Acheron Books
Valutazione ⭐: 3,5/5
Trama: Che cosa chiederesti, se potessi esprimere un solo desiderio?
E
a che cosa rinunceresti, per pagarne il prezzo?
2038.
Sono passati ormai quindici anni da quando la AWEN è entrata sul
mercato, promettendo la realizzazione di qualunque desiderio. Il
paradiso che offrono, però, non è a buon mercato, e ormai il mondo
è spaccato tra chi può permetterselo e chi è condannato a una vita
di povertà assoluta e scarsa assistenza sanitaria.
Malata
di anemia mediterranea, Antea sopravvive a stento tra medicinali e
trasfusioni sempre più scostanti, tra un turno e l’altro del suo
lavoro precario presso il grattacielo della AWEN. Bloccata dalle sue
condizioni fisiche e in perenne conflitto con i suoi genitori, la
possibilità di cambiare il suo destino si presenta quando ascolta
per caso il piano di due dipendenti della multinazionale: rubare la
macchina che realizza i desideri.
Sconvolta,
ma consapevole che un desiderio è l'unica cosa che potrebbe salvarle
la vita, Antea decide di unirsi al grande colpo. Ma cosa dovrà
sacrificare per sconfiggere la più grande azienda del mondo, che ha
occhi dappertutto, e che non rinuncerà mai alla sua fonte di
profitto?
Premessa
doverosa se volete approcciarvi a questo libro; sono presenti scene
di violenza esplicita.
Il
romanzo è il primo capitolo di una dilogia, ambientata a Roma, in un
futuro immaginario dove i desideri possono diventare realtà; ma solo
se si è abbastanza ricchi e potenti da poterli comprare. Per chi,
come Antea, le possibilità sono a zero, l’unica soluzione sembra
quella di iniziare a lavorare per il nemico; la Awen. Questa potente
azienda che ha reso l’impossibile possibile, ma che al tempo stesso
ha ridotto in povertà gran parte della popolazione, facendo nascere
una fazione di ribelli che vorrebbe rendere i desideri accessibili a
tutti. Cosa è disposta a fare, rischiare e perdere Antea, per
ottenere il proprio desiderio?
Ho trovato fin da subito lo stile di narrazione e scrittura estremamente scorrevole e coinvolgente, molti dei dialoghi e modi di fare dei personaggi sono tipicamente italiani e costituiscono a mio avviso un valore aggiunto, che potrebbe essere motivo di attrazione ed interesse se mai il libro venisse tradotto in altre lingue.
Sin dai primi capitoli mi sono sentita coinvolta nella storia e sentivo il desiderio di andare avanti nella lettura.
Le
descrizioni sono molto accurate, talvolta ho avuto difficoltà
nell’immaginarmi le scene di zione, ma potrebbe essere un mio
limite poiché mi è accaduto già altre volte. I personaggi sono ben
descritti sia a livello fisico che caratteriale; anche se le art che
ci sono in giro di Tommy non lo rendono per come è attualmente nel
libro, ma piuttosto per com’era.
Ho
apprezzato tanto che lo scorrere del tempo fosse scandito dalle date
ad inizio di ogni capitolo, questo è un altro punto di forza che ci
permette di capire meglio le dinamiche e le tempistiche entro le
quali si svolge tutta la narrazione e, difatti, ogni rapporto che si
sviluppa all’interno del libro non appare affrettato o istantaneo.
La narrazione per buona parte del libro è lineare e tranquilla, mentre negli ultimi capitoli succede letteralmente di tutto ed è una corsa contro il tempo per finire quanto più in fretta possibile.
Antea è un personaggio in cui è facile riconoscersi, è una ragazza comune con problemi comuni, e non, che vorrebbe semplicemente poter vivere senza complicazioni e preoccupazioni. E’ sbadata, non le piace avere gli occhi puntati addosso e più di ogni altra cosa detesta l’idea di deludere la sua famiglia. Per questo motivo l’ho trovato un personaggio vero e in linea con la nascita, o creazione, di sempre più personaggi che escono fuori dallo stereotipo del “prescelto”.
Essendo il primo volume non mi sento di definire “mancanze” le scarse informazioni che ci vengono date sulla Awen e la famiglia fondatrice, sulla “macchina” dei desideri o sulla fazione ribelle, in quanto tutte le domande ed i dubbi potrebbero ancora essere risolti nel secondo e conclusivo volume.
L’unica cosa che non mi ha convinta del libro, e qui mi riallaccio alla premessa fatta sopra, è l’argomento della violenza. Oltre ad essere stata improvvisa durante la lettura, e per questo scioccante, non l’ho trovata trattata a dovere. Viene liquidata troppo in fretta, non viene dato il peso sufficiente allo stato d’animo dei personaggi in relazione ad essa; quasi non lasciasse strascichi dietro di se. Abituata ai romanzi della Atwood o della Taylor è stato difficile da digerire e mi ha lasciata in uno stato d’animo contorto.
Sono comunque curiosa di leggere il secondo, soprattutto perché questo primo volume si conclude con un grande colpo di scena che mi ha letteralmente lasciata a bocca aperta.

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