Ninfa Dormiente 𝄖 Ilaria Tuti
Autore: Ilaria Tuti
Genere: thriller psicologico
Editore: Longanesi
Valutazione ⭐: 5/5
Trama:
Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.
Premetto che amo come la Tuti prenda fatti realmente accaduti e ci costruisca attorno i suoi romanzi, per riportare alla luce ciò che la memoria da troppo tempo ha dimenticato. In questo caso ci parla di ciò che accadde in Val di Resia, durante la Seconda Guerra Mondiale e di un antico culto che da secoli venera la Dea Isidie come Madre della Vita e non solo.
Questo romanzo viene dato come secondo capitolo della serie di Teresa Battaglia, ma si pone in realtà come terzo, a metà tra “Fiori Sopra l’Inferno” e “Luce della Notte”. Io seguendo l’ordine di lettura trovato online ho letto questo per secondo, ma comunque non ci sono spoiler.
Ho trovato questo caso molto più interessante e avvincente del precedete. Tutta la storia che ruota attorno ai resiani e al culto di Iside, agli sciamani e alle antiche arti mistiche ha sicuramente catturato completamente, fin da subito, la mia attenzione.
C’è un grande sviluppo nel carattere dei personaggi, soprattutto nel rapporto fra Massimo e Teresa, e finalmente capiamo cosa li lega così profondamente l’uno all’altra come fossero madre e figlio. Ci viene aperta una finestra maggiore da cui poter guardare, sulla vita passata dei due personaggi e molte domande che nella precedente lettura mi erano rimaste in sospeso in testa, finalmente hanno una risposta.
Il ritmo della narrazione è serrato ed incalzante, rapido come la malattia di Teresa che avanza e si mangia ogni suo ricordo, ogni suo momento di lucidità. L’ansia e la tensione che questi blackout causano in lei si riversano anche nel lettore, caricandolo della stessa paura. A sostenerla troviamo come sempre la sua squadra, ma anche due nuovi simpatici ingressi che mi hanno fatto scoprire il mondo dei “cani da ricerca cadaveri” per dirvela in termini spicci. Blanca, una ragazza cieca e Smooky, il suo cane guida/da ricerca, vi cattureranno il cuore fin da subito e gli ostacoli e le ostilità che nel corso delle indagini dovranno affrontare vi faranno montare la rabbia e desiderare di trovarvi li a proteggerli dal mondo.
Anche in questo caso le tematiche affrontate sono tante, profonde e delicate. Forte è indubbiamente la presenza della malattia, invalidante, ostruttiva, distruttiva. La perdita e il lutto vengono ancora una volta analizzate sotto molteplici aspetti, andando ben oltre la perdita di una persona amata, che sia figlia, nipote o madre; in “Ninfa Dormiente” la perdita è un fantasma che aleggia nelle vite dei resiani da secoli; la perdita della loro identità come popolo, della propria libertà come singolo individuo visto invece parte di una sola grande comunità.
Le donne protagoniste di questo romanzo sono dolci e spietate insieme, sono materne, vittime e carnefici. Una madre che cerca di salvare la propria figlia dal pesante retaggio della sua famiglia, una sciamana che opera ancora attraverso vie misteriose e magiche, una ragazza in cerca del proprio io, imprigionata in una gabbia che non ha scelto, ma a cui non può sottrarsi.
Come anche il precedente romanzo, anche in questo caso il profilo psicologico dei personaggi viene delineato in maniera impeccabile e la psiche di ognuno di loro è fondamentale ai fini della storia. Nella narrazione ai tipici elementi dei thriller psicologici si fondono quelli folcloristici ed è veramente magnetico il modo in cui questi si fondono con la razionalità di Teresa e del mondo. L'autrice riesce ad integrare l'elemento “fantastico” passatemi il termine, senza però sfociare nel fantasy o nel paranormale, perchè, se ben ci pensate, ha sempre fatto della vita dell'uomo.
Fino alla fine non sono riuscita a capire chi si nascondesse dietro i delitti, le sparizioni e le aggressioni, ancora una volta la Tuti ha saputo ingannarmi e farmi arrivare dove voleva lei, quando voleva lei. Il risvolto finale è un colpo di scena magistrale e struggente, i capitoli finali mi hanno caricata di ansia e apprensione, tant'è che per un momento ho pensato Massimo o Teresa, o magari entrambi, ci avrebbero rimesso la vita. Con questo libro si conclude un'indagine, ma se ne apre una molto più ampia che verrà portata avanti per tutti i romanzi successivi e che pare si sia conclusa, purtroppo, con l'ultimo romanzo della serie uscito poche settimane fa; ovvero “Madre D'Ossa” nome che per altro è e sarà ricorrente non solo qui, ma anche successivamente.
In tutto questo mare di dolore che è il romanzo, emozionante e toccante è l'amore di Alessio e Anisa, due dei protagonisti, che nonostante il tempo e la morte, sopravvive e vive, in eterno.


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