Luce Della Notte 𝄖 Ilaria Tuti

Titolo: Luce Della Notte
Autore: Ilaria Tuti
Genere: thriller psicologico
Editore: Longanesi
Valutazione ⭐3/5
Trama: Chiara ha fatto un sogno. E ha avuto tantissima paura. Canta e conta, si diceva nel sogno, ma il buio non voleva andarsene. Così, Chiara si è affidata alla luce invisibile della notte per muovere i propri passi nel bosco. Ma quello che ha trovato scavando alle radici dell'albero l'ha sconvolta. Perché forse non era davvero un sogno. Forse era una spaventosa realtà. Manca poco a Natale, il giorno in cui Chiara compirà nove anni. Anzi, la notte: perché la bambina non vede la luce del sole da non sa più quanto tempo. Ci vuole un cuore grande per aiutare il suo piccolo cuore a smettere di tremare. È per questo che, a pochi giorni dalla chiusura di un faticosissimo e pericoloso caso e dalla scoperta di qualcosa che dovrà tenere per sé, Teresa Battaglia non esita a mettersi in gioco. Forse perché, nonostante tutto, in lei batte ancora un cuore bambino. Lo stesso che palpita, suo malgrado, nel giovane ispettore Marini, dato che pur tra mille dubbi e perplessità decide di unirsi al commissario Battaglia in quella che sembra un'indagine folle e insensata. Già, perché come si può anche solo pensare di indagare su un sogno? Però Teresa sa, anzi, sente dentro di sé che quella fragile, spaurita e coraggiosissima bambina ha affondato le mani in qualcosa di vero, di autentico… E di terribile.


Luce della Notte è il terzo libro della Tuti che va a comporre la serie di Teresa Battaglia, ma, in ordine cronologico, il secondo. Mi sono trovata un po' spaesata leggendolo come terzo per cui nel caso io vi consiglio di leggerlo per secondo e di passare solo dopo a "Ninfa Dormiente".
Devo ammettere che ho trovato questo volume molto sotto tono rispetto agli altri, l'ho preso più come una novella che un romanzo, forse anche per il suo essere molto più breve rispetto agli altri.

La trama, seppur tocchi come sempre temi molto delicati ed importanti, in questo caso fungendo da denuncia verso coloro che guadagnano dalle immigrazioni clandestine e sfruttano il dolore altrui per arricchirsi; viene caricata di meno intensità, il come, tutta la narrazione alla fine viene al nocciolo, l'ho trovato confusionario e poco chiaro, a tratti inverosimile e forzato.

I personaggi non mi hanno trasmesso con la stessa intensità di sempre le loro emozioni, li ho trovati quasi piatti (ad esclusione di Chiara, una delle piccole protagoniste di questo racconto), stanchi proprio come Massimo e Teresa, che sarebbero in ferie ma si ritrovano, nolente l'uno e volente l'altro, immischiati in un nuovo caso.

Le descrizioni dei paesaggi non mi hanno lasciato alcun che, sebbene sia riuscita comunque a figurarmi ogni luogo citato, non erano pregni dello stesso stupore con cui è solita descriverceli la Tuti.

Nonostante queste pecche, dalla sua il romanzo ha, come detto sopra, il suo esser breve (sia nella versione audio che non) e molto scorrevole. Il ritmo della narrazione è serrato, quasi schematico, come se tutto si svolgesse seguendo una scaletta ben precisa e non siano ammesse deviazioni. Questo come già detto fa un po' perdere quell'effetto di suspense e stupore che c'è negli altri romanzi, rendendolo prevedibile. Godibile, ma prevedibile.
Ho trovato piuttosto improbabile il risvolto finale che porta i due protagonisti, Massimo e Teresa, fuori Italia. Non dirò altro per evitare spoiler, ma la situazione in cui si ritrovano e da cui escono magicamente tutti indenni è molto fiabesca e poco rappresentativa della realtà.

Ciò che salvo del libro è quindi lo stile, che non risulta pesante, la storia che si vuole portare alla luce, i fatti di cronaca che troppo spesso passano in sordina e quel barlume di speranza che anima il cuore di Teresa; la convinzione che nel mondo ci sia ancora qualcosa di buono che merita di essere salvato. La storia di Chiara, che ci ricorda la profonda sensibilità dei bambini, di come troppo spesso siano vittime di un mondo che ha solo pregiudizi e paura del diverso.

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